Pesce, basta bugie sui menu al ristorante. Il vademecum

Uno dei pregiudizi da sfatare è quello sulla qualità del pesce di allevamento che non ha nulla da invidiare per quel che riguarda la bontà e le sue proprietà nutrienti essendo ricchi di Omega 3

Pesce, basta bugie sui menu al ristorant

In arrivo il vsademecum per smascherare le bugie su un alimento molto prelibato


Il Crea ha deciso di pubblicare una vera e propria guida pensata per il consumatore in grado di sfatare alcune convinzioni che non hanno ragione d’essere sul pesce. Il claim di questa campagna potrebbe essere basta bugie sui menu del ristorante che spesso e volentieri sono pieni di imprecisioni che possono alterare e danneggiare anche il mercato oltre che confondere gli acquirenti ed i consumatori.

Basta bugie sui menu del pesce

Un modo per dire basta bugie anche sui menu. Sul pesce azzurro, ad esempio, pochi sanno che quello che può essere pescato in mare aperto, di buona qualità e così ambito nei menu dei ristoranti, non ha certo una disponibilità infinita. E spesso viene pescato con metodi illegali. Mentre la carne rosa del salmone, la specie più allevata al mondo, è uno degli alimenti più indicati vista le proprietà nutrienti. Un altro pregiudizio da sfatare consiste sulla qualità del pesce di allevamento che non ha nulla da invidiare per quel che riguarda la bontà e le proprietà nutrienti essendo essi stessi ricchi di Omega 3.

Il vademecum del Crea quindi ha l’intenzione di dare spazio alla scienza, l’unica materia a poter sfatare i falsi miti. Come quello di poter trovare durante tutto l’arco dell’anno i pesci desiderati a partire da sardine, alici, sgombri, palamite, bughe, acciughe, sarde zerri e sugarelli che non possono essere sempre presenti sui banconi dei supermercati. In questo caso, trattandosi di pesci selvatici, possono essere pescati solo in particolari periodi dell’anno e non in quantità così elevate come la domanda richiederebbe. Il pesce allevato è invece tra le produzioni più sostenibili, anche grazie al fatto che riesce a convertire il mangime in massa corporea con una proporzione che tocca quasi uno a uno.

Per ottenere un chilo di pesce, infatti, è necessario impiegare circa un chilo e mezzo di mangime, quando per allevare i suini la proporzione è di 1 a 3 e per i bovini addirittura 1 a 7. Quello che è importante sapere è che gli allevamenti costituiti in mare aperto sono in grado di garantire un elevato standard di qualità e quantità. In Italia gli allevamenti di spigole e orate, per esempio vengono allevati in gabbie disposte in mare che favoriscono il nuoto dei pesci e un ricambio continuo dell’acqua grazie alle correnti marine. Queste condizioni permettono di ridurre al minimo lo stress e l’insorgenza di malattie che rendono necessario poi l’uso di antibiotici che possono diventare nocivi per la salute dell’uomo.