Salvarsi da infarto: se in due ore si arriva in ospedale è quasi sicuro sopravvivere

Intervenire con una cura farmacologica ed una angioplastica scongiura la morte in caso di infarto. Ma va fatto entro 2 ore


In Italia, ogni anno, si registrano oltre 65.000 infarti gravi, che richiedono l'angioplastica in emergenza. Sono i dati resi noti nel corso della conferenza di presentazione del il XXV Congresso di Cardiologia "Conoscere e Curare il Cuore 2008" promosso dal Centro per la lotta contro l'infarto, che si svolgerà a Firenze dal 7 al 9 marzo.

Oggi - si legge in una nota - per la grande maggioranza dei pazienti raggiungere l'ospedale entro le prime due ore dall'insorgenza dei sintomi dell'infarto significa assicurarsi la salvezza: "Grazie all'introduzione delle Unità Coronariche e delle tecniche per ripristinare il flusso del sangue nelle arterie occluse, farmaci trombolitici e angioplastica coronarica" - ha dichiarato Filippo Crea, dell'Istituto di Cardiologia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma - "la mortalità intraospedaliera è stimata oggi al 4-5%, un tasso nettamente inferiore rispetto a 40 anni fa, quando si registrava una mortalità del 40%". In Italia il tasso di mortalità per infarto è tra i più bassi d'Europa. L'angioplastica è una pratica di intervento sempre più diffusa, che si è mostrata efficace nel ripristinare stabilmente un flusso ematico in oltre il 90% dei casi: in Italia ne vengono eseguite circa 20.000 ogni anno.

Fondamentale è il fattore tempo: più rapidamente si interviene con i farmaci e con l'angioplastica, idealmente nelle prime due ore dopo l'insorgenza dei sintomi, più aumenta la probabilità di limitare i danni cardiaci causati dall'infarto. Su questo aspetto incide anche il modello organizzativo ospedaliero: quello più efficace è a "rete". "Il modello organizzativo ospedaliero che riduce al massimo il ritardo tra l'inizio dei sintomi dell'infarto e il trattamento" - afferma infatti David Antoniucci, Divisione di Cardiologia dell'Ospedale Careggi di Firenze - "è un modello in rete, che consente la diagnosi a domicilio e simultaneamente consente l'accoglimento diretto del paziente in sala di emodinamica per eseguire l'angioplastica bypassando l'emergency room o l'unità coronaria".




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