Microplastiche sempre più presenti nel corpo umano nuovo studio. Come le assumiamo e rischi per la salute

L’uomo ogni anno ingerisce circa 50mila microparticelle di plastica: risultati di un nuovo studio ed effetti sulla nostra salute

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Le microplastiche (qualsiasi pezzettino di plastica di dimensioni inferiori ai 5 millimetri) sempre più presenti non solo in mare ed oceani, causa della morte di tantissimi abitanti delle acque e considerate gravissimo problema di inquinamento, ma anche nel corpo umano: a svelarlo è un nuovo studio secondo cui bere, per esempio, acqua in bottiglia sarebbe la prima causa di assunzione di microplastiche da parte del corpo umano.

Microplastiche nel corpo umano: lo studio

Stando alle ultime notizie emerse da un nuovo studio condotto dall’Università di Victoria in Canada e apparso sulla rivista Environmental Science and Technology, sulla quantità di particelle microplastiche presenti non solo nell’aria delle nostre città ma anche in pesci e crostacei, zucchero e sale, birra e acqua, tra cibo e bevande, l’uomo ogni anno ingerisce circa 50mila microparticelle di plastica.

Ma è possibile che si tratti di un numero che in realtà potrebbe essere anche superiore, perché lo studio si è basato solo un una serie di cibi e bevande. E secondo i ricercatori canadesi, bere acqua in bottiglia è tra le principali cause di assunzione di microparticelle di plastica da parte del copro umano. Secondo le ultime notizie, l’acqua in bottiglia conterrebbe in media 22 volte più microplastiche dell’acqua del rubinetto, per cui chi beve solo acqua in bottiglia assumerebbe 130.000 particelle all’anno rispetto ai 4.000 microplastiche dell’acqua del rubinetto.

Plastica nel corpo umano: i rischi per la salute

In virtù delle ultime notizie sulle enormi quantità di plastica che finiscono in mari ed oceani  è stato accertato quanto dannoso sia questo materiale per la salute di mari ed oceani, considerando che la plastica si discioglie in diversi anni e viene ingerita da molti abitanti di mari e oceani provocando molti problemi oltre che la stessa morte per soffocamento degli stessi animali.

Per quanto riguarda gli effetti e i rischi delle microplastiche sulla salute umana, in realtà non è ancora stato calcolato quanto e in che misura le microparticelle ingerite possano risultare effettivamente nocive per l’organismo umano.

Secondo quanto emerso da uno studio del 2017, la microplastica potrebbe avere un effetto tossico sul nostro organismo se accumulata nel lungo tempo proprio perché diversi tipi di plastica hanno proprietà tossiche e alcune sono realizzate con sostanze chimiche nocive per il sistema immunitario dell’organismo umano.

Microplastiche: emergenza da affrontare

I risultati sulla presenza di microplastiche sempre più elevate nel corpo umano sono solo gli ultimi di recentissimi studi che danno la misura di quanto allarmante sia diventata la situazione della diffusione di plastica e microplastica. Si tratta, infatti, di un tema molto attuale e che da tempo si sta affrontando, in alcuni Paesi con rimedi risolutivi come il totale bando di questo materiale e di tutti gli elementi da esso composti, a partire da posate, piatti e bicchieri di plastica.

Sono, infatti, diversi i Paesi nel mondo che hanno deciso il divieto di vendita di questi prodotti il cui smaltimento non è sempre fatto correttamente, considerando che spesso vengono abbandonati sulle spiagge e finiscono in mare. E l’emergenza è davvero forte in tal senso rappresentando un grosso problema ambientale e sanitario considerando che, stando alle ultime notizie, la plastica arriva nei bacini idrici direttamente in forma di microplastica o di oggetti plastici che poi si degradano entrando nel ciclo dell'acqua e nei cicli biologici e contaminano a livello globale anche dell'acqua potabile.

Ben l'83% dei campioni di acqua potabile prelevati in diverse parti del mondo è, infatti, risultato contaminato e questo, come sopra accennato, può comportare effetti tossici sulla salute umana.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il