Tempo massimo per pagamento stipendio. Entro quanto in ritardo si può ricevere

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Tempo massimo per pagamento stipendio. E

Pagamento stipendio, qual è il tempo massimo

La prima regola da conoscere è che non esiste una regola generale sui tempi massimi entro cui il datore di lavoro. Ma ci sono alcune date da rispettare.

Quante volte è capitato di ricevere lo stipendio in ritardo? Accanto alle aziende estremamente puntuali nel fare il bonifico al lavoratore per la prestazione ricevuta, tante altre - per volontà o per distrazione - non rispettano i tempi concordati.

Proprio questo è il punto centrale della questione: entro quanto tempo si può ricevere lo stipendio? O, meglio ancora, qual è il ritardo massimo che il datore può accumulare prima di scivolare nell'irregolarità. Come vedremo a breve, non esiste una scadenza comune per tutti i dipendenti e il punto di riferimento è il Contratto collettivo nazionale di lavoro applicato (Ccnl).

Ciascuno di loro può infatti prevedere disposizioni specifiche e anche molto differenti da un contratto all'altro. Il punto in comune è che oltre un certo limite, il lavoratore è autorizzato quantomeno a sollecitare il datore a regolarizzare i pagamenti e magari a rispettare la puntualità nelle mensilità successive. Vediamo in questo articolo

  • Pagamento stipendio, qual è il tempo massimo
  • Ritardo massimo per pagamento stipendio

Pagamento stipendio, qual è il tempo massimo

La prima regola da conoscere è che non esiste una regola generale sui tempi massimi entro cui il datore di lavoro. Per saperlo occorre consultare il proprio contratto di lavoro, ma anche quello generale di categoria.

E come premesso, la varietà è massima, considerando i vari contratti per Commercio Terziario e Servizi, Spettacolo, Istituzioni Private, Marittimi, Dirigenti Settore Privato, Giornalisti, Enti Pubblici, Chimica, Trasporti, Agricoltura e Allevamento, Alimentari, Edilizia e Legno, Credito e Assicurazioni, Tessili, Metalmeccanici, Scuola, Meccanici, Turismo.

Lavoratori pubblici a parte, per cui il pagamento dello stipendio avviene entro il giorno 27 dello stesso mese, in linea di massima la deadline è fissata nel giorno 10 del mese successivo a quello lavorativo.

Con la precisazione che questa data indicato il giorno entro cui il dipendente è chiamato a ricevere materialmente lo stipendio e non entro cui il datore è chiamato a effettuare il bonifico.

Ritardo massimo per pagamento stipendio

C'è però un caso tutt'altro che raro ovvero la mancata indicazione di scadenze nel contratto di lavoro. In questa situazione, la regola generale (non scritta) prevede che lo stipendio venga accreditato entro l'ultimo giorno del mese lavorativo.

Fissati questi principi, è bene sapere che non esiste un ritardo massimo entro cui lo stipendio deve essere pagato. Che sia di qualche giorno o di settimane cambia poco: il lavoratore può fare valere i propri diritti.

Ogni circostanza è diversa, ma appare eccessivo intraprendere un'azione legale nel caso di ritardo di pochi giorni, anche e soprattutto se non ci sono precedenti.

Oltre al sollecito verbale è importo sapere cosa fare in caso di ritardo nel pagamento dello stipendio. C'è infatti il sollecito scritto via raccomandata andata e ritorno oppure via Pec. Allo stesso tempo è possibile procedere con una lettera di diffida oppure avviare la conciliazione all'Ispettorato nazionale del lavoro.

La carta finale da giocare è la richiesta di decreto ingiuntivo in tribunale per ottenere gli stipendi arretrati.

Iscriviti al nostro gruppo Facebook sui diritti per i lavoratori per rimanere aggiornato su tutte le novità: