Formaggio taleggio ritirato contaminato da Listeria. Rischi e ulteriori numerosi alimenti ritirati di recente

Si allunga la lista dei cibi contaminati e ancora una volta sotto la lente del microscopio del Ministero della Salute finisce il taleggio a latte crudo.

Formaggio taleggio ritirato contaminato

Formaggio ritirato contaminato da Listeria


Taleggio a latte crudo. È ancora lui il protagonista in negativo, involontario beninteso, delle sofisticazioni alimientari che hanno richiamato ancora una volta l'attenzione del Ministero della Salute. Una lista, quella dei prodotti e dei cibi contaminati che si allunga mettendo a rischio la salute dei consumatori ignari, come spesso accade, di tutto. 

Continua a rimanere alta l'attenzione sui cibi ovvero su quel rapporto tra alimenti e salute che dalle nostra parti non è sempre salutare. Il mito dell'Italia patria del cibo continua a subire pesanti scossoni che mette in discussione la sua credibilità. Succede adesso che la lunga lista di alimenti ritirati nelle ultime settimane si è arricchito con il taleggio Dop a latte crudo a marchio Carozzi Formaggi. Contiene Listeria monocytogenes e di conseguenza il Ministero della Salute mette al bando il consumo. Il problema è anche un altro: è il secondo caso in 14 giorni per contaminazione da Listeria di un formaggio a latte crudo. A ogni modo, per essere più precisi su questo nuovo richiamo, il semaforo rosso del dicastero è sul il lotto di produzione 04827 di taleggio Dop a latte crudo "Piacere Naturale" venduto in forme intere incartate una a una.

Quali rischi nel caso di consumo di taleggio contaminato da Listeria

L'allarme non va affatto sottovalutato considerando che se nel migliore dei casi la Listeria monocytogenes è in grado di provocare mal di pancia, nel peggiore può portare alla meningite, soprattutto per i più esposti. E le donne incinte rischiano aborti e parti prematuri. Insomma, le ragioni sono sufficienti per innalzare il tasso di attenzione e controllare con maggiore attenzione gli acquisti effettuati. Di recente, anche alcuni lotti di ricotta di pecora prodotti dall'azienda sarda IN.CA.S. sono stati richiamati per sospetta contaminazione. Per l'esattezza si tratta dei lotti

  1. Ricotta di pecora con scadenza 14 ottobre 2017 e 07 novembre 2017
  2. Ricotta pecorina in forme da 2,9 kg
  3. Oro brand con scadenza 7 gennaio 2018, 15 gennaio 2018 e 29 dicembre 2018

Non solo formaggi

A ben vedere, l'allarme è più esteso di quel che sembra, tenendo conto del lungo elenco di cibi richiamati, come gli spinaci freschi a marchio Buongiorno Freschezza - prodotti dalla società agricola Ortoverde e distribuiti da Ortofin Srl - per la possibile presenza di erbe infestanti velenose. Anche in questo caso è meglio essere precisi e a essere coinvolti sono i prodotti dei lotti

  1. 24110968M2 in buste da 500 grammi
  2. 23910773M2
  3. 24010864M2

I rischi in caso di consumo? Allucinazioni, arrossamenti cutanei, ipertensione, nausea e vomito, tachicardia, solo per citare i più comuni. E che dire dei lotti di uova provenienti dall'allevamento Società Agricola Fattorie Valle del Misa di Ostra Vetere, in provincia di Ancona, per presenza di fipronil superiore al limite di tossicità? Disposto dai Servizi veterinari dell'Area vasta 2 - Asur Marche, i lotti coinvolti sono 31 2017, 32 2017, 33 2017 e 34 2017. Per riconoscerli occorre leggere sul guscio il codice allevamento. Quello problematico è il 3IT036AN089. Altre uova finite nel mirino del Ministero dello Salute son quelle delle Fattorie Valle del Misa (lotti di produzione 31/17, 32/17, 33/17 e 34/1), sempre per la possibile presenza di fipronil. Ma non è tutto perché tra i casi recenti ci sono

  1. due lotti di pancetta a cubetti a marchio Valtidone Industria Alimentare, prodotto dal Salumificio Pianellese Srl, per la presenza di Salmonella.
  2. un lotto di salame di Norcia prodotto da Lanzi, per la possibile presenza di corpi estranei
  3. penne rigate Via Verde Bio e uno di profiteroles, entrambi a marchio Primia, rispettivamente per la presenza di sei larve di insetto in un campione e per una non conformità di tipo chimico

In tutti i casi il suggerimento è di restituire i prodotti nel punto vendita per la sostituzione e di evitare in ogni caso il consumo.

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