Si può rifiutare di fare straordinari su lavoro se richiesti da datore di lavoro o no

di Marianna Quatraro pubblicato il
Si può rifiutare di fare straordinari su

Rifiuto lavoro straordinario, quando non è possibile

Il dipendente può rifiutare il lavoro straordinario? Ci sono alcuni casi in cui è obbligato ad accettare? E quando non può proprio dire di no?

La questione è costantemente al centro dell'attualità perché gli straordinari sul lavoro sono da sempre al centro di continui aggiornamenti della normativa fino al 2019 e oggetto di discussione tra le parti.

Per straordinari si intende quel supplemento di lavoro rispetto all'orario settimanale che l'azienda chiede al dipendente per fronteggiare il maggiore carico di lavoro. O anche solamente per la sostituzione di un secondo dipendente assente. Ci interessa adesso sapere

  • Lavoro straordinario richiesto da datore di lavoro, come funziona
  • Rifiuto lavoro straordinario, quando è possibile
  • Rifiuto lavoro straordinario, quando non è possibile

A fronte di questo maggiore impegno viene riconosciuto un beneficio economico che può essere ancora più alto in base all'orario svolto e ai giorni della settimana.

Tenendo conto che anche in riferimento agli straordinari c'è un tetto da non superare, vogliamo ora quindi sapere se il dipendente può rifiutare di fare gli straordinari sul lavoro se richiesti da datore di lavoro.

Non solo, ma in caso di diniego, quali sono le conseguenze? Va incontro a sanzioni economiche e disciplinari se non al licenziamento vero e proprio?

Lavoro straordinario richiesto da datore di lavoro

Il lavoro straordinario scatta evidentemente quando termina quello ordinario, ma le norme non sono le stesse per tutti. La legge fissa infatti il limite di orario massimo in una settimana, 40 ore, e demanda ai Ccnl fissare eventualmente un tetto giornaliero oppure una durata inferiore alle 40 ore settimanali.

Allo stesso tempo, le norme in vigore prevedono anche un limite massimo di orario settimanale compresi gli straordinari, pari a 48. In ogni caso, per capire quanto le regole possano essere differenti, basti pensare all'esistenza anche di

  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Enti Pubblici
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Istituzioni Private
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Tessili
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Meccanici
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Dirigenti Settore Privato
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Alimentari
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Commercio Terziario e Servizi
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Marittimi
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Spettacolo
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Agricoltura e Allevamento
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Metalmeccanici
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Credito e Assicurazioni
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Chimica
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Edilizia e Legno
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Turismo
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Trasporti
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Scuola
  • Contratto collettivo nazionale di lavoro Giornalisti

In buona sostanza, ciascuno di essi può prevedere particolare di orario ordinario e straordinario per i suoi lavoratori e dunque una disciplina differente sul possibile rifiuto di un impegno supplementare se richiesto dal datore di lavoro.

Rifiuto lavoro straordinario, quando è possibile e quando no

Entriamo allora nel cuore della questione ovvero se il lavoratore può rifiutarsi di svolgere lavoro straordinario - sempre e solo all'interno dei limiti di 48 ore settimanali di lavoro e 250 ore all'anno di solo straordinario - nonostante l'esplicita richiesta dell'azienda in cui è stato assunto. Ebbene, la risposta: è dipende.

Alcune volte può infatti dire o mentre in altre è obbligato a dire sì non per non andare incontro a sanzioni disciplinari di varia gravità.

Più precisamente, il dipendente può puntare i piedi e rifiutarsi di svolgere lavoro straordinario, anche se in alcuni casi è realmente conveniente, se il datore di lavoro non si comporta secondo i principi di buona fede e correttezza. Ma anche se esiste una ragione giustificata che impedisce un impegno supplementare. Ed è infine possibile se il lavoratore è anche uno studente.

Allo stesso tempo, il lavoratore non può rifiutarsi di prestare lavoro straordinario se è previsto nel contratto collettivo nazionale. E comunque se l'organizzazione del lavoro all'interno dell'azienda prevede l'indispensabile della presenza supplementare del dipendente. Pensiamo ad esempio alla partecipazione a eventi straordinari, come una fiera o una mostra.

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