Un trentenne su tre vive grazie alla paghetta data da nonni o genitori senza lavoro

Il 68% che vive con la famiglia d'origine e non ne può evidentemente fare a meno. Tutto è stato messo nero su bianco nel nuovo rapporto Coldiretti.

Un trentenne su tre vive grazie alla pag

Un trentenne su tre ha la paghetta


Ancora una istantanea in grado di catturare al meglio le condizioni di disagio economico e sociale dei giovani italiani (o giù di lì). Un trentenne su tre vive grazie alla paghetta data da nonni o genitori. A rivelarla è la più recente delle analisi condotta da Coldiretti-Ixè. Le pagine dello studio non restituiscono un quadro confortante se il 35% dei trentenni deve bussare alle porte dei genitori, delle donne o di qualche parente per effettuare le spese personali. Ma andando avanti nel focus dell'associazione dei coltivatori diretti, la situazione si fa ancora più allarmante. Questa è infatti solo la percentuale di chi ha la necessità di farsi finanziare dalla famiglia le necessità strettamente personali, ma non indispensabili, come andare a mangiare una pizza con gli amici. Ma se si considerano i giovani tra i 18 e i 34 anni che devono letteralmente farsi mantenere dai genitori, ecco la quota sale al 55% ovvero più di uno su due.

E non è tutto perché a questa fetta di giovani italiani va aggiunto un altro 6% che fa riferimento alle pensioni dei nonni. Provando allora a tirare una riga, è il 68% che vive con la famiglia d'origine e non ne può evidentemente fare a meno. Tutto è stato messo nero su bianco nel rapporto "I giovani italiani, la vita e il lavoro" presentato al Salone della creatività Made in Italy in occasione della consegna a Roma dei premi per l'innovazione Oscar Green sostenuto da Campagna Amica.

Almeno aiutano in casa

Tuttavia sarebbe sbagliato chiudere la faccenda ed etichettare i giovani italiani come fannulloni o, secondo la più recente terminologia, come sdraiati. Almeno non tutti perché buona parte di loro contribuisce ai lavori di casa (il 77%) spazzando per terra, lucidando l'argenteria o cucinando oppure (il 63%) facendo la spesa al supermercato per sé e per la famiglia. E sarebbe anche errato credere che la situazione, per quanto presenti aspetti di indubbia comodità, li faccia contenti. Coldiretti ha infatti voluto andare fino in fondo e capire le ragioni di questo costante attaccamento alla famiglia di origine. Ebbene circa la metà dei giovani tira in ballo condizioni economiche, derivati evidentemente dalla mancanza di un'occupazione fissa o comunque adeguatamente retribuita.

Ma fino a quando?

C'è da preoccuparsi? La risposta delle grandi istituzioni economiche è affermativa se per il Fondo Monetario Internazionale un giovane su quattro è a rischio povertà e il 5% della ricchezza europea è in tasca ai giovani tra i 16 e i 34 anni. A detta di Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti, la famiglia è diventata una rete di protezione sociale determinante che opera come fornitore di servizi e tutele per i membri che ne hanno bisogno. E ancora: la struttura della famiglia italiana si è dimostrata fondamentale per non far sprofondare nelle difficoltà molti cittadini. Ma si tratta di una soluzione a tempo perché le generazioni attuali, in costante affanno economico, non potranno per forza di cosa replicare lo stesso schema con quelle future.