Riscaldamento domestico, termosifoni: risparmiare con elevata qualità aria e senza freddo

Ancora pessima la qualità dell’aria soprattutto nelle regioni del Nord del nostro Paese: controllare i riscaldamenti importante come riduzione del traffico

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La qualità dell'aria è uno degli elementi più preccupanti, ecco come preservarlo, ma anche riuscire a ridurre i costi e risparmiare sul riscaldamento.

Continua ad essere decisamente pessima la qualità dell’aria soprattutto nelle regioni del Nord del nostro Paese e le ultime notizie confermano questa situazione decisamente negativa: i livelli di PM10 restano, infatti, elevati in molte città soprattutto di Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna. Nelle città del Nord, infatti, le polveri sottili sono state oltre il doppio rispetto alla soglia limite per la salute umana, nonostante il blocco imposto ai mezzi più inquinanti. Livelli di inquinamento elevati si sono registrati in particolare in città della Lombardia come Lodi, Bergamo, Cremona. Monza, Milano, e in città del Piemonte, come Torino e Tortona. Ma Venezia non è stata da meno.

Qualità dell’aria pessima e ultime notizie attuali

Come ben si evince dalle ultime notizie, la qualità dell’aria pessima, dominata da smog e inquinamento regna soprattutto in Val Padana, dove le tante giornate di alta pressione e assenza di precipitazioni hanno portato umidità e le tante particelle contenute nell’atmosfera ad esser spinte verso il basso, costrette a rimanere concentrate in prossimità del suolo, portando, inevitabilmente, ad un netto peggioramento della qualità dell’aria nelle città settentrionali. Ciò che serve per un miglioramento della qualità dell’aria sono precipitazioni e vento, capaci di muovere l’aria e ridurre notevolmente il livello di polveri sottili nei bassi strati ma, più in generale e come buona abitudine, sarebbe bene ridurre la circolazione delle auto in città, lasciando a casa la macchina quando non strettamente necessaria preferendo mezzi pubblici e biciclette per spostarsi, ridurre la temperatura di termosifoni e sistemi di riscaldamento domestico.

Secondo le ultime notizie rese note da un recente studio di Innovhub, i piccoli apparecchi alimentati a biomassa solida hanno un forte impatto sulle emissioni inquinanti nel settore domestico, soprattutto per quanto riguarda sostanze come il benzo apirene e il particolato e tra le sostanze inquinanti un ruolo di primo piano lo deterrebbero pellet e legna. Il problema di riduzione dell’inquinamento per un miglioramento della qualità dell’aria è dunque legato non solo allo smog provocato dalle auto in città ma anche alle emissioni inquinanti derivanti dagli impianti di riscaldamento ma è fondamentale ridurlo per garantire il benessere ai cittadini. Sono, infatti, diverse e molte i problemi per la salute umana causati dalla cattiva qualità dell’aria, tanto che l’inquinamento atmosferico risulta essere il primo fattore di rischio per la salute umana tra quelli ambientali. E in Italia, soprattutto al Nord come visto, la situazione è più critica che mai.

Termosifoni e riscaldamento domestico: come risparmiare

E’ però possibile riscaldare la propria casa con piccoli accorgimenti che permetterebbero tanto di risparmiare quanto di ridurre le emissioni inquinanti. Basta solo fare attenzione: tra i consigli che si possono seguire per riscaldare la propria casa risparmiando, innanzitutto quello di valutare eventuali interventi, nel caso di case vecchie, per isolare le pareti e sostituire le finestre, evitando così la dispersione del calore, ma anche:

  1. programmare il riscaldamento autonomo o semiautonomo per accenderlo al mattino prima del risveglio per riscaldare la casa, conservando il tepore per il resto della mattinata;
  2. schermare le finestre durante la notte, perché chiudendo persiane e tapparelle o mettendo tende pesanti si riducono le dispersioni di calore verso l’esterno;
  3. controllare la temperatura degli ambienti, mantenendo una temperatura consigliata tra i 19 e i 22 gradi, perché troppo caldo in casa fa male alla salute e fa impennare i costi;
  4. prima di riaccendere i termosifoni dopo la stagione estiva, far sfiatare l'aria dai caloriferi aprendo l'apposita valvola di lato;
  5. effettuare la corretta manutenzione degli impianti, sia per motivi di sicurezza sia per evitare sanzioni;
  6. evitare di mettere cose sui termosifoni che impediscono la dispersione del calore contribuendo;
  7. ricorrere ai cronotermostati per regolare temperatura e tempo di accensione del termosifone per mantenerlo acceso solo quando si è in casa, risparmiando così su costi ed emissioni.

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