Alimenti, 35 nuovi cibi mai visti sono in arrivo nei supermercati. Alcuni davvero curiosi

Complessivamente sono 35 le richieste di autorizzazione di nuovi alimenti ricevute dall'Unione europea. Spetta ai singoli Paesi decidere volta per volta.

Alimenti, 35 nuovi cibi mai visti sono i

Arrivano i primi nuovi alimenti sul mercato


Pronti alla rivoluzione dei cibi ovvero a vedere sugli scaffali dei supermercati, e magari anche sulle nostre tavole, nuovi alimenti? Quelli cioè che non fanno parte della nostra cultura, ma che altrove sono quotidianamente consumati. Nell'immaginario comune il primo riferimento non può che andare ai grilli perché proprio gli insetti sono una delle pietanze che arriveranno in Europa. Già nei prossimi mesi l'Efsa, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare, emetterà i suoi primi pareri, ma poi spetterà ai singoli Paesi europei decidere volta per volta. Ma diciamolo pure, è difficile trovarsi il grillo nel piatto a pranzo o a cena. Decisamente più verosimile che possa diventare parte di farine o componente di mangimi per animali. Ma si sa, un passo segue l'altro e nell'arco di pochi decenni la rivoluzione alimentare è completata.

Arrivano i primi nuovi alimenti sul mercato

Qualche esempio di nuovi alimenti? L'estratto di foglie di ulivo da vendere come ingrediente per prodotti a base di cereali, latte e derivati, dolciumi e bevande analcoliche; il fonio, cereale senza glutine consumato in Africa; l'olio a base di trans-cannabidiolo, derivato dalla cannabis sativa. Complessivamente sono 35 le richieste di autorizzazione di nuovi alimenti ricevute dall'Unione europea ovvero 38 considerando i cibi tradizionali in altri Paesi mai venduti in Europa. E tra questi c'è appunto il fonio.

A chi spetta la decisione finale

Come reso noto da Valeriu Curtui, capo unità nutrizione dell'Efsa, le domande ricevute riguardano principalmente piante o parti di piante, sostanze, estratti, prodotti fermentati o sintetici che le aziende vorrebbero commercializzare soprattutto come ingredienti. Per i loro pareri analizzano composizione e ingredienti, il processo di produzione, se ci sono precedenti nell'uso dell'alimento al di fuori dell'Unione europea. Tanto per fare un esempio, nel caso sia un estratto da una pianta, vanno a studiare le caratteristiche della pianta, se ha mai causato effetti avversi, quindi valutano i risultati dei test tossicologici. Dal punto di vista metodologico, nel corso della procedura di notifica di quattro mesi, l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare può sollevare obiezioni, come possono farlo le agenzie per la sicurezza alimentare nazionali".

L'accensione del semaforo verde spetta comunque ai Paesi dell'Unione europea e alla Commissione europea. Anche perché in riferimento agli alimenti nuovi in Europa ma che da altre parti sono abbondantemente consumati e, anzi, fanno parte della tradizione gastronomica italiana, c'è una sorta di autorizzazione rapida: sono cibi che devono risultare consumati in Paesi extra Unione europea per almeno 25 anni da una quota significativa della popolazione e con una storia di sicurezza. Proprio quest'ultimo è infatti uno degli aspetti a cui l'Europa (e i suoi cittadini) resta maggiormente attenzione. Anche se poi la mescolanza di culture e la maggiore facilità negli spostamenti da un Paese all'altro e da un continente all'altro ha di fatto abbattuto i pregiudizi e gli europei (italiani inclusi) sono adesso meno timorosi di assaggiare nuovi sapori.

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di Marianna Quatraro pubblicato il