Cartoni della pizza tossici, migliaia di nuovi sequestri. E lo studio del Salvagente su rischi

Il nuovo studio de Il Salvagente sui cartoni della pizza e nuovi sequestri a Bari: i motivi e risultati studio. I rischi

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Mangiare pizza da asporto consegnata in cartoni appositi può diventare davvero nocivo per la nostra salute? Stando ad un recente studio de Il Salvagente sì, potrebbe diventare rischioso ma non a causa della preparazione della pizza ma dei suoi contenitori. Vediamo di cosa tratta il nuovo studio.

Cartoni della pizza tossici: nuovi sequestri

Le ultime notizie parlano di un nuovo sequestro da parte dei Carabinieri dei Nas di Bari di ben 25mila cartoni per la pizza per mancanza di indicazioni per la rintracciabilità. Si tratta di una operazione che fa seguito ad un esposto presentato dal Codacons dopo i risultati del nuovo studio condotto da Il Salvagente per accertamenti sui cartoni per la pizza usati in Italia per verificare eventuali rischi per la salute dei consumatori.

Catoni pizza: risultati recente studio

Stando, infatti, alle ultime notizie emerse dalle recente analisi del Salvagente, ben due cartoni su tre della pizza conterebbero Bpa, il Bisfenolo A, composto di sintesi uso nella produzione della plastica (bandito dai biberon), in alte concentrazione, ben più elevate rispetto a quelle previste per i contenitori in plastica, segno che si tratta di cartoni prodotti con carta riciclata vietata dalla legge per la pizza.

Non si tratta di risultati di certo tranquillizzanti. Il Salvagente ha analizzato tre marchi di cartoni per la pizza (la Liner Italia, la spagnola Garcia de Pou e la tedesca Izmir) in laboratorio e due hanno anche mostrato che il bisfenolo facilmente passava alla pizza direttamente dal contenitore.

Inoltre, sempre dalle analisi è emerso che nella pizza messa nei contenitori della Liner non è stata rilevato Bpa, mentre dai cartoni di Garcia de Pou e Izmir è emersa la migrazione di bisfenolo rispettivamente di 179 ppb (parti per miliardo) e 311 ppb.

Non esiste al momento, stando alle ultime notizie, una soluzione a questo problema che, in realtà, nessuno, nemmeno le istituzioni, si aspettava e, dopo la questione biberon che ha fortemente allarmato le mamme, la Commissione europea non ha fatto molto.

Stesso discorso vale per la commissione Envi Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare del Parlamento che lo scorso anno ha abbassato i limiti di migrazione del Bisfenolo A dai contenitori agli alimenti (da 600 a 50 parti per miliardo), ha azzerato il limite negli involucri per alimenti per neonati e bambini ma ha votato contro l’eliminazione totale di questa sostanza.

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di Marianna Quatraro pubblicato il