Un terzo delle sostanze chimiche è irregolare. I rischi per la salute

Secondo la denuncia dell’Environmental European Bureau più di un terzo delle 1.814 sostanze chimiche commercializzate in Europa dal 2010 ad oggi ad essere irregolare. Si temono rischi per la salute

Un terzo delle sostanze chimiche è irreg

La denuncia ha destato molto scalpore. Ci sarebbero rischi anche per la salute umana

Qualcuno ha certamente pensato che in epoca di fake news anche questa notizia sarebbe avrebbe trovato la giusta posizione nel calderone delle bufale. Invece è vero, tutto vero. Almeno stando alla denuncia dell’Environmental European Bureau (Eeb) basata su uno studio triennale dell'Istituto federale tedesco per la valutazione del rischio (Bfr) e dell'Agenzia tedesca dell'ambiente (Uba). Dal testo emerge come un terzo delle sostanze chimiche adottate al giorno d’oggi sarebbe irregolare.

Basta guardarsi intorno per capire quale sia il grado di penetrazione della chimica nella vita quotidiana di ciascuno. Proprio per questo la presa di posizione dell’Environmental European Bureau assume una valenza ancora più importante. Basta valutare i rischi ai quali sarebbe esposta la salute dell’uomo per comprendere come su questo tema non ci sia da scherzare.

Un terzo delle sostanze chimiche è irregolare

Il trentadue per cento, quindi addirittura leggermente più di un terzo delle 1.814 sostanze chimiche commercializzate in Europa dal 2010, sarebbe irregolare. Un dato che se venisse confermato sarebbe davvero molto grave visto che sarebbe chiamata in causa direttamente la salute degli esseri umani messa pericolosamente a rischio. Le sostanze esaminate non sarebbero conformi alle norme Ue promulgate per proteggere i cittadini e l'ambiente. La denuncia tende anche a fare emergere le responsabilità che, soprattutto nei casi in cui non hanno rispettato le regole della trasparenza omettendo alcune informazioni decisive sull’impatto ambientale e sulla salute, sarebbero da ascrivere alle aziende produttrici ambientale e sulla salute.

Ogni volta che il mercato accoglie un nuovo ritrovato della chimica in Europa è necessario seguire un protocollo molto rigido in materia di registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche (Reach), entrato in vigore nel 2007. Questo protocollo è stato pensato proprio per ottenere dalle industrie che chiedono di poter commercializzare nuove sostanze, tutte le informazioni necessarie a garantirne la sicurezza. Il principio 'No data, no market', obbliga infatti i produttori e gli importatori a raccogliere informazioni sulle proprietà delle sostanze chimiche e a registrare le informazioni in una banca dati centrale presso l'Agenzia europea delle sostanze chimiche a Helsinki.