Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Carta Dedicata a Te, cosa fare se non ci si trova in elenco e se si hanno ricevuto i 500 euro per non perderli

WhatsApp X Telegram
di Dott. Giovanni Matano pubblicato il
Carta Dedicata a Te, cosa fare se non ci si trova in elenco e se si hanno ricevuto i 500 euro per non perderli

Hai ricevuto i 500 euro o non trovi il tuo nome nell’elenco? Cosa controllare nelle liste dei Comuni, a chi rivolgerti e quale data ti fa perdere il contributo se non rispetti la regola dell’acquisto.

Dal 4 novembre 2026 sono partite le ricariche da 500 euro della Carta Dedicata a Te, il contributo per la spesa alimentare destinato a 1.177.597 nuclei familiari individuati dall’Inps. Non serve presentare domanda: le liste le costruisce l’Istituto e i Comuni le pubblicano. Per questo i dubbi sono due, e opposti. C’è chi non si trova nell’elenco e non sa se è stato escluso, e c’è chi si è visto accreditare la somma e rischia di perderla per una dimenticanza. In entrambi i casi esiste una data che conta più di tutte: il 16 dicembre 2026.

Non ti trovi nell’elenco: prima di tutto controlla di cercare la cosa giusta

Gli elenchi dei Comuni non riportano nomi e cognomi. Ogni famiglia si riconosce da un numero di protocollo della Dsu, la Dichiarazione sostitutiva unica con cui hai chiesto l’Isee, che per quest’anno inizia con la sigla «INPS-ISEE-2026». Se cerchi il tuo cognome, non lo troverai mai. Il protocollo si legge nelle prime righe dell’attestazione Isee e si ripete a margine delle pagine successive: puoi recuperarlo anche dal portale Inps, nell’area dedicata all’Isee.

Il secondo controllo riguarda dove guardare. Le liste sono pubblicate sul sito del Comune di residenza, di solito nella sezione avvisi, notizie o servizi sociali, e in molti casi sono online dalla metà di ottobre. Alcuni Comuni le hanno pubblicate più tardi, a inizio novembre, quindi se non la trovi oggi non significa che non esista. Se il sito non è chiaro, il riferimento è l’ufficio dei servizi sociali: può dirti dove è stato caricato l’avviso e come ritirare la carta, non può però modificare l’elenco.

Se davvero non ci sei: i requisiti da verificare e a chi rivolgerti

Se sei certo di aver cercato il numero giusto nel posto giusto, il passo successivo è capire perché potresti non essere stato incluso. Il contributo è riservato ai nuclei residenti in Italia e iscritti all’anagrafe, con un Isee ordinario in corso di validità non superiore a 15.000 euro. L’Isee deve essere valido alla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, il 3 agosto 2026: un’attestazione scaduta o non ancora presentata a quella data può far scomparire la famiglia dalla graduatoria. Sono invece esclusi i nuclei in cui qualcuno riceve Assegno di inclusione, Carta acquisti o altre misure nazionali, regionali o comunali di sostegno al reddito e di contrasto alla povertà. Lo stesso vale per chi percepisce Naspi, Dis-Coll, cassa integrazione o altre prestazioni per la disoccupazione.

Poi c’è la graduatoria. Il numero delle carte è limitato, e l’Inps ordina le famiglie secondo una priorità. Hanno la precedenza i nuclei in cui c’è almeno un componente nato entro il 2012, poi quelli con un componente nato entro il 2008, infine gli altri. All’interno di ogni gruppo passano prima i nuclei con l’Isee più basso. È una regola che spiega molte esclusioni apparentemente ingiuste: due famiglie con gli stessi requisiti possono avere esiti diversi per una differenza di pochi euro di Isee o per l’età dei figli.

A chi rivolgersi? Negli anni scorsi i Comuni hanno chiarito che la lista è predisposta dall’Inps e che il Comune non può inserire nessuno né modificare l’elenco: l’ente a cui presentare obiezioni o chiedere chiarimenti sull’esclusione è l’Inps, attraverso i canali di contatto dell’Istituto o una sede territoriale. Anche per il 2026 non esiste una procedura formale di ricorso: l’indicazione degli anni scorsi resta il riferimento, ma conviene confermarla direttamente con l’Inps.

Un’avvertenza utile: poiché il contributo si assegna in automatico, nessuno può chiederti denaro o moduli per metterti in lista. Se qualcuno lo propone, non agisce per conto dell’Inps. Prima di scrivere all’Inps conviene quindi avere in mano l’attestazione Isee, il codice fiscale e una verifica dei redditi e delle prestazioni percepite in famiglia: sono i dati su cui l’Istituto controlla i requisiti.

Hai ricevuto i soldi: cosa fare entro il 16 dicembre per non perderli

Qui la regola è semplice e non ammette eccezioni. Per conservare il contributo 2026 devi fare almeno un pagamento con la carta entro il 16 dicembre 2026. Basta anche una spesa di pochi euro: non devi spendere i 500 euro in una volta, ma devi fare il primo acquisto prima della scadenza, perché è quel pagamento ad «attivare» il beneficio. Dopo, il saldo resta disponibile per le spese successive. Chi non lo fa decade dal contributo di quest’anno, ma non perde la seconda quota prevista per il 2027.

Il modo di ottenere la carta dipende dalla tua situazione. Se eri già beneficiario in passato e sei stato confermato nella nuova lista, la ricarica arriva sulla Postepay che hai già e la carta si riattiva con il primo acquisto. Se sei un nuovo beneficiario, devi ritirarla presso un ufficio postale abilitato: molti Comuni comunicano al cittadino un codice identificativo e una lettera da portare allo sportello, insieme al codice fiscale e a un documento d’identità valido. Se non hai ricevuto nulla e il tuo protocollo è nell’elenco, contatta i servizi sociali del Comune per sapere come ritirare la lettera.

Puoi usare la carta in tutti i negozi che vendono generi alimentari di prima necessità. Sono esclusi gli alcolici, il carburante e gli abbonamenti ai trasporti pubblici. Se perdi il PIN o la carta viene smarrita, rubata o deteriorata, devi rivolgerti a Poste Italiane: in ufficio postale o al servizio clienti puoi chiedere un duplicato, e in alcuni casi serve la copia della denuncia o la restituzione della carta vecchia. Chi ha già ricevuto il bonus in passato può controllare l’accredito anche a uno sportello Postamat, con il PIN.

Dopo il 16 dicembre: la seconda quota del 2027 e le date da segnare

La Carta Dedicata a Te di quest’anno vale per due annualità. L’Inps ha predisposto un’unica lista per il 2026 e il 2027, e la seconda ricarica da 500 euro è prevista da aprile 2027. Anche in questo caso bisogna fare il primo pagamento: la finestra va dal 1° aprile al 31 agosto 2027, e l’intero importo va speso entro il 10 ottobre 2027. Il totale per le famiglie che restano in lista è quindi di 1.000 euro in due anni, anche se l’importo del 2027 resta subordinato ai fondi disponibili e potrebbe essere rivisto.

Un dettaglio che molti non sanno: la lista non è per forza identica a quella degli anni passati. Le carte emesse in precedenza restano valide solo se il beneficiario è confermato nelle nuove liste, perché l’Inps ha riesaminato i requisiti e gli Isee possono essere cambiati nel frattempo. Chi non è stato confermato quest’anno non ha quindi diritto a ricevere la ricarica sulla vecchia carta. In sintesi, se sei nell’elenco, usa la carta entro il 16 dicembre; se non ci sei, controlla il protocollo Dsu, verifica Isee e requisiti e rivolgiti all’Inps.




Dott. Giovanni Matano

Il Dott. Giovanni Matano è un esperto di fiscalità pratica e consulente fiscale con oltre 15 anni di esperienza nel settore. Laureato in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi di Milano, ha dedicato la sua carriera a supportare piccole e medie imprese nella pianificazione fiscale e nell'ottimizzazione delle agevolazioni fiscali. La sua competenza si estende anche ...