TFR stop da luglio in busta paga. Le modifiche. E nuove trattenute, imposte in stessa busta paga

Il legislatore non ha ritenuto di dover prorogare il provvedimento. Per questo i datori di lavoro non devono versare nella busta paga dei dipendenti la quota relativa al trattamento di fine rapporto

TFR stop da luglio in busta paga. Le mod

Terminata la sperimentazione sull'anticipo del TFR direttamente in busta paga. Ecco cosa succede adesso


Non viene rinnovata la proporoga con la quale il TFR poteva essere corrisposto mensilmente in busta paga dal datore di lavoro su richiesta del dipendenti, in questo modo dal 1° Luglio non sarà più possibile inserirlo. Vediamo quali sono le eccezioni.

Senza il rinnovo della possibilità di inserire l'anticipo del TFR, lo stop è arrivato perentorio ed un po’ a sorpresa, con l’annuncio da parte del legislatore della volontà di non prorogare un provvedimento che consentiva di corrispondere direttamente nella busta paga del lavoratore il trattamento di fine rapporto in quote mensili. Dal primo luglio, quindi, i lavoratori hanno dovuto fare i conti con questa novità che forse in pochi conoscevano fino a quando non si è presa coscienza con la realtà. Vediamo la normative precedente e i casi in cui è ancora possibile inserirlo.

Stop anticipo TFR la normativa precedente

Prima dello stop all’anticipo del TFR in busta paga la normativa prevedeva la possibilità, per i lavoratori di aziende private che avessero maturato almeno sei mesi di rapporto professionale con la propria azienda, di richiedere al datore di lavoro la liquidazione della quota maturanda del trattamento di fine rapporto sotto forma di integrazione della retribuzione mensile. Un modo per garantirsi la possibilità di ricevere, anche se in diverse tranche, dell’intero importo del proprio TFR e, ovviamente, anche per arrotondare uno stipendio non sempre sufficiente a sbarcare il lunario con dignità.

Ma i risultati della sperimentazione, che terminava lo scorso trenta di giugno, non sono stati evidentemente ritenuti soddisfacenti dal nuovo esecutivo che ha deciso di sospendere l’anticipo del TFR in busta paga. Come ha spiegato anche l’Inps attraverso i suoi canali di comunicazione, il legislatore non ha ritenuto di dover prorogare questo provvedimento che quindi automaticamente i datori di lavoro non devono più versare nella busta paga dei dipendenti che ne hanno fatto richiesta la quota relativa al trattamento di fine rapporto.

Lo stesso istituto previdenziale ha poi posto comunque l’accento sul fatto che i datori di lavoro che hanno utilizzato il finanziamento della Qu.I.R. dovranno continuare a valorizzare l’elemento – che contiene le informazioni riferite alla Qu.I.R. liquidata in busta paga attraverso il ricorso al finanziamento assistito da garanzia fino alla liquidazione in busta paga della quota di TFR maturata nel periodo di paga giugno 2018.
Tra l'alto da sottolineare nuove trattenute, che si possono anche definire imposte indirette, in busta paga che colpiscono tutti i lavoratori, insieme alla questione delle ferie da pagare o non pagare o che possono andare perse.