Malati come cavie in Italia a loro insaputa. Tante storie e denunce gravi

A portare alla luce queste vicende ci ha pensato l'inchiesta giornalistica Implant Files, risultato di un anno di lavoro, e ripresa anche in Italia.

Malati come cavie in Italia a loro insap

Tante storie e denunce molto gravi

Chiamarla malasanità non basta perché questi sono veri e propri racconti drammatici che coinvolgono pazienti di ogni età, anche bambini. A ogni storia di protesi a rischio impiantate e a ogni denuncia di impianto difettoso corrisponde il racconto di uno strazio. E non si può che rimanere sorpresi perché queste situazioni si verificano nel 2019, quando la tecnologia, l'innovazione, il sapere e i progressi della medicina avrebbero dovuto ridurre al lumicino questi casi.

E invece sono tantissime le testimonianze dei pazienti che vivono con strani e non funzionanti congegni nel corpo, impiantati nelle sale operatorie di ogni Paese. E non tutti hanno avuto la possibilità di raccontare la propria storia.

Il bambino cavia per testare un nuovo prodotto per il cuore

A portare alla luce queste vicende ci ha pensato l'inchiesta giornalistica Implant Files, risultato di un anno di lavoro di 252 giornalisti di 59 testate con sede in 36 nazioni, ripresa in Italia dal settimanale L'Espresso. Tra le vittime di dispositivi medici difettosi, pacemaker e protesi, impiantati nel corpo dei malati ci sono anche italiani.

Come il piccolo Erik, bambino veneto che - in base a quanto si legge - è stato letteralmente usato come cavia per testare un nuovo prodotto per il cuore. È nato con la malformazione congenita tetralogia di Fallot che impedisce la crescita e i movimenti. Tra le varie soluzioni prospettate, i genitori si lasciano convincere dal dispositivo Cormatrix ovvero una membrana che sarebbe cresciuta insieme ai tessuti mettendo a posto il funzionamento del cuore.

Si tratta di una membrana ricavata da tessuti di origine suina e bovina a cui collegati alcuni casi sospetti: 7 morti, 259 lesioni e 18 guasti. Fino a quel momento il Cormatrix sarebbe stato applicato solo su pazienti adulti e non sui bambini. Il papà di Erik non sapeva nulla e ha scoperto solo in seguito che il figlio sarebbe stato usato come cavia.

Di conseguenza "si configura come sperimentazione clinica e richiede l’approvazione di un protocollo". Il risultato? Nuovi interventi operatori per cercare di rimuovere la membrana, ma è senza risultati proprio perché la membrana si è mischiata con le cellule. L’ospedale di Padova, racconta l'Espresso, ha risarcito la famiglia di Erik, ma in misura tale da non coprire le spese sanitarie.

Malati italiani con protesi e impianti difettosi

E con un effetto a catena ecco che con l'inizio dell'inchiesta giornalistica Implant Files delle pubblicazioni sono moltiplicate le denunce e le segnalazione dei cittadini italiani alle prese con drammatiche esperienze di malasanità. Si legge di infusori di insulina che impazziscono, persone costrette a convivere con un dispositivo-killer sotto la pelle, valvole cardiache difettose, neuro-stimolatori che sprigionano scosse elettriche, protesi tossiche. E dietro a ognuno di questo racconto c'è una famiglia distrutta.

L'Espresso e l'International Consortium of Investigative Journalists danno la possibilità di verificare se il proprio dispositivo è sicuro o se ha avuto segnalazioni negative in passato.

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di Luigi Mannini pubblicato il