Infezioni in vacanza in forte aumento, le 5 malattie più comuni. Come riconoscere

Quali sono le malattie e le infezioni più comuni che vengono in vacanza e consigli per evitarle e curarle: cosa sapere e cosa fare

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Malattie e infezioni non vanno mai in vacanza ma noi sì: è consigliabile fare sempre attenzione ai posti di vacanza in cui si decide di andare e comportarsi di conseguenza per evitare che la vacanza venga rovinata da infezioni e malattie che possono essere causate tipicamente dal luogo. Ma bisogna prendere particolari accortezze anche per evitare le più comuni malattie delle vacanze, come il semplice colpo di calore. Vediamo quali sono le cinque malattie più comuni che si contraggono in vacanza e come evitarle.

Cinque malattie più comuni in vacanza: quali sono e come evitarle

Stando a quanto emerge dalle ultime notizie, le cinque malattie più comuni e che più frequentemente si contraggono in vacanza e le raccomandazioni di WAidid su come difendersi e prevenirle sono:

  1. colpo di calore, derivante da una lunga esposizione al sole in ore particolarmente calde che porta ad un aumento elevato della temperatura corporea che si manifesta con mal di testa, febbre, nausea, irritabilità, e, nei casi più gravi, con collasso cardio-circolatorio, problema facilmente evitabile, perché basta semplicemente non esporsi troppo a lungo al sole e soprattutto nelle ore più calde e in assenza di un’adeguata protezione soprattutto per la testa;
  2. infezioni e allergie da punture di insetto, come api e vespe che causano diverse reazioni da semplici infiammazioni a problemi cutanei, addirittura allo shock anafilattico, a punture di zanzare, che soprattutto all’estero possono implicare problemi igienico-sanitari, ma in ogni caso basta munirsi delle adeguate protezioni per gli insetti, da creme specifiche e spray, o proteggersi con indumenti a manica lunga in specifiche ore del giorno e soprattutto della sera, zanzariere ed eventuali repellenti sia per l’ambiente che per la pelle;
  3. infezioni cutanee, come la micosi da piscina, causata da funghi e derivante dalla frequentazione di luoghi pubblici e dallo scarso rispetto di norme per la sicurezza igienica, caratterizzata da grosse macchie eritemato-squamose che si manifestano soprattutto sotto la pianta dei piedi o sui palmi delle mani, spesso pruriginose e molto fastidiose e che si cura con creme a base di sostanze anti-micotiche, ma per evitare tali infezioni bastano alcuni accorgimenti come l’uso di ciabattine in gomma a bordo piscina, nella doccia e nello spogliatoi, o asciugamani assolutamente personali;
  4. gastroenteriti, diarrea e intossicazioni alimentari, che possono sopravvenire soprattutto se si fanno viaggi in Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina, in America Centrale, del Medio Oriente, e che si possono prevenire evitando, per esempio, di bere in questi posti acqua dai rubinetti, facendo apposite vaccinazioni prima di partire previa informazione, chiaramente, di quelle più utili per il Paese in cui ci si reca; evitare bibite ad alto contenuto di zucchero come i succhi di frutta confezionati nei casi diarrea;
  5. reazioni da contatto causate dalle punture di meduse e tracine che causano bruciore e prurito intenso, e che devono essere subito disinfettate con acqua di mare e bicarbonato e gel a base di cloruro d’ alluminio, per contatto con meduse, o acqua bollente nel caso della puntura di tracine perchè il calore cura il dolore che viene provocato dalle tossine velenose.

Malattie in vacanza: attenzione alle infezioni resistenti
 

Stando a quanto riportano le ultime notizie, aumentano anche le infezioni prese in Italia con resistenza antibiotico e addirittura, secondo le ultime e ultimissime notizie, sarebbero circa 4mila morti all'anno solo in Italia a causa di infezioni gravi. Si tratta delle cosiddette infezioni resistenti, causate da batteri resistenti agli antibiotici che spesso si contraggono quando si fanno vacanze in aree come Africa, Sudest Asiatico, Sudamerica e che portano a sviluppare malattie come infezioni urinarie o respiratorie e sono particolarmente pericolosi per persone più fragili, come anziani o soggetti con specifiche patologie.   

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di Marianna Quatraro pubblicato il
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