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Abbiamo visitato il Festival di Goodwood 2026: un viaggio tra le auto che più ci hanno colpito e le maggiori delusioni

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di Dott. Stefano Gallo pubblicato il
Auto che più ci hanno colpito

Emozioni, innovazione e tradizione si intrecciano al Festival of Speed 2026 di Goodwood: tra hypercar futuristiche, debutti esclusivi, marchi storici e qualche delusione.

Vivere il Festival of Speed 2026 nella cornice unica di Goodwood House è un'esperienza totalizzante: il suono vibrante dei motori, l'accesso ravvicinato a piloti, tecnici e designer, la possibilità di osservare debutti mondiali di hypercar accanto a vetture storiche. Ogni angolo del parco ci ha raccontato storie di innovazione e tradizione automobilistica, avvolgendoci in un'atmosfera in cui la passione per l'auto diventa protagonista assoluta.

L'appuntamento di quest'anno ha confermato Goodwood come palcoscenico internazionale dove la competizione tra passato e futuro trova la sua rappresentazione più spettacolare. Ogni giornata vissuta nel parco di Goodwood è stata una scoperta, tra paddock affollati di appassionati e esibizioni sul celebre hillclimb, restituendo l'essenza di un raduno capace di ispirare sia gli addetti ai lavori che chi osserva con occhi sognanti le curve del progresso automobilistico.

Le auto che ci hanno entusiasmato: novità e debutti assoluti

Tra le innumerevoli novità, alcuni modelli ci hanno lasciato un segno. L'attesissimo debutto della nuova Alpine A110 elettrica, in versione prototipale, ha saputo fondere il dinamismo delle generazioni precedenti con una trazione completamente a batteria. Motivo d'entusiasmo anche per l'Aston Martin, che ha presentato tutta la nuova famiglia S, DB12 S, Vantage S e DBX S, mostrando miglioramenti su prestazioni e piacere di guida. Non poteva passare inosservata Audi Nuvolari, supercar ibrida che sintetizza tecnologie ispirate alla Formula 1, con soluzioni avanzate come l'aerodinamica attiva e un esclusivo powertrain da oltre 350 km/h.

Rolls-Royce si è distinta con la Spectre Series II, coupé elettrica dalle autonomie migliorate e una versione Black Badge che rimane l'auto più potente prodotta dalla casa fino a oggi, protagonista anche della leggendaria hillclimb. Il panorama degli esordi ha incluso la compatta elettrica Cupra Raval e le innovative Denza Z Coupé (marchio BYD), con un assetto tecnico da 1.488 CV e interni di lusso futuristico. In ottica di internazionalizzazione, il BYD Shark pickup si è presentato come primo modello del costruttore con tecnologia Super Hybrid DMO dedicata all'Europa.

Pagani Automobili ha catalizzato l'attenzione con la nuova Huayra 70 Derecho, in esclusiva mondiale nell'esclusiva colorazione Pearl Orange e elementi in glossy titanium. In pista, spazio anche per la Huayra Codalunga Speedster, la Huayra R con pack Tempesta e la raffinata Utopia Roadster. Tra gli altri momenti salienti:

  • Zenvo Aurora Tur, hypercar danese V12 quadriturbo + tre motori elettrici per un totale di 1.850 CV.
  • Hennessey Venom F5-M Roadster, otto cilindri biturbo da 2.031 CV e soli 12 esemplari prodotti.
  • Le creature di Gordon Murray Special Vehicles (S1 LM e Le Mans GTR), sinonimo di artigianalità ed estrema cura nei dettagli.
  • McLaren, con la M6GT restaurata, le Artura e la nuova serie 788HS High Sport, ha illustrato la propria visione tra tradizione e performance.
  • Ferrari ha portato all'esordio dinamico la Amalfi e la 296 Speciale A, sottolineando il valore delle competizioni e dei vent'anni del programma XX.
L'elenco delle auto più interessanti, tra citycar elettriche MG GO! concept, supersportive Mercedes-AMG in anteprima, e una MINI Cooper Oxford Edition celebrativa, disegna un baricentro del gusto, dell'innovazione tecnica e di una visione del futuro che si confronta apertamente con la tradizione, dando concretezza a ciò che Goodwood è in grado di rappresentare nel panorama globale.

Hypercar, concept e tecnologie: le sorprese più innovative

Il festival è il luogo per toccare con mano il futuro del settore automotive, grazie a una vetrina senza eguali dedicata a prototipi, hypercar e tecnologie di avanguardia. Ed è proprio qui che si concentrano le più sorprendenti evoluzioni delle soluzioni elettriche, ibride e di automazione.

L'edizione 2026 ha enfatizzato la ricerca su performance estreme grazie a vetture come la Zenvo Aurora Tur e la Hennessey Venom F5-M Roadster, entrambe capaci di abbattere schematicamente i limiti della fisica applicata all'automobile di produzione. I laboratori della Formula 1 sono entrati di diritto nelle tecnologie di serie: Audi Nuvolari e Aston Martin Valhalla fanno scuola, adottando aerodinamica attiva e propulsioni derivate dal motorsport. Fra i prototipi e concept più ispiranti:

  • La BMW Vision M Concept, anteprima delle future M3 quad-motore elettrica e delle inedite dinamiche di guida promesse dalla Neue Klasse.
  • MG GO! concept, citycar elettrica dal look rétro-futurista che anticipa la MG2 del 2027 con una personalità decisa e un'anima da urban racer.
  • La Denza Z Coupé, con la sua architettura da 1.488 CV, proposta come manifesto di forza delle nuove realtà asiatiche emergenti anche sul premium europeo.
  • La Porsche 911 Reimagined by Singer, che in un'installazione spettacolare ha saputo ridefinire il concetto di restomod e auto da collezione, coniugando heritage e contemporaneità.
Sullo sfondo, il padiglione FOS TECH e le dimostrazioni sulla guida autonoma, le nuove batterie ad alta densità, l'integrazione digitale veicolo-utente e le innovazioni su materiali leggeri e riciclabili hanno strutturato un percorso vero sul domani dell'automobile, rendendo Goodwood una piattaforma privilegiata per osservare l'impatto diretto dell'innovazione industriale.

I marchi storici e la celebrazione della tradizione a Goodwood

Se l'innovazione è la linfa vitale del Festival, Goodwood è anche la patria della storia motoristica. La presenza dei marchi storici arricchisce il racconto complessivo, grazie a presentazioni, restauri e celebrazioni suggestive sia sulla pista sia tra gli stand. In questa edizione, sono stati numerosi i tributi:

  • Ferrari: i vent'anni del programma XX e i 75 anni dal primo successo in F1, con una parata di monoposto e la speciale 296 Speciale A.
  • Bmw: quarantesimo anniversario della M3, esposizione di modelli storici e la rievocazione delle glorie del motorsport tedesco affiancata alle proposte Neue Klasse.
  • La MINI Cooper Oxford Edition ha rimarcato il legame con la produzione del marchio in UK.
  • McLaren ha restaurato la M6GT, mostrando l'evoluzione del proprio know-how tra passato e futuro.
  • Pagani ha scelto proprio Goodwood per raccontare il percorso artigianale che parte dalla Zonda F Roadster e si estende alle ultime creazioni in tiratura limitata.
Senza dimenticare la presenza di club, registri storici e una Hillclimb che ha visto in gara sia Formula 1 d'epoca che road car moderne, confermando il valore di Goodwood come punto di incontro per appassionati e addetti ai lavori amanti della cultura automobilistica autentica.

Le più grandi delusioni del Goodwood Festival 2026

Non tutte le attese sono state soddisfatte, come spesso accade agli eventi di questa portata. Alcuni modelli hanno lasciato perplessi, sia per scelte tecniche, sia per mancanza di audacia nel design, sia per problemi evidenziati durante esibizioni e test:

  • Lamborghini Urus SE Performante, attesa come regina dei super-SUV, ha convinto solo in parte: i numeri parlano di potenza record, ma il feeling di guida e il rapporto emozione/prezzo non hanno restituito le sensazioni tipiche della casa di Sant'Agata, lasciando una parte degli addetti ai lavori dubbiosi.
  • MG Cyber e MG GO!, pur apprezzate come design e potenzialità di mercato, si sono rivelate ancora acerbe sotto il profilo tecnico e dinamico, con soluzioni software e materiali che hanno evidenziato limiti in termini di qualità percepita e finitura.
  • BYD Shark pickup: molto atteso per tecnologia e prezzo-veicolo, ma la dinamica su strada e finiture non hanno saputo convincere chi cerca un'esperienza allineata ai migliori brand europei.
  • Cupra Raval: presentata come supermini elettrica rivoluzionaria, ha deluso per alcune scelte sulla gestione della batteria e sull'autonomia reale, distante da quanto annunciato in fase di anteprima.
  • Infine, alcune hypercar e concept annunciate non sono comparse davanti al grande pubblico o sono state presentate in configurazioni troppo prototipali, alimentando attese che rischiano di restare tali anche nei mesi a venire.
In generale, la sensazione è stata quella di un dinamismo tecnologico molto enfatizzato nelle strategie di comunicazione, ma non sempre supportato fino in fondo dall'effettiva esperienza sul campo.


Dott. Stefano Gallo

Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.

Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...