Cibo scaduto, cosa si può mangiare e cosa no

Ecco come comportarsi con salumi, formaggi, pasta, pane e prodotti in scatola, ma anche pesce, carne e uova. E con la cioccolata e il miele?

Cibo scaduto, cosa si può mangiare e cos

Cibo scaduto, cosa si può mangiare


Certo, la data di scadenza degli alimenti è sempre il punto di riferimento per capire cosa si può mangiare e cosa no. Ma non è tassativa. Ci spieghiamo meglio: nel caso si consumo il cibo prima della data indicata nella confezione si può rimanere ragionevolmente tranquilli che gli alimenti siano sani e commestibili e conservino tutte le proprietà nutrienti. Ma non si tratta di una rigida scadenza e a fare la differenza sono sempre i nostri sensi ovvero il gusto, l'olfatto, il tatto e anche la vista. Ogni cibo fa storia e sé e non tutti vanno trattati allo stesso modo. Il caso più semplice è quello di frutta e verdura: se vanno a male non vanno consumati perché il sapore non è quello atteso, anche se ci sono usi alternativi come le macedonie.

Salumi, formaggi, pasta, pane e prodotti in scatola

Forse nessun alimento come i salumi ha bisogno di una attenta ispezione prima di essere consumato, ben al di là della data di scadenza indicata nella confezione. Tanto per essere chiari, meglio non consumare prosciutti e salami se le tonalità sono troppo scure e, allo stesso tempo, evitare prosciutto cotto e mortadella se le tonalità sono troppo chiare. Sicuramente diverso è il caso dei formaggi. In questo caso a fare la differenza è il sapore. Se non è aspro, il prodotto, come lo stracchino o la classica mortadella, può essere consumata. E poi, attenzione alle confezioni che si gonfiano: qualcosa non va per il verso giusto.

Tra i prodotti che non mancano quasi mai nei piatti consumati dagli italiani c'è la passata di pomodoro. In questo caso, a fare la differenza è la confezione: è integra il prodotto può essere consumato molto a lungo. Ed è un po' la stessa cosa che succede con i cibi in scatola. L'accortezza è la verifica che non ci siano danneggiamenti ovvero che non presenti alcuna apertura, anche piccola. A chi, poi, non è mai capitato di trovare le cosiddette farfalline nelle confezioni di pasta o di riso. Una premessa è indispensabile: non si tratta di organismi dannosi per l'organismo. Tuttavia è consigliabile lavare il prodotto prima di consumarlo. Diverso è il caso della muffa del pane che va certamente eliminata. A proposito, mai ricongelare i piatti surgelati: lo scongelamento genera un'acqua favorevole per la proliferazione di batteri.

Pesce, carne e uova: maggior rigore

Un capitolo a parte va dedicato ai prodotti freschi. Per quanto riguarda il pesce, sono da evitare quelli con occhio vitreo. A fare la differenza nelle carni è l'odore prima ancora che il colore. Le macchie sul guscio delle uova non devono preoccupare, ma attenzione ai cattivi odori. Più in generale, questi sono i prodotti in cui è preferibile rispettare la data di scadenza con maggiore attenzione.

Cioccolata e miele: c'è tranquillità

Decisamente più tranquilla è la situazione di cioccolata e miele perché si tratta di due alimenti praticamente eterni. Le macchie bianche sulla cioccolata non devono preoccupare perché si tratta solo dell'emersione di grasso mentre i miele che cristallizza è un processo naturale.

Cibi scaduti a prezzi scontati

Sono tante le considerazioni che si possono da fare dalla vendita di cibo scaduto sugli scaffali del supermercato e dalla rapidità con cui sono finiti sold out. Siamo in Gran Bretagna e l'iniziativa di consentire l'acquisto di prodotti oltre la data entro cui viene consigliato l'utilizzo non è casuale. O meglio, non è il frutto dell'avidità o il tentativo di intossicare la cittadinanza. Quanto il tentativo di contenere gli sprechi alimentari. E allo stesso tempo, la velocità con cui sono stati venduti tutti i prodotti, proposti naturalmente a prezzo super scontato, testimonia come anche nella prosperosa isola britannica, la condizione economica non sia proprio così brillante. Accanto a un fetta di popolazione che vive in condizioni di prosperità, c'è chi è disposto ad acquistare cibi scaduti pur di risparmiare.

A questo punto una precisazione è comunque necessaria. Anche se il cibo è scaduto ovvero non è stato consumato entro la data consigliata dai produttori, è comunque commestibile. Rispetta cioè gli standard di sicurezza. Tanto per intenderci non sono prodotti freschi che vanno subito in deperimento. La decisione del supermercato britannico prende allora le mosse dal tentativo di contenere lo spreco alimentare che ha raggiunto cifre record. Stando ai dati diffusi, la quantità ammonta a 7,3 milioni di tonnellate ogni anno. E questo perché i consumatori pensano che sia un rischio consumare un prodotto alimentare (a lunga scadenza) oltre la data indicata nella confezione. Ma come fanno notare al di là della Manica, in realtà sono a disposizione diversi mesi di tempo supplementare prima che il cibo vada in malora ovvero non sia più commestibile.

A ben vedere, il problema del cibo al macero non riguarda solo il popolo britannico, considerando le varie leggi approvate in più Paesi europei, incluso il nostro, per cercare di contenere lo spreco commestibile. La Co-op ha invitato altre catene a seguire il suo esempio - definito coraggioso dal Wrap (Waste and Resources Action Programme), l'agenzia nazionale che consiglia il governo su riciclo e rifiuti - cavalcando il claim "Don't be a binner, have it for dinner", ovvero "Non scegliere la pattumiera, mangialo per cena".

La risposta dei consumatori: tutto a ruba

Va da sé che era inevitabile che il cibo scaduto venisse proposto a prezzo super scontato ed esattamente a 10 centesimi per ogni scatola. Ai consumatori non è parso evidentemente vero e nell'arco di 24 ore dei prodotti in offerta nei 125 negozi Co-op nell'East Angli non è rimasta più traccia. Tutto esaurito, a testimonianza anche della consapevolezza acquisita. D'altronde è bene far notare come sugli scaffali siano finiti anche e soprattutto prodotti di marca e dunque non i sottocosto delle sottomarche. Come ha fatto notare il supermercato, si è dunque trattata di un'occasione per affiancare la possibilità di risparmio con quella del consumo di cibi che solitamente finiscono sulle tavole dei britannici. A tutti gli acquirenti è bastato poco per comprendere come avevano solo da guadagnare (in tutti i sensi) da passare alla cassa prodotto scaduto in mano.

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