I pneumatici influenzano consumi di carburante e impatto ambientale più di quanto si pensi. Dalla resistenza al rotolamento all'etichetta energetica, passando per pressione, tipologia e modelli testati.
Negli ultimi anni la crescente attenzione ai consumi delle automobili e all'impatto ambientale dei trasporti ha portato ad analizzare con maggiore cura ogni singolo componente del veicolo. I pneumatici, troppo spesso considerati solo in funzione della sicurezza e dell'aderenza, sono in realtà uno degli elementi chiave nel determinare quanta energia viene spesa per muovere l'auto e, quindi, quanto carburante viene realmente consumato.
Resistenza al rotolamento è la forza che si oppone al movimento dello pneumatico sulla strada. Si tratta di un parametro essenziale nella determinazione dell'efficienza di una gomma, perché quando questa forza è elevata il motore deve lavorare di più, consumando maggiore quantità di carburante. Statistiche ed esperienze di settore mostrano che la resistenza al rotolamento può incidere anche fino al 20% sui consumi totali di un veicolo.
Il tema è stato a lungo dibattuto, con numerosi test su strada e valutazioni indipendenti condotte da enti come Assogomma e Federpneus oltre che da riviste specializzate. I risultati confermano che pneumatici con bassa resistenza al rotolamento consentono di risparmiare carburante in maniera sensibile: la differenza di consumo tra prodotti di classe energetica A e G può arrivare a 0,6 litri ogni 100 km, corrispondente a circa cinque pieni in meno durante l'intera vita delle gomme.
L'impatto economico è notevole. In Italia, si stima che l'adozione di gomme efficienti potrebbe ridurre i consumi di quasi 730 milioni di litri di carburante all'anno, con un beneficio stimato in oltre un miliardo di euro di risparmio per gli automobilisti e una diminuzione significativa delle emissioni di CO2. Non va però trascurato che la reale efficienza dipende anche dalle abitudini di utilizzo, dallo stato dei pneumatici e dalla loro corretta manutenzione. I principali fattori che influenzano la resistenza al rotolamento includono:
I test condotti da Assogomma e Federpneus e altre realtà indipendenti mettono in luce alcune delle migliori soluzioni in ottica di efficienza energetica:
Oltre alla scelta e alla cura delle gomme, ci sono ulteriori elementi che incidono sulle prestazioni energetiche:
Per aiutare i consumatori a orientarsi fra le diverse opzioni disponibili, l'etichetta europea degli pneumatici, introdotta e aggiornata dal Regolamento UE nel corso degli anni, fornisce una classificazione energetica basata su criteri oggettivi. Oltre alla resistenza al rotolamento, l'etichetta mostra anche l'aderenza sul bagnato e il livello di rumorosità esterna:
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Classe Energetica |
Risparmio medio carburante su 100 km rispetto alla classe successiva |
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A |
- |
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B |
0,1 litri in meno rispetto a C |
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C |
0,3 litri in più rispetto ad A |
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G |
0,6 litri in più rispetto ad A |
La classe A garantisce la minima resistenza al rotolamento e dunque il consumo più contenuto. Scegliere gomme di questa categoria può significare risparmiare, durante l'intera vita dello pneumatico, l'equivalente di cinque pieni di carburante. L'etichetta, inoltre, è facilmente consultabile grazie anche alla presenza di un QR code che permette di accedere a informazioni supplementari sulla specifica gomma.
L'importanza della classificazione non riguarda solo l'aspetto economico, ma anche la riduzione delle emissioni inquinanti. A seconda dell'efficienza, le differenze si riflettono anche sui livelli di CO2 prodotti. Pneumatici più performanti alleggeriscono quindi l'impatto ambientale del parco auto circolante.
Un aspetto importante da considerare è che le prove per attribuire le classi energetiche sono regolamentate dalla normativa UE: si tratta di processi standardizzati, ma solo i test su strada di enti indipendenti e le opinioni dei consumatori consentono verifiche reali e affidabili sulle prestazioni in condizioni variabili.
Mantenerle in stato ottimale è uno strumento di risparmio costante per ogni automobilista. Pneumatici ben gonfiati riducono la resistenza al rotolamento e permettono al motore di lavorare meno: una pressione troppo bassa delle gomme può aumentare i consumi anche fino al 6% e favorire un'usura irregolare, oltre a compromettere la sicurezza di guida. Consigli per una manutenzione efficace:
Una regolare attenzione a queste pratiche si traduce anche in un minor impatto ambientale, grazie a una riduzione delle emissioni inquinanti legata ai minori consumi.
Tipologia e stagione d'uso rivestono un ruolo non marginale nei consumi. Pneumatici estivi, progettati per funzionare in temperature miti o elevate, presentano generalmente una mescola più dura e un battistrada studiato per la massima efficienza, offrendo la minore resistenza al rotolamento fra le varianti comuni. Questa caratteristica fa sì che siano i più indicati per ridurre i consumi nei mesi caldi o in aree dal clima temperato.
Nel caso delle gomme invernali, la mescola più morbida garantisce sicurezza in condizioni di neve e ghiaccio, ma al costo di una resistenza al rotolamento leggermente maggiore, con conseguente piccolo aumento dei consumi. Tuttavia, offre un vantaggio irrinunciabile in termini di aderenza e stabilità durante la stagione fredda.
Le gomme 4 stagioni rappresentano un compromesso efficace, grazie a una mescola bilanciata. Solitamente comportano una leggera penalizzazione nei consumi rispetto alle estive, ma evitano i costi e la gestione dei cambi stagionali. Sono particolarmente consigliate per chi percorre pochi chilometri annui o vive in zone a clima mite.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...