Patatine, richiamate Trafo biologiche da NaturaSì. Le ragioni

Sia patatine sfuse che patatine in sacchetto diventano protagoniste di allarme alimentare del nome poco conosciuto, è molto diffusa

Patatine, richiamate Trafo biologiche da

L'ultimo rischio per la salute proviene dall'acrilammide una sostanza presente in molti alimenti di uso comune. Scopri i rischi e come difendersi


Per diversi motivi le patatine sia in busta che non, sono ancora al centro dell'attenzione con un ritiro di prodotti delle patatine in busta Trafo e la denuncia della presenza di una sostanza molto pericolosa per la salute ovvero l'acrimiliede potenzialmente presente in tutte le patatine, ma anche in pane e pasta.

Due emergenze per le patatine, una di due settimane fa, ma ancora valida e l'altra attuale appena arrivata del ritirio delle patatite biologiche per pezzetti di legno di Naturasì

Ritiro Patatine Biologico Trafo per pezzi di legno nelle buste

Questa volta sono le patatine in busta, le cosiddette chips, a finire sotto osservazioni. E il brand di riferimento è quello che fa della qualità del prodotto il punto di distinzione. NaturaSì ha provveduto a ritirare dal mercato due lotti di patatine biologiche con sale a marchio Trafo.

Non c'è nulla di anomalo nelle chips in sé, ma c'è il rischio di trovare all'interno dei sacchetti frammenti di radici di natura legnosa. A conferma dell'importanza e della urgenza della questione, anche il Ministero della Salute ha emanato e pubblicato due distinti provvedimenti, uno ciascuno per ogni lotto. Il consiglio è di controllare le buste eventualmente acquistate e, nel caso, restituirle al punto d'acquisto per il rimborso o la sostituzione.

Più nel dettaglio, sono coinvolte le confezioni da 125 grammi, prodotte in Olanda da FZ Organic Food, con scadenza al 25 aprile 2018 e appartenenti ai lotti 25 settembre 2017 e 26 settembre 2017 e i sacchetti da 40 grammi con scadenza 2 maggio 2018 appartenenti ai lotti 3 ottobre 2017 e 4 ottobre 2017.

Patatine fritte, pane, biscotti: rischi salute per acrilammide

Non c’è pace per i buongustai, ma la preoccupazione dovrebbe essere generale visti gli alimenti che sono finiti sotto la lente di ingrandimento in queste ore. Nessuna alterazione questa volta. Né strani animaletti trovate nelle confezioni di qualche prodotto alimentare. Però quando patatine fritte, pane, biscotti possono addirittura rappresentare rischi per la salute a causa dell’acrilammide allora l’allarme scatta e scatta pure in maniera molto intensa. Pochi conoscono l’acrilammide. Basta solo sapere che rientra nelle sostanze che potenzialmente possono causare il cancro.

Una sostanza che a dispetto del nome poco conosciuto, è stata infatti scoperta a Stoccolma nel 2002 da alcuni ricercatori, è molto diffusa visto che si trova in alimenti di uso quotidiano come biscotti, pane, cereali, fette biscottate, patate, pane, caffè e anche crackers. E fin qui nessun problema. Ma se si tiene in considerazione che l’acrilammide è una sostanza tossica che si forma durante la cottura ad alte temperature di cibi che contengono sia carboidrati che proteine, c’è da preoccuparsi eccome se la cottura non viene fatta in modo giusto e la reazione chimica che si scatena aumenta il rischio potenziale che questa sostanza diventi cancerogena. Le prime polemiche sono nate per la percentuale eccessiva di acrilammide riscontrata in alcune marche di patatine fritte. Ma la cosa non riguarda solo le patatine fritte ma anche pane, biscotti ed altro.

Le patatine fritte, per ovvie ragioni, sono l’alimento più a rischio perché cotte in olio bollente. Ma l’allarme, come abbiamo già avuto modo di vedere riguarda anche pane, biscotti, cracker e altri alimenti. Rischi per la salute che, si badi bene, non discendono solo dagli alimenti acquistati, ma anche da quelli cucinati in casa senza la giusta attenzione. Quando si frigge un alimento, questa è una regola arcinota anche se sono davvero in pochi a rispettarla, bisogna fare attenzione a che il colore delle patatine, per fare un esempio, sia dorato.

Bisogna insomma evitare di far bruciare i cibi. Quando sono presenti parte brune e scure significa che la cottura è stata eccessiva e potrebbe essersi verificato un aumento dell’acrilammide. Quando si cuoce al di sopra dei 100 gradi centigradi, infatti, la sostanza comincia a formarsi, oltre i 180°, invece, la sua presenza comincia a diventare importante e pericolosa.

Acrilammide soluzioni e rimedi

È inutile cercare soluzioni e rimedi che non siano quelli dettati dal buon senso. Cosa fare per tutelarsi dall’acrilammide? Molto semplice, basta stare molto attenti quando si indossano i panni dello chef. Scegliere il cibo buono è la prima regola. E per essere sicuri di andare nella giusta direzione un buon indicatore resta senza dubbio il prezzo. O prodotti che presentano un costo davvero troppo basso non vanno acquistati affatto perché possono nascondere aspetti nocivi per la salute.

Oltre a questa prima precauzione è utile anche fare un’analisi visiva nel momento in cui ci si accinge ad acquistare un prodotto. Diffidare dalle crosticine abbrustolite su patate e prodotti da forno poiché probabilmente dimostrano che sono stati cotti a temperature troppo elevate. E poi fare attenzione al luogo di conservazione degli alimenti. Per esempio per quel che riguarda le patate bisogna conservarle in un luogo non umido ed anche buio. Se poi prima di cucinarle si tengono in ammollo in acqua calda per qualche minuto, si riducono gli zuccheri e si limita a priori la formazione di acrilammide. Ultimo consiglio utile è quello di non oltrepassare mai la temperatura di cento ottanta gradi quando si cuoce qualcosa al forno. Anche così l’acrilammide si tiene a bada in maniera più efficace.




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di Luigi Mannini pubblicato il