Glifosato maggiori rischi per l'uomo in inedite ricerche. Ed è in tanti cibi. Legali Usa pronti contro Ue

Il glifosato cancerogeno oggetto di numerosi studi e diatribe: cosa è successo e quali rischi comporta il suo impiego per la salute umana

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Preoccupanti rischi da inedite e nuove ricerche per il glifosato, un pesticida che è il più usato al mondo e si trva nei cereali per fare il pane, ma anche nella pasta e in tanti altri alimenti. E un avvocato che ha sconfitto in Usa la Monsanto è pronto ad attaccare l'Ue che non ha abbassato i livelli dello stesso glifosato come buona parte dei ricercatori richiedeva e lo farebbe con nuovi documenti e ricerche.
 

E' l’erbicida più usato in Italia e nel mondo e venduto dalla Monsanto classificato dallo IARC come probabile cancerogeno: stiamo parlando del glifosato che, secondo quanto emerso da un documento pubblicato su The Lancet Oncology, sarebbe fortemente correlato allo sviluppo del linfoma non-Hodgkin. Stando a quanto riportano le ultime notizie, finora l’esposizione ai pesticidi era già risultata correlata a un aumento dei casi di leucemie infantili e malattie neurodegenerative ed ora serviranno nuovi studi per approfondire e chiarire la situazione relativamente al glifosato.

Glifosato e Monsanto: tutta la verità

Il glifosato ad oggi è un pesticida impiegato in tutto il mondo, che ha permesso di sviluppare un mercato da milioni di dollari, pur provocando non pochi danni, alla salute umana ma anche alle stesse piante e agli animali. Nel 2016, una campagna popolare ha portato alla organizzazione del Tribunale Internazionale a Monsanto, dove decine di testimoni e vittime, soprattutto dell’America del Centro, hanno mostrato gli effetti devastanti del glifosato, parlando di malformazioni, malattie genetiche, malattie croniche. Effetti devastanti sono stati dimostrati anche in riferimento alle piante che sarebbero risultate modificate. Negli Stati Uniti, tantissime persone, come agricoltori o giardinieri domestici, hanno fatto causa a Monsanto accusandola di essere causa delle loro malattie ma la Monsanto ha sempre preso le distanze da queste posizioni, spiegando e ribadendo più volte come i suoi prodotti fossero del tutto innocui.

Indipendentemente da quanto sostenuto, la Monsanto, stando a quanto riportano le ultime notizie, sarebbe ben consapevole dei danni provocati dal glifosato e questa consapevolezza emerge da email interne della stessa azienda rese pian piano note solo lo scorso 2017. A questo punto, ci si sarebbe aspettato che la compagnia indagasse sugli eventuali problemi alla salute che il glifosato causava ma ha preferito far finta di nulla e andare avanti con la vendita di un prodotto che effettivamente è ancora molto richiesto e genera un mercato milionario. E ciò che è, inoltre, emerso dai documenti è che la Monsanto ha avuto e ha molta influenza su diversi funzionari dell’Epa, organismo che si occupa della classificazione delle sostanze.

Nonostante si sapesse che il glifosato fosse e sia dannoso per la salute umana e non solo, lo scorso 2017, alla scadenza del brevetto per il suo impiego, dopo diversi test condotti dal Bfr, che sono risultati pilotati, con valutazioni rese note non originali perché copiate dai dossier della stessa Monsanto, il glifosato non è stato considerato cancerogeno e il suo brevetto riapprovato per ulteriori 5 anni. D’altro canto, la Monsanto, nello stesso periodo, cercava di screditare tutti quegli scienziati che, contrariamente a quelli ‘corrotti’, si battevano per dimostrare come e quanto il glifosato fosse pericoloso per la salute e particolarmente cancerogeno, arrivando anche alle minacce. La Monsanto fu, però, accusata di aver cercato di influenzare giornali e altri organi di comunicazione perchè non pubblicassero e rendessero note notizie e informazioni che potessero danneggiare i profitti dell’azienda stessa. Anche le Autorità europee furono accusato di frode scientifica per non aver potuto rendere pubblici documenti e studi condotti sul glifosato.

Glifosato: rischi per la salute

I principali rischi per la salute causati dal glifosato sono l’insorgere di linfomi ma anche di malattie cardiache e genetiche. Nel 1985 l’Agenzia statunitense per la protezione dell’ambiente classificò, infatti, il glifosato come possibile cancerogeno umano, dopo averne testato gli effetti sui ratti e aver raccolto prove anche in Canada e in Svezia che ne associavano l’utilizzo all’insorgenza del linfoma non-Hodgkin. Lo stesso ente cambiò idea sei anni più tardi, inserendo il glifosato nel gruppo E delle ‘sostanze che non hanno dimostrato potenzialità cancerogene in almeno due studi su animali’. Ma l’ultimo parere diffuso dallo Iarc sulla sicurezza del composto, però, rimette tutto in discussione, classificando la sostanza come ‘cancerogena’, ma la Monsanto ha espresso contrarietà rispetto a quanto stabilito Iarc, non avendo evidenze ben chiare di correlazione tra uso del pesticida e aumento dei casi di cancro.