Formaggi, scatta un nuovo allarme. Ma nessun intervento previsto in Italia

Bere latte crudo o mangiare formaggi a latte crudo potrebbe essere rischioso per la salute umana: il nuovo allarme dal Ministero dell’Agricoltura francese

Formaggi, scatta un nuovo allarme. Ma ne

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Insieme ai diversi richiami da parte del Ministero della Salute e che negli ultimi mesi hanno interessato diversi alimenti, da carni a pesce, pasta e salumi, le ultime notizie parlano di un nuovo studio che solleverebbe un nuovo allarme sui formaggi. Vediamo cosa è emerso dallo studio e quali potrebbero essere i conseguenti rischi per la salute di consumo di formaggi fraschi.

Formaggi: un nuovo allarme e rischi per la salute

Stando a quanto riportano le ultime notizie, il Ministero dell’Agricoltura francese, in seguito a diversi studi, avrebbe lanciato un nuovo allarme e cioè che il consumo di latte crudo può risultare rischioso per i bambini piccoli di età inferiore ai cinque anni. L’allarme è stato dato in Francia, ma lo studio su cui si basa lo stesso allarme può valere anche in Italia e in tutto il mondo, considerando che il latte crudo deriva dalla stessa modalità di mungitura ovunque.

Solo l’anno scorso, per esempio, proprio in Italia, quando è partita la possibilità di acquistare latte crudo alla spina, del tutto naturale, a costi decisamente più bassi rispetto a quelli previsti dal latte industriale, il consiglio da parte del Ministero della Salute italiano, è stato quello di bollire il latte crudo prima di consumarlo proprio per eliminare gli agenti patogeni che possono essere presenti nel prodotto ed evitare che eventuali pericoli microbiologici possano mettere a serio rischio la salute umana.

Secondo quanto spiegato dal Ministero, i bambini piccoli, in particolare i bambini sotto i 5 anni, non dovrebbero bere latte crudo o mangiare formaggi a latte crudo e dovrebbero evitarne il consumo anche categorie di persone considerate più deboli come anziani donne incinte, immunodepressi, per il rischio contaminazione da parte di batteri patogeni.

E’ possibile, infatti, stando allo studio condotto, che una eventuale infezione delle mammelle o un incidente durante la mungitura, nonostante si lavori in tutta sicurezza, possano contaminare il latte con batteri patogeni presenti nel tubo digerente dei ruminanti, come listeria, salmonella, o escherichia coli e si tratta di batteri che se su adulti e persone perfettamente sane possono non avere alcun impatto e conseguenza, sui bimbi piccoli e le persone più fragili fisicamente possono causare gravi rischi per la salute e portare, nei casi più gravi, anche alla morte.

Allarme formaggi: la posizione sul nuovo allarme formaggi

Se il Ministero dell’Agricoltura francese risulta assolutamente convinto dell’allarme lanciato sui formaggi crudi, non tutti sono d’accordo con l’allarme: contraria all’allarme lanciato e agli avvisi diramati a municipi, ristoranti scolastici e personale che si occupa di prima infanzia, la Confederazione contadina, secondo cui il messaggio di allarme potrebbe solo portare ad eliminare del tutto i formaggi agricoli.

Del resto, come dalla stessa Confederazione spiegato, è vero che il rischio di consumo di latte crudo e relativi formaggi non è pari a zero, ma, d’altro canto, è anche vero che da un recente studio condotto non sarebbe emerso alcun rischio per bambini di tre anni in poi.

Il picco di possibile infezione, infatti, nei bambini è tra 6 mesi e 3 anni e dopo 3 anni l’incidenza risulterebbe molto bassa, per cui vietare quasi il consumo di latte crudo e formaggi da esso derivanti a bambini fino a cinque anni e altre categorie di persone considerate deboli potrebbe non essere corretto, e scoraggiare anche il consumo degli stessi prodotti danneggiando fortemente l’economia dei coltivatori.

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di Marianna Quatraro pubblicato il