Telecamere sul posto di lavoro, in ufficio e fabbrica. Regole ufficiali, quando e come sono permesse

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Telecamere sul posto di lavoro, in uffic

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Come funzionano le regole per l’installazione delle telecamere sul posto di lavoro: quali sono i casi in sui si possono mettere e sanzioni previste

Quando le telecamere di videosorveglianza sono permesse negli uffici, in fabbrica e sui posti di lavoro? Cosa possono controllare, quando e come? E quali sono le regole attuali in vigore, comprese sanzioni e multe se non viene rispettata la normativa vigenete?
 

La possibilità di installare telecamere in ufficio, in fabbrica o su qualsiasi altro posto di lavoro, sta diventando una consuetudine che serve a dare maggiore sicurezza agli stessi lavoratori di un dato luogo. E quando si parla di telecamere sul posto di lavoro non si può non pensare subito ad asili e case di riposo per anziani dove, come riportano i tristi fatti di cronaca, si susseguono eventi davvero terribili a danno di persone deboli che dovrebbero essere tutelate.

E per ulteriori controlli è stata chiesta una legge apposita per l’installazione obbligatoria in questi luoghi come in altri. Ma quali sono le regole che permettono l’installazione di telecamere sul posto di lavoro? E quali procedure bisogna seguire?

Telecamere sul posto di lavoro: le regole

Stando a quanto previsto dalla legge, i datori di lavoro non possono, a propria discrezione, usare le telecamere sul posto di lavoro per controllare a distanza i dipendenti. Il rischio che si potrebbe correre è quello di sconfinare nella violazione della privacy e di tutela della riservatezza del dipendente stesso ed esistono casi specifici in cui le telecamere sul posto di lavoro possono essere installate e se le regole in materia non vengono rispettato si possono rischiare sanzioni anche pesanti.
 
Le telecamere possono essere installate sul posto di lavoro per motivi di sicurezza di chi opera all’interno delle aziende stesse ma per assicurarne un corretto utilizzo la legge prevede procedure specifiche per la loro installazione. Stando a quanto previsto, infatti, le telecamere possono essere installate, previa autorizzazione, solo per:

  1. sicurezza del lavoro;
  2. esigenze organizzative e produttive;
  3. tutela del patrimonio aziendale.

E’ vietato, invece, installare le telecamere per controllare a distanza il dipendente.

L’autorizzazione alla installazione delle telecamere sul posto del lavoro può essere sia sindacale, derivante da un accordo collettivo sottoscritto dall’azienda e stipulato dalla rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) o dalle rappresentanze sindacali aziendali (Rsa), sia amministrativo, proveniente cioè dalla sede territoriale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, e il datore di lavoro per la installazione stesse deve rispettare le condizioni poste nell’accordo sindacale o nel provvedimento autorizzativo dell’Ispettorato del lavoro.

Diversamente da quanto previsto per le telecamere, non è prevista invece alcuna autorizzazione per controlli su pc o tablet da remoto nonostante si tratti anche in tal caso di strumenti di controllo a distanza del dipendente.

Installazione telecamere sul posto di lavoro: sanzioni previste

Chi non rispetta le regole appena riportate per l’installazione delle telecamere in ufficio, in fabbrica o, in generale, sul posto di lavoro potrebbe andare incontro a gravi sanzioni. Stando a quanto previsto dallo Statuto dei Lavoratori, in particolare, le sanzioni sono previste per installazione illegittima di telecamere, impiego illegittimo di impianti di videosorveglianza, uso delle telecamere per controllo a distanza dei lavoratori.

Chi compie tale violazioni potrebbe rischiare una sanzione da 154 euro a 1.549 euro o addirittura l’arresto da 15 giorni a 1 anno e nei casi più gravi multa e arresto possono essere applicate congiuntamente.

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