Morto a 12 anni per influenza e complicazioni. Non sottovalutate questi sintomi chiede la madre

L'appello di una mamma a tutti i genitori, alle mamme e ai papà, affinché siano sempre vigili e attenti. Una semplice febbre può trasformarsi in un dramma.

Morto a 12 anni per influenza e complica

Morto a 12 anni: influenza con complicazioni


Una vicenda molto triste, un ragazzino di soli 12 anni morto per le complicazioni di una influenza e la madre che si fa forza e lancia un appello per evitare che possano succedere cose simili ad altri bambini

Questa è una storia triste, molto triste. Quella di un bambino morto a 12 anni per le complicazioni di un'influenza. Una storia inimmaginabile per la gravità del fatto. Di fronte a quella che sembrava una banale febbre si è consumato un vero e proprio dramma. Perché chi sospetterebbe che dinanzi a un termometro che segnala una temperatura corporea più alta, mal di testa e conati di vomito ci possa essere una degenerazione tale da portare alla morte? Eppure è quello ch è successo al piccolo Dylan, morto un paio di settimane fa a 12 anni a Stoke-on-Trent, nel Regno Unito, proprio per via di inattese complicazioni dell'influenza. Ma anche per una diagnosi non sufficientemente tempestiva. Perché il bimbo era affetto di sepsi. Da qui l'appello della mamma, la 36enne Sarah Day, di non sottovalutare mai alcun sintomo.

Muore a 12 anni, l'appello della mamma

La tragedia è di quelle che segna il cuore. Della mamma, in prima battuta, ma anche di chi ne viene a conoscenza. Ed è proprio la mamma di Dylan a cercare di tirare su il morale ovvero a lanciare un appello a guardare avanti con fiducia ovvero a informarsi e conoscere i sintomi dell'influenza per evitare che una banale febbre si trasformi nel killer dei figli. Il suo è quindi un appello di una mamma a tutti i genitori, alle mamme e ai papà, affinché siano sempre vigili e attenti. E lo ha fatto con un lungo e toccante post sulla pagina pubblica In memory of our beloved son Dylan Day ovvero in memoria del nostro amato figlio Dylan Day. Anche questo è un gesto d'amore per la vita.

Nel caso del bambino britannico, le condizioni sono peggiorate improvvisamente anche perché i familiari non ne avevano interpretato i sintomi nella maniera corretta. Nessuno ha dato sufficientemente peso all'aspetto pallido e al colorito bluastro, alle difficoltà a svegliarsi, al respiro affannato, alle pulsazioni rapide e allo sfogo cutaneo. In tutte queste circostanze - è adesso il suggerimento della mamma - meglio rivolgersi al medico o andare subito all'ospedale pià vicino perché con le debolezze e la fragilità dei bambini non si scherza. La mamma ricorda di aver combattuto fino alla fine, ma le condizioni non si sono mai stabilizzate, fino a quando è morto all'ospedale di Liverpool. E Dylan non si lamentava mai, ha sopportato tutto con grande coraggio.

Tuttavia è pur vero che il pericolo di sepsi, quello che ha portato alla morte di Dylan, è comunque raro. Ma è proprio per questa ragione che non va sottovalutato. Il rischio è appunto la perdita della vita.







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di Chiara Compagnucci pubblicato il