Visite fiscali malattia, casi particolari per giustificare assenza da casa in orari di controlli

La distinzione da fare sulle visite fiscali 2019 e gli orari di reperibilità è tra lavoratori pubblici e privati. Attenzione alle conseguenze per assenza ingiustificata.

Visite fiscali malattia, casi particolar

Visite fiscali, conseguenze per assenza ingiustificata

Le norme 2019 sulle visite fiscali disciplinano i modo preciso tempi e casi, fasce di reperibilità e orari della visita di controllo così come le circostanze in caso di esenzione. E allo stesso tempo prevede anche sanzioni e conseguenze per chi non si fa trovare in casa negli orari di controlli. La materia è piuttosto delicata, a tal punto che ad arricchire le nuove regole sono le sentenze della Cassazione che rappresentano altri riferimenti normativi di cui tenere conto.

Prima di entrare nel vivo delle novità e dei casi particolari per giustificare assenza da casa negli orari di controlli, precisiamo subito che queste nuove regole si applicano ai casi di malattia di dipendenti privati e lavoratori pubblici, insegnanti e militari, docenti e carabinieri.

Visite fiscali 2019, orari e casi particolari

La distinzione da fare sulle visite fiscali 2019 e gli orari di reperibilità è tra lavoratori pubblici e privati. Nel primo caso, i lavoratori sono tenuti a farsi trovare in casa dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, qualunque sia il periodo dell'anno. Nel secondo dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19. In tutti i casi, questi orari vanno rispettati durante la visita fiscale dal primo giorno, anche il sabato e la domenica, nei festivi e perfino nei vari giorni di Pasqua, Natale e Capodanno.

Sulla base di questo schema e ricordando che si può essere non reperibili secondo regole e sentenze Cassazione, i casi particolari per giustificare assenza da casa negli orari di controlli sono nel 2019 gli stati patologici per situazione di invalidità riconosciuta, pari o superiore al 67%.

Per intenderci, si tratta di epatopatie, perdita delle funzionalità renali, malattie genetiche o congenite, menomazioni dell'apparato osteo-articolare con la perdita o gravi limitazioni funzionali, insufficienza respiratoria in trattamento continuo di ossigenoterapia o ventilazione meccanica, malattie mentali, patologie e sindromi neurologiche, perdita delle funzioni degli arti superiori o degli arti inferiori, deficit totale dell'udito, insufficienza cardiaca, patologia oncologica.

Oppure la causa di servizio riconosciuta che ha generato l'ascrivibilità della menomazione unica o plurima alle categorie ben precise definite da una tabella ministeriale. E infine, patologie gravi che richiedono terapie salvavita. Emerge subito che rispetto al passato, tra le cause che non determinano l'esclusione dall'obbligo degli orari visite fiscali non c'è più la malattia professionale Inail. Siamo davanti a un vera e propria stretta con visite fiscali Inps in aumento e più rigide. Non è un caso che siano aumentate le scoperte di false malattie e illeciti.

Visite fiscali, conseguenze per assenza ingiustificata

Le conseguenze per chi non si fa ingiustificatamente trovare in casa nel caso di controlli sono progressive e la sanzione aumenta sulla base di quante volte si viene sorpresi a infrangere le norme. Più precisamente, è prevista la perdita di qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni di malattia al primo tentativo di visita fiscale; l'aggiunta della riduzione del 50% del trattamento economico per il periodo di malattia residuo al secondo tentativo di visita fiscale. E infine lo stop all'erogazione dell'indennità Inps fino al termine del periodo di malattia al terzo tentativo di visita fiscale.

E se queste sono le conseguenze nei confronti dell'Inps, vanno messe in conto anche quelle eventuali del datore di lavoro, sempre a discrezione, che possono portare al licenziamento per giusta causa.

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di Luigi Mannini pubblicato il