Ho appena avuto infezione di cui tutti parlano. Blocco organi e setticemia da batterio comune

Se sono qui a scrivervi è perché adesso sto bene e sebbene stia proseguendo con la terapia di riabilitazione, posso finalmente dire che il peggio è alle spalle.

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Blocco organi e setticemia, la mia storia

Sono letteralmente saltato dalla sedia quando questa mattina ho letto la notizia della morte di almeno 12 persone nell'Inghilterra sud-orientale per lo scoppio di una rara infezione batterica. Approfondisco la news con il cuore in gola e scopro che sono più di 30 le persone che hanno contratto l'infezione da streptococco e per tutte loro la porta di ingresso per la malattia è stata una banale ferita.

Stando a quanto riferito dai medici britannici, il rischio di contrarre questa infezione invasiva è teoricamente molto basso per la stragrande maggioranza delle persone, ma esiste ed è concreto, e il trattamento con antibiotici si rivela molto efficace se avviato precocemente. Ebbene, questa è la storia di 12 persone che non ce l'hanno fatta. Ma è anche la mia storia e fortunatamente ce l'ho fatta.

Blocco organi e setticemia, la mia storia

Mi chiamo Marcello Tansini, ho 40 anni e vivo a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano. Sono il co-fondatore di Businessonline.it, tra i primi portali italiani a occuparsi news su economia, business, lavoro, fisco, marketing, finanza, nuove tecnologie, e quella che vi sto per raccontare è la mia personale Odissea che ricalca in tutto e per tutto l'episodio dei pazienti deceduti in Inghilterra. Con una sola differenza: il finale.

Se sono qui a scrivervi è perché adesso sto bene e sebbene stia proseguendo con la terapia di riabilitazione, posso finalmente dire che il peggio è alle spalle, anche se - come si suol dire in questi casi - ma la sono vista davvero brutta. Tutto è iniziato il 29 aprile 2019 quando senza alcun preavviso la mia gamba destra ha smesso di muoversi. La sensazione provata è stata veramente strana: l'arto era paralizzato, i dolori erano lancinanti, eppure conservavo la sensibilità nella gamba.

A peggiorare la situazione ci ha pensato un improvviso attacco di febbre violenta che ha costretto i miei familiari a condurmi al pronto soccorso dell'ospedale e da qui il passaggio al ricovero d'urgenza è stato immediato. Già i primi esami avevano evidenziato la gravità della situazione. Solo per fare un esempio, i valori dei globali bianchi erano impazziti: a fronte di un massimo di 10 milioni, nel mio sangue ne circolavano oltre 27 milioni. Quasi il triplo. Ma il vero problema è stato anche un altro: la difficoltà a individuare la causa scatenante.

I medici pensano a un batterio, ma quale? Di chi tipo? E perché queste conseguenze? I batteri che provocano malattie gravi sono spesso trasportati in modo innocuo sulla pelle e si diffondono facilmente tra le persone attraverso il contatto. Le infezioni sono generalmente lievi, ma possono trasformarsi in pericolo di vita se entrano nel flusso sanguigno. Lo stesso streptococco può bloccare metti muscoli, polmoni e attaccare apparato urinario. E coloro che hanno un sistema immunitario compromesso da vecchiaia o malattia sono particolarmente a rischio.

Fortunatamente non è stato il mio caso, ma solo dopo un durissimo trattamento di antibiotici, la febbre è calata e soprattutto ho cominciato a muovere la gamba. Solo a muoverla e non a camminare, ma per me si trattava già di un grande e rassicurante risultato.

Attenzione ai sintomi e cosa fare in caso di infezione

Il trattamento a base di antibiotici è proseguito per 22 giorni, sono adesso tornata a casa, ho ripreso la quotidianità ma ancora oggi sto pazientemente proseguendo nel percorso di riabilitazione. Il mio consiglio? Non trascurare i sintomi, che sono vari: eruzioni cutanee, minuscole chiazze rosse sul palato, mal di gola, tonsille dilatate, dolori addominali, raccolte di pus sulle tonsille, ingrossamento dei linfonodi nel collo e perfino mal di testa, stanchezza o perdita di appetito, febbre e sensazione generale di malessere.

Il batterio può intrufolarsi attraverso una semplice ferita. Meglio allora confrontarsi con il medico di famiglia, non sottovalutarla e analizzare con attenzione il calore in eccesso, il rossore intorno all'esterno o lo scarico dalla zona della ferita. E ricordarsi che con un tempestivo trattamento con antibiotici, come nel mio caso, può essere salvifico.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il