Taglio stipendi per coronavirus. Si deve accettare o no diminuzione. E chi non la fa quali rischi corre

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Taglio stipendi per coronavirus. Si deve

Rischi per chi non accetta taglio stipendio

La riduzione dello stipendio non è però un'operazione così automatica ed è sufficiente sfogliare le normative a riguardo inserite nei vari Ccnl per farsi un'idea.

La buona notizia è la graduale uscita dalla fase più critica dell'emergenza derivante dalla diffusione del coronavirus. La brutta notizia sono le conseguenze economiche che questo periodo di lockdown sta portando e porterà con sé.

Il governo ha provato ad alleviare le sofferenze introducendo provvedimenti di carattere eccezionale, come la cassa integrazione facilitata per i dipendenti delle aziende. In buona sostanza si tratta di accettare l'80% dello stipendio pur non lavorando.

Ma non tutte le imprese possono o vogliono accedere a questo strumento, sia in forma parziale o totale. C'è infatti chi sta proponendo il taglio in busta paga come forma di sacrificio per l'emergenza. Pensiamo ad esempio a tutte quelle attività che sono rimaste costantemente aperte ma che allo stesso tempo hanno subito un calo del lavoro.

La riduzione dello stipendio non è però un'operazione così automatica ed è sufficiente sfogliare le normative a riguardo inserite nei vari Contratti collettivi nazionali di lavoro per farsi un'idea. Cerchiamo allora di saperne di più e vediamo in questo articolo

  • Coronavirus, si deve accettare o no la diminuzione dello stipendio
  • Quali rischi corre chi non accetta il taglio dello stipendio

Coronavirus, si deve accettare o no la diminuzione dello stipendio

Il datore di lavoro può imporre la riduzione dello stipendio ai dipendenti? E può farlo anche adesso, in periodo di coronavirus? La risposta a entrambe le domande è affermativa, ma con una serie di precisazioni. L'azienda può infatti decidere di scegliere questa dolorosa strada solo per comprovate difficoltà economiche.

Deve cioè dimostrare il calo di ricavi o di commesse, tale da non rendere più sostenibile il mantenimento dello stesso livello di stipendio. Allo stesso tempo deve garantire i diritti dei lavoratori secondo la regola che minore è lo stipendio e minore è la responsabilità ovvero il carico di lavoro.

Le due misure viaggiano di pari passo e se il datore di lavoro decide di applicare il taglio dello stipendio, allo stesso tempo è chiamato a ridurre l'orario di lavoro oppure ad applicare un demansionamento ovvero una rimodulazione del carico di lavoro.

Il contesto che stiamo attraversando è poi estremamente particolare poiché il governo ha bloccato i licenziamenti dei lavoratori ed è pronto a rinnovare questo provvedimento con il decreto adesso in via di formazione.

Quali rischi corre chi non accetta il taglio dello stipendio

Le nuove misure economiche per affrontare l'emergenza coronavirus e per tutelare le esigenze di lavoratori e aziende dovrebbero essere approvato in settimana dal Consiglio dei ministri e poi cominciare il suo iter parlamentare.

La norma sulla riduzione dello stipendio che deve essere associata a modifiche nel contratto di lavoro è invece di carattere generale. E si basa su un presupposto irrinunciabile: il dipendente può accettare o meno questo cambiamento che deve essere sempre dettato da ragioni oggettive e dunque dalle comprovate difficoltà economiche.

Solo in caso di mancato accordo si aprono le vie del licenziamento o delle dimissioni.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sui diritti per i lavoratori per rimanere aggiornato su tutte le novità:
Puoi Approfondire
Ultime Notizie