Supermercato senza plastica, primo caso al mondo. Sarà anche più economico

Apre il primo supermercato senza plastica con przzi più bassi. Un gruppo di volenterosi ternani emigrati a Londra ha deciso di esportare nella loro città di origine questa iniziativa di carattere ambientale e alimentare.

Supermercato senza plastica, primo caso

Terni senza cannucce: storia e motivi


Due storie legate alla plastica e alla sua riduzione che può portare vantaggi non solo ambientali, ma anche economici.

Primo supermercato senza plastica

Lo hanno già ribattezzato il primo supermercato senza plastica e in effetti è così. Siamo in Olanda, ad Amsterdam per la precisione, e ad averlo inaugurato è la catena di negozi biologici Ekoplaza. La scelta è decisamente ampia perché al suo interno sono acquistabili 700 prodotti plastic free ovvero quelle in cui non c'è uno solo centimetro di plastica nell'imballaggio. Ci sono frutta e verdura, ma anche carne e latticini. Per comprendere l'impatto di questa misura, basta immaginare quanta plastica portiamo a casa dopo aver fatto la spesa al supermercato, anche di soli prodotti essenziali. Al posto della plastica trovano spazio materiali biodegradabili o semplicemente riutilizzabili, come cartone, metallo e vetro. Si tratta di una vera e propria svolta ecologista che, si augurano i promotori, possa essere replicata anche altrove. E non essendoci le scatole di plastica, i costi sono minori di molti prodotti
E per dare l'esempio fino in fondo, l'impresa ha già espresso la volontà di prevedere la medesima svolta ecologica in tutti i suoi 74 punti vendita da qui alla fine dell'anno. Sono interessanti anche le argomentazioni alla base di questa decisione perché - come fanno notare i vertici dell'azienda - per anni e anni è passato il ritornello che senza plastica è impossibile vendere cibo e bevande a sufficienza. Ekoplaza vuolte dimostrare l'esatto contrario ovvero che si è trattato di una falsa convinzione ovvero del tentativo di risparmiare ai danni dell'ambiente e della salute pubblica. Un passaggio che si è reso necessario anche alla luce delle sempre più pietose condizioni delle acque dei mari.

Terni senza cannucce: la storia e i motivi

Terni è una bellissima città di provincia, ricca di storia e di tradizioni. E ora è destinata a passare alla storia per un'altra ragione: diventerà la prima italiana a mettere le cannucce al bando le cannucce di plastica monouso. Quelle che è impossibile da riciclare per via delle dimensioni ridotte. La campagna di si chiama "Terni prima città italiana plastic straw free" e l'ambizione è quella di mettersi alla guida di una iniziativa che possa coinvolgere anche altri capoluoghi italiani. In fin dei conti è stranoto come siano proprio le cannucce di plastica uno dei nemici dichiarati dell'ambiente, anche perché la sua utilità è realmente limitata. Nella maggior parte dei casi si tratta di un prodotto usa e getta con un brevissimo presente e senza futuro.

Lo spunto al lancio della campagna è arrivato da una medesima iniziativa avviata al di là della Manica, in Inghilterra, grazie al quotidiano Evening Standard. La campagna britannica si chiama The Last Straw e il bello è che è bastato un mese per raccogliere adesioni di bar, grandi catene, pub e ristoranti. Tutti loro hanno pubblicamente assunto l'impegno di sostituire le vecchie cannucce con altre più ecologiche e a minore impatto ambientale. Tanto per fare qualche nome, ci sono quelli del London City Airport, del Natural History Museum e dei treni Eurostar, quelli che dalla capitale Londra raggiungono altre città europee. Insomma, si è trattato di un successo in grande stile.

Ecco allora che un gruppo di volenterosi ternani emigrati a Londra ha deciso di esportare nella loro città di origine questa iniziativa in collaborazione con l'associazione culturale Terni in Action, nota per il suo impegno sul versante ambientale

L'importanza della catena alimentare

Come spiegato dai promotori dell'iniziativa, può sembrare strano che una tale proposta parta da una città industriale con problemi di inquinamento. Ma in realtà è proprio questa la ragione punto è proprio questo: dare un segnale concreto facendosi promotrice di azioni efficaci e visibili nella lotta per la salvaguardia del pianeta. E può sembra doppiamente strano considerando che le cannucce sono ritenute il quinto elemento inquinante presente sulle spiagge e Terni è una città non bagnata dal mare. In realtà, l'analisi dei promotori dell'iniziativa è a largo respiro perché, una volta in acqua, le cannucce si suddividono in frammenti di piccole dimensioni, rischiano di essere ingeriti dai pesci e finiscono fatalmente sulle nostre tavole.