Sacchetti biodegradabili, la verità

Guelfi e Ghibellini gli uni contro gli altri armati. Per fortuna solo di tastiera, pronti a combattere la guerra del sacchetto biodegradabile. Giusta o sbagliata la normativa che ne obbliga l'acquisto?

Sacchetti biodegradabili, la verità

Il Governo introduce l'obbligo dei sacchetti biodegradabili a pagamento per frutta verdura ed altri alimenti e scoppia la polemica. Ma quale è la verità?


Se i venti di guerra nucleare che soffiano sul mondo, non hanno scalfito le italiche abitudini soprattutto quelle del periodo natalizio, la stessa cosa non può dirsi per la vicenda dei sacchetti biodegradabili. Il provvedimento legislativo che, recependo una direttiva europea del 2015, mira a ridurre l’inquinamento introducendo una versione bio obbligatoria per contenere frutta, verdura, ma anche altri generi di alimenti, ha scatenato un putiferio di polemiche che, come spesso accade, partite dal web, ha contagiato un numero sempre maggiore di persone che hanno iniziato a discutere su questo argomento, fino a diventare virale.

Da un lato i difensori di questo provvedimento che dovrebbe contribuire a combattere l’inquinamento. Dall’altro quelli che sostengono il contrario e soprattutto che puntano il dito sul fatto che questa novità comporta un aggravio di spesa per i consumatori. Insomma, Guelfi e Ghibellini gli uni contro gli altri armati. Per fortuna solo di tastiera. Proviamo dunque a capire quale è la verità andando a valutare nel merito il contenuto della nuova legge.

La normativa europea

Per prima cosa bisogna sapere che la nuova normativa entrata in vigore dal primo gennaio 2018, non è stata adottata dal Governo Italiano per propria iniziativa, ma rappresenta solo un atto dovuto all’Europa che aveva emanato una direttiva, addirittura nel 2015 nella quale si venivano introdotte queste novità con l’intento di piazzare un altro colpo nella lotta all’inquinamento, soprattutto dei mari, di cui i sacchetti e le buste di plastica rappresentano uno degli aspetti più odiosi. Tra le altre cose l’Ue aveva già avviato, appena un anno fa, la procedura di infrazione contro il Belpaese che non aveva ancora adeguato la sua normativa a questi dettami.

Sacchetti biodegradabili quanto costano

Un’altra obiezione avanzata da chi ha avversato con decisione la nuova normativa sui sacchetti biodegradabili è quella che riguarda il costo obbligatorio scaricato direttamente nelle tasche dei consumatori. Anche in questo caso la ragione suggerirebbe di affrontare la cosa con più calma. Ma allora quanto costano infatti questi sacchetti? Per prima cosa bisogna sapere che non c’è un costo omogeneo ed unitario, ma verrà stabilito in maniera autonoma dai supermercati. Ma non dovrebbe scostarsi da un valore che si aggira tra un centesimo e tre centesimi di euro. Un costo pienamente accessibile a tutti a quanto pare.

Niente di trascendentale insomma se si calcola che, come suggerisce l’analisi di Gfk Eurisko, nel 2017 le famiglie italiane hanno fatto in media 139 volte la spesa con l’utilizzo di tre buste per volta. Questo significa che il costo totale annuo in media per una famiglia peserà sul bilancio per una cifra che non dovrebbe superare i 12,51 euro all’anno. Una cifra davvero molto al di sotto di quelle, per fare un esempio, previste per gli altri aumenti (gas, luce ecc..) Difficile anche ricorrere, come in tanti hanno suggerito di fare, alle buste portate da casa. Insomma, sembra proprio che il primo ciclone a base di ‘Condividi’ e ‘Falla Girare’ possa essere serenamente derubricata a semplice tempesta in un bicchiere d’acqua. Forse, invece, sarà un passo concreto per combattere l’inquinamento.




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di Chiara Compagnucci pubblicato il