Due nuovi alimenti falsi molto diffusi trovati in vendita. Rischi e beffa del prezzo

Nuova invasione di cosce di prosciutto dop di Parma e San Daniele contraffatte, ottenute da maiali incrociati con verri danesi non ammessi.

Due nuovi alimenti falsi molto diffusi t

Falsi prosciutti dop Parma e San Daniele

Continua a rimanere al centro dell'attenzione anche in questo 2019 lo scandalo dei falsi prosciutti dop di Parma e San Daniele. La truffa si consuma a più livelli: ai danni delle aziende produttrici, costretti ad affrontare una concorrenza slealissima, e ai danni dei consumatori, chiamati a pagare una cifra mediamente più elevata rispetto ad altri prodotti (dai 30 ai 39 euro al chilo a seconda dei mesi di stagionatura) per un prosciutto diverso da quello per cui si spaccia.

E se da una parte si registrano falle nei controlli perché milioni di cosce di falso Parma Dop sono vendute nei supermercati di tutta Italia, dall'altra non possono essere negati potenziali rischi per la salute perché la cosiddetta denominazione di origine protetta non è affatto garantita.

Falsi prosciutti dop di Parma e San Daniele nei supermercati

Ad approfondire la questione è stato il mensile Il Salvagente che già un anno fa aveva sollevato il caso dedicandogli ampio spazio: 300.000 cosce di Parma e San Daniele, circa il 10% della produzione nazionale, erano state bloccate. E in questi giorni lo rilancia mettendo in guardia sulla nuova invasione di cosce di prosciutto dop di Parma e San Daniele contraffatte, ottenute - spiega - da maiali incrociati con verri danesi non ammessi dal disciplinare del Consorzio di tutela.

Come fatto notare ai tempi dell'inchiesta dello scorso anno, anche se il danese è un suino selezionato per avere un'elevata resa economica vista la grande quantità di carne magra, non sarebbe adatto per fare il prosciutto L'indice è puntato anche nei confronti dei controlli parziali e non efficaci. E fa anche nomi e cognomi: l'Ipq, l'Istituto Parma qualità, e i vari Consorzio del prosciutto di Parma, Associazione industriali delle carni e Unione nazionale tra associazioni produttori suini, a loro volta proprietari del certificatore Ipq.

Sull'elenco delle razze ammesse per la produzione del Prosciutto di Parma e San Daniele, i due disciplinari sono uguali alla lettera. Recitano che sono ammessi gli animali, in purezza o derivati, delle razze tradizionali di base Large White e Landrace, così come migliorate dal Libro genealogico italiano. Sono altresì ammessi gli animali derivati dalla razza Duroc, così come migliorata dal Libro genealogico italiano.

Sono inoltre ammessi gli animali di altre razze, meticci ed ibridi, purché provengano da schemi di selezione o incrocio attuati con finalità non incompatibili con quelle del Libro genealogico italiano per la produzione del suino pesante.

E c'è lo scandalo delle zucchine messicane

Tra le associazioni più attive sul fronte alimentare c'è da sempre Coldiretti. Ma c'è chi critica la modalità di selezione dei problemi da sollevare. C'è il Fatto Alimentare, ad esempio, che si chiede perché si occupa l'associazione dei coltivatori diretti si occupata dell'impatto delle zucchine importate dal Messico sull'economia agro alimentare italiana e lo sfruttamento minorile nelle coltivazioni di caffè, nocciole e agrumi in Turchia, ma non dello scandalo dei finti prosciutti dop Parma e San Daniele che i consumatori pagheranno a caro prezzo, nel vero senso della parola.

Ti è piaciuto questo articolo? star

Commenta la notizia
di Marianna Quatraro pubblicato il