Cibo ossessione e sconto tra carnivori, fruttariani, vegeteriani, carnivori, crudisti. Interessanti riflessione

Quello a cui stiamo assistendo è un vero e proprio scontro di ideologie tra vegetariani, carnivori, crudisti e fruttariani, tutti portatori di verità e difensori di un brand.

Cibo ossessione e sconto tra carnivori,

Cibo scontro e ossessione


Una riflessione interessante e che sicuramente dividerà sul ruolo del cibo e dell'alimentazione che è sempre diventato più predominante per tutti, quasi come una ossessione che si trasforma spesso in uno scontro.

Il nuovo dio è adesso diventato il cibo. Ognuno la vede a modo proprio: c'è chi pensa che occorre mangiare poco e di tutto nel contesto della cosiddetta dieta mediterranea. E c'è invece chi ritiene come gli alimenti di derivazione animale (non solo la carne, ma anche il latte e uova) devono essere messi da parte, anche per ragioni etiche oltre che di salute. Poi c'è chi sta attento alla cottura si dichiara crudista preferendo il consumo dei soli cibi crudi e chi, come i fruttariani, non va al di là della frutta, preferibilmente già caduta dagli alberi. A dirla tutta, esistono anche i melariani che mettono al bando la frutta acida, prediligendo le mele, e i respiriani e il loro amore per il respiro e la luce. Insomma, verrebbe da dire che ognuno crede di avere la ricetta giusta e quella del proprio brand è la più adatta.

Vegetariani, carnivori, crudisti, fruttariani: ognuno il suo

Tra vegetariani, carnivori, crudisti e fruttariani non c'è solo un confronto in atto, ma anche un vero e proprio scontro tra ideologie. Proprio questo è il punto chiave. Perché rispetto a pochi anni fa non si registrava una simile attenzione nei confronti delle diete e dei regimi alimentari da seguire? Perché un numero sempre crescente di persone sbandiera la propria appartenenza, senza rinunciare a toni alti e attacchi, anche fisici? Probabilmente perché sono scomparse le ideologie del passato e questi regimi alimentari vanno a coprire un vuoto soprattutto tra chi è in difetto di personalità e autostima. I fenomeni collettivi ci rassicurando e ci danno il senso di fare parte di questo mondo. C'è anche chi utilizza un termine in riferimento a questo atteggiamento: ortoressia ovvero quel disturbo alimentare caratterizzato da un'ossessione per il consumo di cibi sani.

Perché poi succede che il cibo non è solo fonte di sostentamento e di appagamento, ma quasi un illusorio elisir di lunga vita, dietro al quale nascondere paura e fragilità per il tempo che scorre. E allora diventa incredibilmente facile credere senza riflettere e aderire quasi meccanicamente alle religioni dei vegetariani, carnivori, crudisti, fruttariani. Bastano pochi luoghi comuni e qualche slogan ben piazzato sui social network con condivisioni a ripetizione per individuare la propria verità. In reatà basterebbe rivolgersi a un nutrizionista per migliorare il proprio regime alimentare e verificare se il nostro organismo presenta carenze di qualunque tipo. Se dalle provette dovesse risultare qualcosa che non va ovvero i valori rivelino alterazioni o una non corretta funzionalità, allora è il caso di mettere mano alle abitudini alimentari.

E c'è chi trova testimonial d'eccezione

In questa corsa per individuare chi ha in mano la presunta verità, succede poi che c'è chi va a caccia di grandi nomi per sponsorizzare il proprio brand. E in questo i vegani e i vegetariani sono i più attenti. C'è chi ricorda Pitagora di Samo e la sua ossessione per le fave, ma anche e soprattutto per lo spargimento di sangue animale, a tal punto di rifiutarsi di fare sacrifici agli dei (siamo ai tempi dell'Antica Grecia). Ma anche Lisa Simpson, tra i principali personaggi della serie televisiva e del fumetto. Spesso e volentieri vengono anche ricordati Gandhi e San Francesco di Assisi, le cui ragioni nel non mangiare carne e prodotti di derivazione animali vanno ricondotte a ragioni etiche prima ancora che salutistiche. Adesso è invece tutto un po' mescolato e confuso e le motivazioni di una scelta anziché di un'altra celano anche altri motivi.







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di Luigi Mannini pubblicato il