Grassi e carboidrati: vivere più a lungo e benefici ulteriori dai primi che non fanno male

Meno carboidrati e consumo regolare di carni, formaggi e grassi per vivere a lungo ed evitare danni alla salute: nuove ricerche scientifiche

Grassi e carboidrati: vivere più a lungo

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Si pensa sempre che i grassi in generale facciano male, in realtà possono apportare nelle giuste quantità e tipologie dei benefici che la ricerca scientifica ha sottolineato in alcuni ultimi studi e ricerche più dei carboidrati che possono essere talvolta dannosi.

Ormai da tempo nel mirino di salutisti, vegetariani e alcuni studi scientifici, carne, formaggi, grassi ma anche carboidrati secondo alcuni potrebbero essere del tutto banditi dalla nostra alimentazione. Nulla di più falso. sono, infatti, diversi gli esperti e i nutrizionisti che da tempo rispondono a queste prese di posizione spiegando che la dieta mediterranea, considerata il miglior modello di alimentazione al mondo, perchè la più completa da un punto di vista, appunto, nutrizionale, prevede il consumo di una determinata quantità di carne, formaggi, grassi ed anche carboidrati. Certo, il tutto, come sempre e come per qualsiasi altra cosa, senza eccedere. Senza questi elementi nutrizionali, infatti, il rischio potrebbe essere quello di vivere meno.

Consumo di carne, formaggi e grassi per vivere bene e a lungo

Se per alcuni, dunque, carne, formaggi e grassi sarebbero pericolosi per la salute umana tanto quanto il fumo, per altri rappresentano gli elementi essenziali di una dieta alimentare per vivere bene e in salute e più a lungo secondo alcune ricerche scientifiche. Secondo una ricerca scientifica canadese, una dieta ricca di glucidi è associata a un maggior rischio di mortalità, mentre i grassi, sia saturi che insaturi, sarebbero associati a un più basso rischio di mortalità. Dallo studio PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology) dell'Università di Hamilton, in Ontario, condotto per dodici anni su oltre 154 mila persone tra i 35 e i 70 anni, arruolati tra il 2003 e il 2013 in 18 paesi ad alto, medio e basso reddito dei cinque continenti, limitare l'assunzione di grassi non migliorerebbe la salute delle persone, che invece potrebbe migliorare limitando l'apporto dei carboidrati al di sotto del 60%dell'energia totale e aumentando l'assunzione di grassi totali fino al 35%.

Gli studiosi hanno evidenziato come gli individui nella classe ad alto consumo di carboidrati avevano un rischio di mortalità aumentato del 28% rispetto a quelli della classe con il più basso consumo di zuccheri, ma non un maggior rischio cardiovascolare, mentre gli individui nella fascia alta del consumo di grassi mostravano una riduzione del 23% del rischio di mortalità totale e una riduzione del 18% del rischio di ictus e del 30% del rischio di mortalità per cause non cardiovascolari. Dallo studio è dunque emerso come siano i carboidrati gli elementi più dannosi per la salute umana mentre aiuterebbero a vivere meglio:

  1. carni;
  2. formaggi;
  3. grassi.

Ciò che, dunque, si dovrebbe ridurre, ma non del tutto eliminare, dalla propria alimentazione potrebbero essere i carboidrati. Secondo studi scientifici, infatti, non sarebbero i grassi a provocare danni al cuore ma proprio i carboidrati.

Importanza dei grassi e rischi del consumo di troppi carboidrati

Per esperti cardiologi, infatti, adeguate dosi di grassi saturi e insaturi portano ad un più basso tasso di mortalità, mentre una dieta ricca di glucidi è associata a un più alto tasso di mortalità e sotto accusa ci sarebbero pane, pasta e così via. Per stabilire un’associazione tra l’assunzione di grassi e carboidrati e l’impatto sul sistema cardiovascolare, gli scienziati canadesi hanno analizzato le abitudini alimentari dei partecipanti allo studio, dopo la compilazione di un questionario loro fornito, quindi hanno suddiviso i soggetti in diverse classi a seconda della dieta seguita, in base alla percentuale di energia fornita dai diversi nutrienti, carboidrati, grassi o proteine. I dati sono stati poi confrontati con quelli relativi agli eventi e alla mortalità cardiovascolare: ciò che è emerso è che durante il periodo di studio ci sono stati 5.796 decessi e 4.784 eventi cardiovascolari e le persone inserite nella fascia alta per il consumo di grassi mostravano una riduzione:

  1. del 23% del rischio di mortalità totale;
  2. del 18% del rischio di ictus;
  3. del 30% del rischio di mortalità per cause non cardiovascolari.

Complessivamente, dunque, una maggiore assunzione di grassi saturi è stata associata a una riduzione del 21% del rischio di ictus.