MSC e accordo tra porti del mare adriatico, intesa. E Msc Seaside presentazione

Presentazione di MSC Seaside, ma anche gravi problemi per il mare. Di questo passo, è la stima di Enea, entro il 2050 nel mare ci sarà più plastica che pesci. L'impatto economico stimato ammonta a 8 miliardi di euro l'anno.

MSC e accordo tra porti del mare adriati

Un mare di plastica su spiagge italiane


Un accordo importante tra Msc e i porti del Mar Adriatico, con strategie consolidate e in espansione per il prossimo anno. E poi un aumento degli scali ad esempio a  Messina. E la presentazione della nuova Mcs Seaside

E' stato una occasione partecipando i principali esponenti del settore, tra AdSP MAM, per confermare la forte intesa e relzione di MSC con i vari porti gestiti dalla Adsp nel mare Adriatico in modo particolare Brindisi e Bari festeggiando anche gli ottimi numeri dell'annio in corso e dello scorso e anticipando alcune strategie per il futuro con Msc che ha confermato l'importanza di questi pori e che la relazione stabilita continuerà ancora a lugo e si allergherà e migliorerà. Diseguito le caratterestistiche e l'allarme per il nostro mare

C'è poco da stare tranquilli quando l'Enea introduce e conclude la sua ultima ricerca con le parole un mare di plastica. Significa che la situazione dei nostri mari e delle nostre spiagge è critica. Non è solo un problema di quantità di spazzatura che si trova dove non dovrebbe affatto stare. Ma di qualità ovvero di dannosità dei rifiuti che ogni anno vengono raccolti. L'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile parla molto chiaro: oltre l'80% dei rifiuti raccolti sulle spiagge italiane è rappresentato da plastiche e microplastiche che minacciano l'ambiente, l'ecosistema e la salute dell'uomo. Una quota eccessiva perché si tratta di materiale difficilmente smaltibile e per la cui gestione quotidiana occorre un supplemento di attenzione da parte di tutti i cittadini.

L'80% dei rifiuti è plastica

Siamo tutti d'accordo sul fatto che la plastica sia un elemento utile e che abbia semplificato tanti piccoli problemi quotidiani. Ma evidentemente dall'uso si è passati con troppa facilità all'abuso e, come emerso con chiarezza dal worskhop "Marine litter: da emergenza ambientale a potenziale risorsa", adesso si pone un problema grande come una casa. Perché gli impianti di depurazione delle acque reflue non sono in grado di trattenere microplastiche dalle dimensioni inferiori a 5 millimetri. Il risultato è presto detto: i frammenti prodotti dalla degradazione delle plastiche rappresentano adesso il 46% dei rifiuti rinvenuti lungo le spiagge italiane. In alcune località italiane sono stati raccolti fino a 18 oggetti di plastica per metro quadro.

Il classico esempio è quello dei cotton fioc, nemici giurati dell'ambiente e neanche così tanto efficaci per la pulizia delle orecchie. La stima dell'Enea è da brividi: ce ne sono almeno 100 milioni di cotton fioc. Dal punto di vista scientifico, le maggior parte delle plastiche è costituita da polimeri termoplastici come polietilene e polipropilene.I polimeri non degradabili, in particolare, sono diventati un problema ambientale primario. Sotto il profilo economico, ci pensano i dati dell'Unep (United nations environment programme) a rivelare che l'impatto è di 8 miliardi di euro l'anno e la spesa europea per la pulizia annuale delle spiagge ammonta a circa 412 milioni di euro.

Entro il 2050 nel mare più plastica che pesci

Mettendo per un attimo da parte l'eccessiva quantità di plastica che ci circonda secondo la logica imperante dell'usa e getta, ci sono ragioni ben precise individuate da Enea - che ha organizzato l'evento romano di presentazione in collaborazione con Accademia dei Lincei e Forum Plinianum - per cui alcune località della nostra costa esibiscono un imbarazzante tappeto di rifiuti di plastica. Come argomentato dal ricercatore Loris Pietrelli del dipartimento Sostenibilità dei Sistemi Produttivi e Territoriali, da una parte c'è la mancata o l'insufficiente depurazione dei reflui urbani. E in questo caso le responsabilità sono pubbliche da rimpallare tra amministrazioni comunali, società incaricate della gestione dei depuratori e Stato.

Dall'altra ci sono i nostri comportamenti di tutto i giorni, troppe volte distratti. Anche le grandi discariche sono il risultato di tanti piccoli rifiuti. Di questo passo, è la stima di Enea, entro il 2050 nel mare ci sarà più plastica che pesci. Il Mar Mediterraneo rischia allora di raggiungere i livelli di inquinamento del Pacific Trash Vortex, l'isola di plastica nell'Oceano Pacifico. Indispensabile allora trovare il modo per riutilizzare le plastiche, migliorare la normativa e rendere più efficaci i programmi di gestione sostenibile.

Nave spettacolare

E' la nave costruita in Italia più grande mai fatta, una ammiraglia di estremo lusso con un design totalmente rivisto e inedito. Basti pensare che le camere sono qusi tutte, dei mini appartamenti che riprendono quelli di Miami, dove la nave nell'Atlantico andrà essendo una delle direzioni.
Piscine egiochi all'avanguardia, spazi aperti e giardini pensili, una città 2.0 futuristica e innovativa per il massimo del divertimento e della comodità
Solo per fare degli esempi, ci sono un ponte chiamato dei sospiri e due passerelle a 40 metri che offrono una vista mai prima possibile dell'oceano. E il pontile è il più grande mai fatto su una nave e accerrchia tutto lo scafo. Particolari anche e innovativi i ìgli scensori che colegano anche i ponti esterni e sono panoramici ovviamente.