Vita vegana, la prova e riflessione ulteriore: stiamo distruggendo il nostro corpo

Si può vivere senza carne e formaggi con una dieta vegana? I prodotti sono sempre sani? E i ristoranti sono organizzati? Cosa hanno rivelato gli esami del sangue dopo tre mesi?

Vita vegana, la prova e riflessione ulte

La mia vita vegana


Oltre a raccontare come è andato l'esperimento abbiamo voluto aggiungere all'articolo originale una riflessione di una altra giornalista che su una nota testata aveva suscitato grande clamore, scagliandosi contro tutti i regimi alimentari o quasi del momento...

Di esperimenti come questo ovvero dei tentativi si vivere senza carne e formaggi con una dieta vegana, ne abbiamo visti tanti. Ma ogni volta c'è un interessante spunto di interesse che, nel caso della giornalista di Patti Chiari, deriva anche dalla scoperta di ristoranti disorganizzati e della proposizione di prodotti poco sani. Insomma, tre mesi di dieta senza prodotti animali e e derivati sono stati utili alla giornalista Chiara Camponovo per arrivare alle prime conclusioni, raccontate anche alla trasmissione Patti Chiari della rete ticinese RSI. In quanti tra i vegani si trovano nella stessa situazione? E quanti tra chi è intenzionato ad avvicinarsi a questo regime alimentare, teme di rimanere ingabbiati nello stesso vicolo cieco? Fino a che punto queste valutazioni sono condivise? In linea di massima, chi decide di passare a una dieta vegana lo fa per gradi, con una consapevolezza crescente nel tempo.

Dieta vegana: gli inizi

Succede allora che i primi passi sono quelli più semplici, quasi di conoscenza. Anziché dire addio in maniera drastica e violenta a carni e formaggi, si comincia con le bevande. Anziché il latte di capra o di mucca si passa a quello di soia o di riso ovvero a quelli di origine vegetale. Naturalmente si abbandonano le cotolette e le salsicce di carne per introdurre quelle di soia, che nella maggior parte dei casi mantengono la stessa denominazione. Stessa cosa per le mozzarelle (di riso). Il punto è che non è affatto così scontato che i prodotti vegani siano migliori e salutari. Anzi, possono contenere anche una maggiore quantità di grassi o zuccheri. O, ancora peggio non disporre di tutte quelle proteine di cui si vantano. Ciliegina sulla torta, alcuni additivi possono essere di origine animale.

I paradossi del ristorante

E il tutto, particolare di primaria importanza, spendendo una cifra ben maggiore (se non il doppio) rispetto agli alimenti di provenienza animale. Naturalmente occorrono le dovute distinzione e non per tutti i prodotti vegani lo scenario è così catastrofico. Ma purtroppo non si tratta neanche di casi isolati. Cosa fare? Affidarsi nella scelta dei prodotti per vegani a quelli certificati. E non va molto meglio al ristorante, dove è facile scontrarsi con la scarsa conoscenza dei piatti da parte dei camerieri o, più in generale, con la poca attenzione nei confronti della scelt vegana, sia essa per ragioni etiche o di salute. tutto il contrario di quanto ad esempio accade con i consumatori allergici e intolleranti. O soggetti allergici sono infatti tutelati dall'obbligo di indicare gli allergeni sul menu.

La verità degli esami del sangue

E cosa hanno rivelato gli esami del sangue dopo tre mesi di dieta vegana? L'aspetto positivo è il calo dei livelli di colesterolo cattivo e buono. Quello negativo è il contestuale calo dei valori di vitamina B12, indispensabile per evitare gravi anemie e disturbi neurologici, e dunque da integrare. Sulla dieta vegana si sono confrontati il presidente della Società di nutrizione svizzera e una nutrizionista vegana presso l'Ospedale Sacco di Milano con conclusioni non proprio concordi.

Ulteriore riflessioni, le varie diete ed estremismi stanno distruggendo il nostro corpo

La questione non è nuova e tra onnivori da una parte e vegani e vegetariani dall'altra si combatte una battaglia senza esclusione di colpi. Da una parte c'è chi, come gli onnivori, si dicono convinti come il corpo abbia bisogno di un regime alimentare completo e vario che passi anche dalla carne e da prodotti di origine animale, come carne e uova, senza che si faccia ricorso a sostituti. Dall'altra parte, i vegani aggiungono anche ragioni di carattere etico per giustificare il mancato consumo di alimenti di derivazione animale. E su entrambi i versanti si moltiplicano le opinioni e gli studi a sostegno delle proprie convinzioni. Come quelle per nulla concilianti espresse da Melania Rizzoli sul quotidiano Libero.

A detta di Melania Rizzoli sono diverse le ragioni per cui non si può rinunciare a una dieta onnivora che contempli anche la carne. Innanzitutto la storia dell'uomo, differente da quella degli animali. L'evoluzione dell'uomo, viene fatta notare, non passa da privazioni o da esclusioni di alimenti. In seconda battuta, l'indice è puntato contro il consumo eccessivo di soia. Essendo carica di isoflavoni, rischia di avere effetti deleteri sulla quantità e la qualità dello sperma nell'uomo. Di più, scrive, la continua assunzione di fitoestrogeni favorirebbe "la proliferazione e la crescita dei tumori nelle donne in menopausa con familiarità di cancro al seno".

Il suo suggerimento è di stare lontani da quelli che definisce gli estremismi e le mode del momento. Come dire, seguire le cosiddette mode dietetiche può quindi provocare molti problemi e scompensi al metabolismo. Perfino la presunta intolleranza al glutine (non per tutti, naturalmente, in quanto c'è chi soffre realmente di celiachia) perché espone a carenza di oligoelementi e di vitamine, aggravando i rischi cardiovascolari e l'esposizione alle tossine. Ma le perplessità sono anche nei confronti di

  1. dieta a zona
  2. dieta aglicidica
  3. dieta del gruppo sanguigno
  4. dieta del limone
  5. dieta del minestrone
  6. dieta del riso
  7. dieta del supermetabolismo
  8. dieta gluten-free
  9. dieta detox
  10. dieta dukan







Ti è piaciuto questo articolo?





Commenta la notizia
di Chiara Compagnucci pubblicato il