Straordinari sul lavoro, si deve timbrare cartellino o no perché ore siano valide

di Marianna Quatraro pubblicato il
Straordinari sul lavoro, si deve timbrar

Lavoro straordinario, serve il cartellino?

Cosa prevedono le norme 2019 aggiornate in merito al lavoro straordinario? Una recentissima sentenza della Corte di Giustizia europea è destinata a provocare una rivoluzione.

Sempre meno aziende decidono di affidarsi a sistemi di timbratura del cartellino d'entrata o di uscita dal luogo di lavoro. In realtà, se nelle grandi società si tratta di un'abitudine organizzativa piuttosto consolidata e diffusa, in quelle più piccole la situazione è ben differente e non tutte decidono di far timbrare il cartellino al lavoratore per verificare le reali ore di presenza. Non si tratta naturalmente di una questione di mera fiducia, ma di una tendenza a organizzare il lavoro in maniera sempre più flessibile in cui a contare è il risultato finale prima ancora che le ore trascorse in ufficio.

Naturalmente sempre nel rispetto delle norme contenute nel Contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento. A tal proposito, vogliamo adesso capire se per gli straordinari sul lavoro occorre timbrare il cartellino. Ma soprattutto se si tratta di un passaggio fondamentale affinché siano valide e riconosciute.

Quando i lavoratori devono timbrare il cartellino

Sulla base delle premesse sul lavoro e sui cartellini da timbrare diventa chiaro che il sistema di rivelazione delle presenze non è un obbligo in capo all'azienda o al datore di lavoro. Si tratta di una facoltà nell'ambito dell'organizzazione interna del lavoro, sebbene lo Statuto dei lavoratori ne contempli la possibilità senza particolare restrizioni ovvero senza la necessità di richiedere autorizzazioni esterne purché il lavoratore sia informato con chiarezza sugli strumenti utilizzati e le finalità.

Di più: la stessa azienda può esonerare alcune categoria di lavoratori dall'eventuale obbligo di timbratura, come i lavoratori a domicilio, i telelavoratori e i lavoratori mobili ovvero coloro che non hanno un orario di lavoro predefinito, come in fin dei conti accade anche con i dirigenti.

Lavoro straordinario, serve il cartellino?

Fissato allora il punto che la rilevazione delle presenze o delle ore di attività, con o senza la timbratura dei cartellini di ingresso e di uscita dall'azienda, non è un obbligo ma una facoltà, proviamo adesso a fare un passo in più ovvero scoprire cosa prevedono le norme 2019 aggiornate in merito al lavoro straordinario. Al di là del fatto che spetta al lavoratore capire quante ore conviene fare al mese per non perderci, la risposta sembra scontata ovvero che anche in questo caso spetta al datore di lavoro se prevedere o meno l'attivazione di sistemi di conteggio.

In realtà non è proprio così perché una recentissima sentenza della Corte di Giustizia europea prevede per i datori di lavoro degli Stati membri l'obbligo di istituire un sistema per la misurazione della durata dell'orario di lavoro giornaliero, anche e soprattutto in riferimento agli straordinari.

Come rilevato dalla Corte sulla base di un ricorso del sindacato spagnolo Federación de Servicios de Comisiones Obreras, in assenza di un sistema che consenta la misurazione della durata dell'orario di lavoro giornaliero svolto da ciascun lavoratore, non c'è modo di stabilire il numero di ore di lavoro svolte e la loro ripartizione nel tempo né il numero delle ore di lavoro straordinario. Di conseguenza per i lavoratori diventa difficile far rispettare i loro diritti.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sui diritti per i lavoratori per rimanere aggiornato su tutte le novità: