Olio di Palma tolto da alimenti. E ora manca il burro

Il burro fa male si diceva una volta. Oggi invece ne vengono decantate le proprietà benefiche che sta spadroneggiando fino a diventare addirittura merce rara dopo aver sostituito l'olio di palma

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Il tramonto dell'olio di palma come ingrediente nel settore alimentare ha dato il via libero al consumo di burro. Che sta scarseggiando in Francia


Se non è zuppa è pan bagnato. La crociata partita mesi orsono contro gli effetti dannosi per la salute dell’olio di palma ha portato a un primo successo degli strenui difensori della salute senza se e senza ma. La voce degli anti olio di palma è stata talmente forte da ottenere che il prodotto fosse tolto dagli alimenti.

Ma siccome è pur vero che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, questa decisione ha avuto una conseguenza che forse in pochi avevano previsto. L’olio di palma, bandito praticamente da tutti i prodotti alimentari dove era stato utilizzato, ha lasciato spazio al burro, sostituto naturale ed alimento fino a poco tempo fa sottoposto ad uguale trattamento. Il burro fa male si diceva.

Danni al cuore e al sistema circolatorio se si consuma troppo burro avvertiva il professor tal dei tali invitato all’ultima trasmissione televisiva con approfondimenti continui sulla salute. Poi invece si sono scoperte le qualità benefiche anche da questo alimento che sta spadroneggiando in lungo e in largo.

Ma l’allarme viene lanciato proprio da Coldiretti che mette in relazione l’abolizione dell’olio di palma da tutti gli alimenti e la carenza di burro che si sta riscontrando oggi nei supermercati francesi con il rischio di mettere in ginocchio un comparto fondamentale dell’economia come la produzione dei tradizionali cornetti, croissant e broches. Ripercussioni che si fanno sentire anche in Italia visto che sempre più imprese hanno fatto la scelta olio di palma free.

Olio di palma tolto, ora manca il burro

Le importazioni di olio di palma ad uso alimentare in Italia hanno subito un vero e proprio crollo invertendo di colpo una rotta che negli ultimi anni aveva portato a un aumento lento ma costante del consumo di olio di palma. Una marcia indietro che è partita a causa dei possibili effetti negativi sulla salute dell’uomo dell’olio di palma. Timori ai quali si è aggiunto quello per l’ambiente visto che la produzione dell’olio di palma stava producendo un disboscamento incontrollato di foreste. Il cambio di rotta, come si diceva, ha fatto una vittima inaspettata.

Nessuno infatti aveva previsto che la produzione di burro sarebbe stata insufficiente rispetto alla domanda provocando effetti davvero incredibili. Ora, infatti manca il burro e le conseguenze più gravi in questo momento le stanno sperimentando i francesi che nella loro dieta fanno un massiccio utilizzo di burro.

A cominciare dai celeberrimi croissant. Ma se gli scaffali dei supermercati d’Oltralpe non riescono più a riempire i propri scaffali con quest’alimento, verso quali prospettive ci stiamo avviando? Inoltre l’abolizione delle quote latte, entrata in vigore nel 2015 ha contribuito in maniera determinante alla rivalutazione del burro del quale si iniziano adesso a decantare gli aspetti positivi quando, in pratica fino all’altro ieri, il coro era unanime sulla prudenza nell’utilizzo di quest’alimento molto grasso e quindi potenzialmente pericoloso per la salute dell’uomo.







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di Luigi Mannini pubblicato il