Trasfusioni contro segni dell'età e per vivere più a lungo inventai in Silicon Valley

L'elisir di lunga vita passa anche dalla ricerche sul potere del sangue. Ecco la start-up impegnata nelle trasfusioni per rallentare l'invecchiamento.

Trasfusioni contro segni dell'età e

Sangue giovane per rallentare il tempo


Contro i segni dell'età e dell'invecchiamento, ma anche per vivere a lungo e stare meglio, più informa, dei ricercatori sovvenzionati dalla Silicon Valley avrebbero inventato delle trasfusioni di sangue per avere tali effetti. Da come è raccontato potrebbe anche essere una bufala, ma la notizia sta fabeod il giro del mondo ed è su importanti testate. Occorre, comunque, prenderla con la dovuta cautela.

Non è solo il vezzo di qualche milionario che si è arricchito troppo presto e non sa che farsene dei troppi quattrini guadagnati. Ma di una tendenza che sta prendendo sempre più piede a suon di finanziamenti e ricerca, nella convinzione che chi ha di più può spendersi per il bene della collettività. Che poi è innanzitutto il bene loro perché trovare il modo per contrastare l'invecchiamento interessa innanzitutto proprio loro. La chiave di volta sarebbe stata individuata in un nuovo sistema trasfusioni. Come dire, sangue giovane per rallentare il trascorrere del tempo ovvero i segni dell'età. E così si stanno moltiplicando oltreoceano i test di successo sui topi con tanto di interesse tra i manager della Silicon Valley. Ma l'efficacia delle trasfusioni fa discutere i medici.

Sangue giovane per rallentare il trascorrere del tempo

Viene subito in mente l'episodio di Silicon Valley intitolato The Blood Boy, in cui il magnate tecnologico Gavin Belson fa una trasfusione di sangue, preso da un adolescente per ringiovanire. Dalla fantasia alla realtà il passo è breve, considerando che è sempre più lungo l'elenco dei clienti disposti a spendere 8.000

dollari per una seduta di parabiosis offerta dalla start up Ambrosia, basata da Jesse Karmazin a San Francisco e Tampa. Come riferisce il quotidiano La Stampa, ogni sessione richiede due litri di plasma, proveniente da donatori tra 18 e 25 anni mentre i riceventi devono aver superato la soglia dei 35 anni. Tutto alla luce del sole, come dimostrato dal sito web della start-up, comunque piuttosto scarno, in cui si invitano gli interessati a lasciare i dati e prendere contatto.

La sfida dei manager delle multinazionali hi-tech

Che i grandi nomi siano interessati alla ricerca e agli sviluppi delle scienze è dimostrato dai tanti casi di cui si è a conoscenza:

  1. Facebook. Mark Zuckerberg finanzia BioRxiv, piattaforma di articoli su temi biologici. Oltre 800 documenti fruibili ogni mese nell'ottica di comprendere meglio e così combattere molte patologie.
  2. Google. Sergey Brin di Google si pone l'ambizioso obiettivo di curare la morte. Bill Maris ha il compito di investire, solo quest'anno, 425 milioni di dollari per studiare nuovi modi di combattere l'invecchiamento.
  3. Oracle. Anche Larry Ellison di Oracle si rifiuta di considerare la propria mortalità. La sola idea gli risulta incomprensibile. Non a caso il britannico The Guardian lo ha definito il James Bond della dotcom generation.
  4. Paypal. Peter Thiel, co-fondatore di Paypal è determinato a prolungare la propria permanenza sulla terra sino a 120 anni. Di 3,5 milioni la sua donazione alla Methuselah Foundation per la rigenerazione cellulare.

Di orientamento opposto è la ricerca di alcuni studiosi finlandesi che hanno messo a punto un test del sangue per misurare il rischio di morte precoce nel giro di cinque anni. Il funzionamento è chiaro: il test misura quattro bioindicatori: albumina, citrato, particelle lipopotreiche e Alfa1 glicoproteina acida. Proprio quest'ultimo è il più rilevante predittore di morte nei successivi cinque anni. In buona sostanza, più alto è l'indice ovvero la somma dei punteggi assegnati a ciascuna molecola e più alto è il rischio di passare a miglior vita nell'arco di poco anni. Non si tratta del primo studio di questo tipo, ma a quanto pare questo nuovo test del sangue sarebbe molto più accurato nella valutazione del rischio di morte rispetto ad altri metodi precedenti. Le conseguenze di questo tipo sono di carattere scientifico, etico, psicologico e persino economico.

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