Emozioni, innovazione e tradizione si intrecciano al Festival of Speed 2026 di Goodwood: tra hypercar futuristiche, debutti esclusivi, marchi storici e qualche delusione.
Vivere il Festival of Speed 2026 nella cornice unica di Goodwood House è un'esperienza totalizzante: il suono vibrante dei motori, l'accesso ravvicinato a piloti, tecnici e designer, la possibilità di osservare debutti mondiali di hypercar accanto a vetture storiche. Ogni angolo del parco ci ha raccontato storie di innovazione e tradizione automobilistica, avvolgendoci in un'atmosfera in cui la passione per l'auto diventa protagonista assoluta.
L'appuntamento di quest'anno ha confermato Goodwood come palcoscenico internazionale dove la competizione tra passato e futuro trova la sua rappresentazione più spettacolare. Ogni giornata vissuta nel parco di Goodwood è stata una scoperta, tra paddock affollati di appassionati e esibizioni sul celebre hillclimb, restituendo l'essenza di un raduno capace di ispirare sia gli addetti ai lavori che chi osserva con occhi sognanti le curve del progresso automobilistico.
Tra le innumerevoli novità, alcuni modelli ci hanno lasciato un segno. L'attesissimo debutto della nuova Alpine A110 elettrica, in versione prototipale, ha saputo fondere il dinamismo delle generazioni precedenti con una trazione completamente a batteria. Motivo d'entusiasmo anche per l'Aston Martin, che ha presentato tutta la nuova famiglia S, DB12 S, Vantage S e DBX S, mostrando miglioramenti su prestazioni e piacere di guida. Non poteva passare inosservata Audi Nuvolari, supercar ibrida che sintetizza tecnologie ispirate alla Formula 1, con soluzioni avanzate come l'aerodinamica attiva e un esclusivo powertrain da oltre 350 km/h.
Rolls-Royce si è distinta con la Spectre Series II, coupé elettrica dalle autonomie migliorate e una versione Black Badge che rimane l'auto più potente prodotta dalla casa fino a oggi, protagonista anche della leggendaria hillclimb. Il panorama degli esordi ha incluso la compatta elettrica Cupra Raval e le innovative Denza Z Coupé (marchio BYD), con un assetto tecnico da 1.488 CV e interni di lusso futuristico. In ottica di internazionalizzazione, il BYD Shark pickup si è presentato come primo modello del costruttore con tecnologia Super Hybrid DMO dedicata all'Europa.
Pagani Automobili ha catalizzato l'attenzione con la nuova Huayra 70 Derecho, in esclusiva mondiale nell'esclusiva colorazione Pearl Orange e elementi in glossy titanium. In pista, spazio anche per la Huayra Codalunga Speedster, la Huayra R con pack Tempesta e la raffinata Utopia Roadster. Tra gli altri momenti salienti:
Il festival è il luogo per toccare con mano il futuro del settore automotive, grazie a una vetrina senza eguali dedicata a prototipi, hypercar e tecnologie di avanguardia. Ed è proprio qui che si concentrano le più sorprendenti evoluzioni delle soluzioni elettriche, ibride e di automazione.
L'edizione 2026 ha enfatizzato la ricerca su performance estreme grazie a vetture come la Zenvo Aurora Tur e la Hennessey Venom F5-M Roadster, entrambe capaci di abbattere schematicamente i limiti della fisica applicata all'automobile di produzione. I laboratori della Formula 1 sono entrati di diritto nelle tecnologie di serie: Audi Nuvolari e Aston Martin Valhalla fanno scuola, adottando aerodinamica attiva e propulsioni derivate dal motorsport. Fra i prototipi e concept più ispiranti:
Se l'innovazione è la linfa vitale del Festival, Goodwood è anche la patria della storia motoristica. La presenza dei marchi storici arricchisce il racconto complessivo, grazie a presentazioni, restauri e celebrazioni suggestive sia sulla pista sia tra gli stand. In questa edizione, sono stati numerosi i tributi:
Non tutte le attese sono state soddisfatte, come spesso accade agli eventi di questa portata. Alcuni modelli hanno lasciato perplessi, sia per scelte tecniche, sia per mancanza di audacia nel design, sia per problemi evidenziati durante esibizioni e test:
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...