Stipendi 2019 dipendenti privati e pubblici. Importi più bassi quest'anno per perequazione INPS

Timore di un ulteriore taglio degli stipendi del personale scolastico in vista del rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro.

Stipendi 2019 dipendenti privati e pubbl

Sindacati scuola sul piede di guerra

Si prospetta un 2019 con una busta paga più leggera per i lavoratori italiani, a iniziare dai dipendenti pubblici (inclusi gli insegnanti) per poi arrivare a quelli del comparto privato. La parola chiave è perequazione mentre a scatenare il panico è stata una recentissima circolare dell'Inps contenente i chiarimenti sull'assoggettabilità contributiva ai fini pensionistici e dei trattamenti di fine servizio della voce retributiva "elemento perequativo", prevista nei contratto di lavoro dei dipendenti pubblici nel triennio tra il 2016 e il 2018.

La circolare dell'Inps

Sono allora due le sottolineature dell'Inps: c'è innanzitutto quella legata alle tempistiche, rispetto a cui precisa come l'emolumento sia erogato ogni mese da marzo a dicembre 2018 e dunque da gennaio 2019 di quest'anno appena iniziato  è previsto lo stop. Quindi rende noto come questo importo non sia dovuto per periodi di lavoro mensili inferiori a 15 giorni o nei mesi in cui non è corrisposto lo stipendio tabellare, per aspettative o congedi non retribuiti o altre cause di interruzione e sospensione della prestazione lavorativa. In buona sostanza deve essere corrisposto per periodi di lavoro superiori a 15 giorni.

Sindacati scuola già sul piede di guerra

Inevitabile che le principali sigle sindacali di categoria siano scattere subito in piedi alla diffusione di questa notizia e tutte hanno assunto la medesima posizione. C'è chi, come la Snals ha chiesto l'avvio delle trattative per il rinnovo del contratto mentre Gilda non ha nascosto il timore di un ulteriore arretramento degli stipendi del personale scolastico in vista del rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro. Per quanto riguarda le principali organizzazioni sindacali, secondo Flcgil, l'assegno perequativo va mantenuto per il personale che ne beneficia, altrimenti ci sarebbe una diminuzione del salario che non è sopportabile.

Non la pensa poi diversamente la Cisl, per cui il rinnovo del contratto di lavoro, e prima ancora il consolidamento di tutti gli elementi retributivi oggi in atto, rappresentano obiettivi su cui si richiede al ministro e al governo di assumere precisi impegni e scelte conseguenti. Infine, secondo la Uil è la richiesta di finanziamento dell'elemento perequativo previsto dal contratto la questione che in tema di risorse va collocata in via prioritaria. Si accennava al rischio taglio di stipendio anche per i lavoratori privati. In questo caso sono due gli elementi da tenere in considerazione: in prima battuta il destino del bonus di 80 euro mensili in busta paga e quindi la rivisitazione del complesso sistema delle detrazioni che potrebbe finire per penalizzare parte dei lavoratori.

Ulteriori problemi, per i dipendenti pubblici, ci potrebbero essere dagli aumenti degli stipendi decisi e ufficiali per il 2019 che seppur minimi potrebbero far andare oltre le soglie del Bonus Renzi di 80 euro e se non si interverrà nel corso del 2019 con carattere retroattivo c'è il rischio che si debbono poi restituire come conguagli l'anno prossimo, nel 2020.