Bike sharing: Milano, Firenze e altre città servizi. Pro e contro. Sorprese a breve renderanno più usato

Sono tanti i vantaggi percepiti nell'utilizzo del servizio di bike sharing e l'impressione è che siamo solo all'inizio. Ma non tutti sono così contenti.

Bike sharing: Milano, Firenze e altre ci

Bike sharing: i pro e contro servizi


Il bike sharing è già molto interessante, ma delle sorprese in arrivo lo renderanno ancora maggiormente utilizzato anchepiù di quello delle auto.

Sono le città di Milano e Firenze quelle che si stanno mostrando più all'avanguardia nel settore del bike sharing. Tutto molto interessante perché i cittadini risparmiano in stress e in denaro, le amministrazioni locali vedono le strade più libere e la qualità dell'aria diventa migliore. Le bici in città permettono di andare al lavoro o a scuola senza sudare troppo, con tempi di percorrenza abbreviati su tragitti anche lunghi, spesso più velocemente che in auto. Di contro c'è che senza l'obbligo di deposito negli stalli, si scatena il parcheggio creativo. Si tratta di un modo leggero per definire la sosta selvaggia. Soprattutto nelle città d'arte come Firenze, rappresenta un problema non da poco che sta tenendo all'erta l'amministrazione comunale. E poi ci sono gli ecologisti incalliti (o almeno una parte di loro), che non amano un approccio usa e getta.

Proabilmente sarebbe sufficiente un po' più di civiltà per conciliare le esigenze di chi apprezza il servizio di bike sharing e per i governanti delle città con il compito di mantenere decoro e ordine. Di positivo c'è che questo mercato sembra avere ancora molti spazi di manovra per accrescere dal punto di vista qualitativo, diversificarsi e diventare interessante. Tra le innovazioni in arrivo che potrebbero accresce il tasso di impiego c'è l'adozione delle bici elettriche a pedalata assistita e quelle a idrogeno, entrambe già in vendita. Possono essere usate al posto di scooter o motorini per lavoro: consegne, visite a domicilio, commissioni in città. I benefici sono anche per la salute: in caso di problemi alle articolazioni della gamba o convalescenza permette di effettuare attività fisica moderata. Per le persone anziane permette di muoversi liberamente senza sovraccaricare l'apparato cardiocircolatorio.

Sempre più innovazioni nel bike sharing

A convincere i più giovani al ricorso del bike sharing è quel mix tra risparmio per le tasche e di innovazione con lo smartphone, tale da renderlo interessante. La procedura da seguire nei progetti più all'avanguardia è infatti semplice:

  1. si scarica l'applicazione
  2. si registra un documento e una carta di credito o prepagata
  3. collegandosi all'app si trova la bici dotata di Gps
  4. la bici si sblocca utilizzando lo smartphone
  5. si può iniziare a pedalare secondo la tariffa prevista (di solito 50-60 centesimi all'ora)
  6. la bici si chiude con un lucchetto elettronico e parte il pagamento digitale

Piste ciclabili in città?

Sì, ma non sono al primo posto dei desideri dei cicloturisti che, invece, vedono nella bicicletta la possibilità di attività all’aria aperta in uno scenario naturale. Secondo lo studio condotto dall'Istituto Indagini Opinioni Influenti e l’Istituto Ricerche Comunicazione (IRC) per le Edizioni Polaris oltre il 50% dei frequent bike travellers non è favorevole alla scelta dei Comuni di dotarsi a tutti i costi di una pista ciclabile, se questa viene inserita in un contesto dove non sia stato attuato un piano complessivo di traffico. Il 58 per cento di costoro, vede di buon occhio gli itinerari ciclabili che attraversino più regioni. Nonostante la crescita esponenziale del fenomeno bicicletta, che oggi ne conta oltre 2,5 milioni in Italia, il campione intervistato lamenta (52 per cento) l’assenza di segnaletica dedicata alle due ruote.