Vivere a lungo e per evitare numerose malattie dormire è fondamentale. Quante ore e come

Dormire tanto aiuta a vivere a lungo. Attenzione dunque ai ritmi frenetici ai quali molti, lavoratori e non, sono costretti dalla vita moderna. Dormire almeno sette ore al giorno per vivere a lungo

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Quanto bisogna dormire per vivere più a lungo? Leggete l'articolo per saperne di più


Dormire è assolutamente fondamentale per poter vivere più a lungo e diferendersi da differenti malattie. occorre però seguire delle indicazioni e delle regole su quanto dormire e come nel modo più adatto.

Il libro che recentemente ha riacceso l’interesse mediatico intorno alla relazione tra benessere psicofisico delle persone e tempo trascorso a dormire, conferma quello che già tutti sapevano. Sarà pur vero che chi dorme non prende pesci come recita l’adagio che tutti conoscono, ma certo se immergersi nel sonno profondo farà male alla pesca, metaforicamente parlando, non si può dire la stessa cosa per quel che riguarda la salute.

Dormire tanto aiuta a vivere a lungo. Attenzione dunque ai ritmi frenetici ai quali molti, lavoratori e non, sono costretti dalla vita moderna. Altro che la celebre pubblicità di un amaro che metteva in guardia dal logorio della vita moderna. Qui non ci vuole nessun amaro.

Qui ci vuole tanto sonno avverte in buona sostanza il professore Matthew Walker originario di Liverpool e autore del libro che magnifica le magnifiche virtù del sonno. La cura è a disposizione di chiunque e non costa niente: basta dormire il giusto. L’equazione meno dormi e meno vivi sembra quindi essere vera al cento per cento.

Quanto bisogna dormire per vivere a lungo

Ma allora la domanda, come direbbe Lubrano, sorge spontanea: quanto bisogna dormire per vivere a lungo e non essere considerato un pelandrone? Nel suo libro il professore suggerisce che la dose di sonno necessaria a vivere bene e a lungo si attesterebbe intorno alle otto ore a notte.

Un traguardo che a molti di noi appare irraggiungibile. Forse per questo è meglio sapere la soglia sotto la quale non bisognerebbe mai scendere. Sette ore. Chi non rispetta nemmeno questo limite mette a rischio la propria salute e di conseguenza diminuisce la probabilità di vivere più a lungo. Purtroppo questo concetto fa a pugni con quella che può essere considerata l’etica del lavoro che una società che punta sempre di più su efficienza e velocità ha deciso di seguire come un dogma indiscutibile. Non si tratta solo di lavorare o studiare perché se a queste attività che di solito assorbono la gran parte del tempo si aggiungono la palestra, i corsi di ogni genere per adulti e bambini, le lingue da imparare o perfezionare, smartphone sempre connesso ci tiene svegli anche quando le palpebre si chiudono sugli occhi come due saracinesche automatiche.

Ecco qualche cifra che aiuta a comprendere come è cambiato il rapporto con il sonno. Nel 1942, meno dell’otto per cento della popolazione, in Europa e Stati Uniti, sopravviveva con sei ore di sonno o meno a notte. Nel 2017, una persona su due dorme sei ore o meno di sei ore per notte. Lavoro straordinario, trasporti più lunghi per lavoratori pendolari, intrattenimento moltiplicato, ansia, depressione, alcol e caffeina, sono tutte cause della trasformazione, secondo gli esperti. La cura sarebbe dunque semplice, ma richiede un cambiamento drastico di stile di vita.

Se soffrite di insonnia, o vi imponete di dormire poco, siete in buona compagnia: due terzi della popolazione adulta nei paesi sviluppati dormono meno di otto ore per notte. Che è il numero di ore di sonno consigliato dall’Organizzazione Mondiale della sanità. Il numero delle malattie collegate alla privazione del sonno è lungo e spaventoso: morbo di Alzheimer, cancro, diabete, obesità, disturbi mentali. Nessuno ha mai visto cartelli dentro ospedali e ambulatori che esortano la gente a dormire di più. Invece per l’autore è una priorità della nostra salute di cui bisogna urgentemente tenere conto.