Università, esami e lezioni da maggio 2020 nella fase 2 coronavirus. Le novità e cosa cambia

di Chiara Compagnucci pubblicato il
Università, esami e lezioni da maggio 20

Coronavirus, quando fase 2 per università

Senza dubbio la fase 2 non potrà coincidere con quella programmata per la maggior parte delle attività lavorative e dei negozi perché non può essere garantito il distanziamento sociale.

Se ne parla forse poco perché le attenzioni sono tutte rivolte ai livelli di istruzione inferiore, eppure anche l'università italiana è ferma al palo. Per via della diffusione del coronavirus, le lezioni in presenza sono sospese in tutti gli atenei.

Niente lezioni vuole dire sospensione degli esami ovvero svolgimento solo a distanza in modalità e-learning. In fondo c'era da aspettarselo perché le università sono uno dei luoghi di eccellenza di assembramento e dunque di possibile diffusione del contagio.

Ma adesso che la situazione sta lentamente ma continuamente migliorando, quando potrebbero riaprire le università? Quando inizieranno le lezioni in aula con gli studenti in presenza?

E quando sarà il turno degli esami faccia a faccia tra docenti e studenti? Insomma, quando inizierà la fase due per gli atenei italiani?

Senza dubbio non potrà coincidere con quella programmata per la maggior parte delle attività lavorative e dei negozi perché in quest'ultimo caso può essere garantito con una certa facilità il distanziamento sociale mentre nelle aule universitarie è praticamente impossibile. Vediamo quindi

  • Coronavirus, quando fase 2 per università, esami e lezioni
  • Università, esami e lezioni, le novità e cosa cambia

Coronavirus, quando fase 2 per università, esami e lezioni

Il piano per il ritorno alla normalità del mondo dell'università si basa su due pilastri: gli esami in presenza sin dal mese di luglio e lo svolgimento di corsi a distanza fino al mese di gennaio.

Solo con il nuovo anno, se le condizioni sanitarie saranno effettivamente migliorate, si passerà allo step successivo ovvero alle lezioni in aula.

Si tratta di una bozza di programma valida soprattutto per gli studenti fuorisede e per gli stranieri. Le intenzioni sono state illustrate dal ministro dell'Università e della Ricerca Gaetano Manfredi al Consiglio universitario nazionale e alla Conferenza dei rettori delle università italiane.

La strada scelta è stata quella dell'estrema cautela in cui alla sicurezza è stato assegnato un ruolo prioritario.

E considerando che la situazione di emergenza è differente da regione a regione, alla luce dell'ampia autonomia concessa, saranno le stesse regioni a stringere o allargare le maglie della sicurezza, tenendo conto che, parola del ministro, l'obiettivo è assicurare a chi sta decidendo dove iscriversi l'anno prossimo che da settembre le università in un modo o nell’altro saranno in grado di garantire il servizio.

Università, esami e lezioni, le novità e cosa cambia

La grande rincorsa verso la normalità è dunque iniziata e si procederà per gradi. La più ottimistica delle previsioni immagina che già a luglio gli esami possano essere svolti in aula.

Non dovrebbe cambiare l'approccio con le lezioni rispetto a cui l'indirizzo è di adottare uno strumento digitale per apprendere ed eventualmente per collaborare con gli altri.

Il suggerimento è di comunicare in maniera continua per essere sempre informati sulla didattica e impegnarsi verso un obiettivo condiviso utilizzando strumenti sincroni e asincroni. Non si tratta di un percorso facile, soprattutto per le matricolo che saranno chiamate a iniziare l'anno accademico in questo modo, ma di certo non è impossibile.

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