Creme solari, richiesto il ritiro di due prodotti. E rischi per la pelle da nuove ricerche

Alcuni ingredienti attivi presenti in diverse creme solari entrerebbero nel sangue a livelli che superano di gran lunga la soglia raccomandata.

Creme solari, richiesto il ritiro di due

Creme solari pericolose per la salute

Con l'estate 2019 alle porte scatta l'allarme creme solari. Le sostanze chimiche presenti nei prodotti non si limiterebbero a proteggere la pelle dal sole, ma verrebbe assorbite nel flusso sanguigno. La nuova ricerca della Food and Drug Administration statunitense svela scenari inquietanti per gli amanti della tintarella. E si affianca alla denuncia dei Ocu, associazione dei consumatori spagnola, secondo cui due noti prodotti per bambini non rivelerebbero i dati ufficiali sulla protezioni. In pratica prometterebbero una schermatura maggiore del reale.

In particolare, la vera protezione di Babaria Infantil Spray Protector SPF 50+ sarebbero 30 (e non 50+ come lascia intendere il nome) mentre con ISDIN Fotoprotector Pediatrics Transparent Spray SPF 50+ a situazione sarebbe anche peggiore: 15 anziché 50+.

Creme solari pericolose per la salute

Sulla base di studio pubblicato sulla rivista medica Jama, alcuni ingredienti attivi presenti in diverse creme solari entrerebbero nel sangue a livelli che superano di gran lunga la soglia raccomandata dalla Fda. Il risultato è emerso al termine di un esperimento che ha coinvolto 24 partecipanti a cui è stato chiesto di applicare uno o quattro diversi tipi di spray o crema solare quattro volte al giorno per quattro giorni su tutte le aree non coperte da un costume da bagno.

I ricercatori hanno quindi misurato la concentrazione di quattro diversi principi attivi nel sangue dei partecipanti: avobenzone, ossibenzone, octocrilene ed ecamsule. Ebbene, i livelli di tutte le sostanze chimiche hanno superato di molto il limite consigliato sin dal primo giorno di studio. Tre di loro sono rimasti nel sangue per sette giorni. Per ossibenzone, che è stato trovato insieme ad altri ingredienti per la protezione solare nel latte materno, le concentrazioni plasmatiche hanno raggiunto la soglia entro due ore dopo una singola applicazione

Per intenderci, l'ossibenzone è ritenuto dagli scienziati tossico per le barriere coralline, a tal punto che le Hawaii hanno vietato l'uso di filtri solari che lo contengono. La Food and Drug Administration statunitense ha incluso queste quattro sostanze chimiche in un elenco di ingredienti che devono essere studiato ulteriormente prima che possano essere considerati sicuri ed efficaci.

Tuttavia, gli autori invitano a non farsi prendere dal panico perché i risultati non significano che le persone dovrebbero smettere di usare la protezione solare. Il problema, come fanno notare i ricercatori, è che i filtri solari non sono stati sottoposti a test di sicurezza al pari dei farmaci e i consumatori non sarebbero adeguatamente informati sui rischi.

Quale crema solare scegliere

Occorre sfatare il luogo comune secondo cui il fattore di protezione non permette di abbronzarsi perché avviene proprio il contrario. Una pelle colorata non ferma i raggi ultravioletti. Una buona crema solare dovrebbe proteggere sia dai raggi ultravioletti di tipo A sia da quelli di tipo B. Le creme e gli oli solari contengono filtri di tipo fisico e chimico. I primi, come l’ossido di zinco, riflettono i raggi solari e sono considerati i più innocui. Quelli chimici riducono la penetrazione nella pelle trasformando i raggi in calore.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il