Cioccolato fondente, fa bene o male alla salute. Nuova ricerca sfata alcuni convinzioni

Occorre stare attenti ad tre aspetti: la percentuale di cacao, la quantità di grassi vegetali diversi dal burro di cacao e la presenza di Ocratossina A.

Cioccolato fondente, fa bene o male alla

Cioccolato fondente fa bene alla salute

Ma insomma, mangiare cioccolato fondente fa bene o male alla salute? Perché non c'è uniformità di vedute tra chi lo considera il cibo degli dei e chi pensa che sia pericolo per il corpo e la mente. Il tutto, precisiamolo con cura, senza tenere conto del numero di calorie ovvero del consumo eccessivo di cioccolato che porta a ingrassare. La questione è adesso tornata al centro dell'attualità perché le feste pasquali sono alle porte e proprio questo è un periodo in cui si assiste alla moltiplicazione del consumo.

C'è però un punto in comune di tutte le ricerche: meglio aprire gli occhi prima della bocca. E in ogni caso è preferibile perché contiene sostanze che fanno bene alla salute.

Cioccolato fondente fa bene alla salute

Migliora l'umore, ma in quanti sanno che il cioccolato è amico dell'intelligenza? Stando a recenti studi della Columbia University di New York, il cosiddetto cibo degli dei sarebbe in grado di stimolare le capacità intellettuali. Altri studi legano il consumo di cioccolato fondente con la riduzione del rischio di malattie cardiache e con il miglioramento della funzione cerebrale. E poi, il cacao contiene i flavonoidi, che possono contribuire a tenere la pressione sotto controllo, a migliorare la circolazione e la memoria, e funzionano anche come antiaggreganti piastrinici.

Difficilmente si sbaglia nel caso di scelta di cioccolato con almeno il 70% di cacao e se proveniente dal commercio equo e solidale, prodotto quasi sempre con semi di cacao biologici. Al di là delle marche, per riconoscere la buona qualità occorre respirarne il profumo, osservarne il colore uniforme, ascoltare il suono della rottura e verificare la levigatezza.

Cioccolato fondente fa male alla salute

In linea di massima occorre stare attenti ad tre aspetti: la percentuale di cacao, la quantità di grassi vegetali diversi dal burro di cacao e la presenza di Ocratossina A, classificata come possibile cancerogena. Ed è su queste basi che Alice Lichtenstein, direttrice del laboratorio di nutrizione cardiovascolare dello Human Nutrition Research Center on Aging della Tufts University, invita all'attenzione.

Intervistata dal New York Times, spiega che il cioccolato contiene molti grassi derivanti dal burro di cacao, composto da acido oleico, insaturo, lo stesso dell'olio d'oliva, e dagli acidi stearico e palmitico, tutti e due saturi. Per via delle quantità ridotte, argomenta, questi grassi sono meno pericolosi di quelli di altri alimenti e in parte sono positivi per la salute. Purché il consumo sia moderato e si scelga il cioccolato di tipo fondente anziché quello al latte.

La ricercatrice spiega testualmente che il cioccolato al latte ha concentrazioni ridotte di flavanoli, utili per tenere la pressione sotto controllo, migliorare la circolazione e la memoria, e come antiaggreganti piastrinici. E in particolar modo di epicatechina, il più importante di tutti. Tuttavia il contributo rilevato è minimo e per avere un effetto positivo misurabile occorrerebbe consumare molto cioccolato. Ma in questo caso le calorie eccessive avrebbero il sopravvento sulle sostanze benefiche.

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di Marianna Quatraro pubblicato il