Prodotti biologici, nuovo regolamento Ue. Italia contraria, pessimo accordo

Italia contraria al nuovo regolamento Ue deciso dalla Commissione sui prodotti biologici.

Prodotti biologici, nuovo regolamento Ue

Prodotti biologici, nuovo regolamento Ue. Italia contraria, pessimo accordo


In un periodo in cui si fa presto a dire bio e troviamo queste tre lettere associate un po' a tutto, ci pensa il parlamento europeo a cercare di fare chiarezza. E lo fa con l'approvazione del nuovo regolamento sulla produzione e l'etichettatura dei prodotti biologici, che in realtà non è altro che l'atto conclusivo di un accordo tra il parlamento e i ministri europei. Peccato solo che non tutti sono d'accordo con il contenuto di queste norme, neanche in Italia.

Se Federbio continua a manifestare il suo parere negativo, come fatto all'indomani della circolazione delle primissime bozze del testo, l'associazione biodinamica entra nel merito del provvedimento e mette in guardia gli italiani: il rischio di consumare prodotto bio contaminato. A suo dire si tratta paradossalmente di un passo indietro nonostante i controlli rigidi basati sul rischio di contaminazione lungo tutta la catena di approvvigionamento promessi dall'assemblea comunitaria di Strasburgo.

Nuove regole per alimenti biologici

Per assicurare maggiore qualità e trasparenza sugli alimenti, garantire il benessere degli animali nella catena di produzione e proteggere l’ambiente, l’Ue ha definite nuove norme per la regolamentazione del mercato degli alimenti biologici, soprattutto alla luce del continuo successo che tali alimenti riscuotono a livello europeo e anche tra gli italiani. Sono, infatti, sempre più coloro che acquistano alimenti bio e le regole dell’Ue sulla produzione biologica riguardano:

  1. pratiche agricole e di acquacoltura, che prevedono rotazione delle colture per un uso efficiente delle risorse, divieto di uso di pesticidi chimici e fertilizzanti artificiali, limiti stringenti all’impiego di antibiotici destinati agli animali da allevamento e di organismi geneticamente modificati (OMG), allevamento a terra e all’aria aperta e utilizzo di mangimi biologici;
  2. lavorazione ed etichettatura di prodotti alimentari;
  3. procedure di certificazione per gli imprenditori agricoli;
  4. importazione di prodotti biologici che provengono da paesi non appartenenti all’Ue.

Considerando la grande espansione del mercato bio e i grandi cambiamenti che lo hanno interessato è ben chiaro come la stessa Ue abbia pensato di rivedere il regolamento dello stesso mercato, modificandolo e aggiornandolo. Stando a quanto riportano le ultime notizie, le nuove regole dell’Ue sul controllo di produzione e vendita degli alimenti biologici di ogni genere purchè bio prevedono:

  1. controlli più rigidi, da svolgere almeno una volta all’anno per tutti gli operatori coinvolti nella catena di produzione e cioè agricoltori, allevatori, responsabili della lavorazione, commercianti, importatori;
  2. concorrenza più equa, per cui i produttori dei Paesi terzi che vogliono vendere i propri prodotti all'interno del territorio Ue devono rispettare le stesse regole valide per i produttori della stessa Ue;
  3. controllo costante della contaminazione con i pesticidi, portando gli agricoltori a prendere misure precauzionali per evitare la contaminazione accidentale con pesticidi o fertilizzanti non autorizzati;
  4. miglioramenti per l’approvvigionamento di animali e sementi biologiche;
  5. possibilità di costituzione di imprese agricole miste, per cui gli imprenditori agricoli possono produrre alimenti sia tradizionali sia biologici, mantenendo però le attività ben distinte

Grande successo settore

Le nuove norme europee si sono rese necessario, come sopra accennato, per l’elevato sviluppo che questo mercato sta continuando a registrare in Europa e in Italia. Secondo le ultime notizie, il mercato degli alimenti biologici dell’Ue ha raggiunto ad oggi un valore di circa 30.7 miliardi di euro all’anno, anche se i terreni agricoli dedicati alla produzione biologica rappresentano solo circa il 7% di tutti i terreni coltivabili. Con particolare riferimento all’Italia, la percentuale di terreni agricoli destinati al biologico è del 14%.

Stando alle ultime e ultimissime notizie rese note da Assobio, continua a crescere in maniera inarrestabile il consumo di prodotti biologici in Italia e nonostante la crisi nel 2017 le vendite dei prodotti bio nella grande distribuzione hanno registrato un aumento del 16% rispetto all’anno precedente, pari 166 milioni di euro in più rispetto al 2016. Un vero e proprio boom trainato anche dalla calo dei prezzi, che ha raggiunto un -6%. Attualmente, sempre secondo i dati, sarebbero ben oltre 20 milioni le famiglie che scelgono di acquistare regolarmente prodotti biologici, alla ricerca sia di qualità (indicata dal 34% dei consumatori di prodotti bio) e sia di rispetto per l’ambiente (29%).

Nel 2014 erano ‘appena’ 3,2 milioni le famiglie che acquistavano prodotti biologici tutte le settimane, con un incremento del 14,8% rispetto al 2013; nel 2015, sempre secondo Assobio, il mercato del biologico italiano era cresciuto del 20% per un valore complessivo di 863,8 milioni di euro. Secondo l’analisi dell’Associozne, tra i prodotti biologici più venduti in Italia ci sono uova, frutta fresca bio, gallette di riso, bevande alla soia, considerate una valida alternativa al latte per i consumatori vegetariani e vegani e per gli intolleranti al lattosio, olio extravergine d’oliva.

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