Quando il traffico si ferma, le regole potrebbero cambiare per chi guida un’auto e per chi va in moto o scooter: cosa prevede il testo, quali sanzioni sono in arrivo
Chi resta intrappolato in una coda sa che le moto e gli scooter tra le auto sono una delle scene più discusse del traffico italiano. Il nuovo codice della strada, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026, prova a dare una regola a questo scenario con la cosiddetta corsia virtuale: quando il traffico si blocca, le auto dovrebbero spostarsi ai lati per lasciare un varco centrale a moto, scooter e mezzi di soccorso. Non servono nuove strisce né segnaletica, ma un comportamento obbligatorio, con multe da 80 a 320 euro.
Il provvedimento è uno schema di decreto legislativo che riscrive parti del codice della strada. Il 13 ottobre il Consiglio dei ministri lo ha approvato soltanto in via preliminare. Mancano ancora la fase consultiva (una fonte indica che dovrebbe chiudersi il 12 gennaio 2027), i pareri del Parlamento, l’approvazione definitiva del Governo, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e i decreti attuativi che dovranno chiarire gli aspetti pratici.
Sulle date le fonti non coincidono. Una ricostruzione indica l’entrata in vigore formale al 1° aprile 2027, con applicazione delle nuove regole dal 1° gennaio 2028 o, forse, dal 1° aprile 2028. Un’altra parla solo di un’applicazione intorno al 1° gennaio 2028. In ogni caso il testo può ancora cambiare, e finché non sarà pubblicato le regole di oggi restano quelle attuali: nessuna corsia virtuale è prevista, e nessun obbligo di spostarsi per far passare le moto.
È un punto da tenere presente, perché nei titoli e nei commenti circola spesso l’idea di una novità già operativa. Quello di cui si parla è una proposta, anche se con un passaggio importante già alle spalle.
Il riferimento è l’articolo 51 dello schema di decreto: il corridoio per le moto è al comma 14, la corsia di emergenza al comma 12. La regola per le auto vale quando il traffico è fermo o a “bassissima velocità” su strade urbane a carreggiate separate con più corsie.
In pratica, chi si trova nella corsia di sinistra deve accostarsi al margine sinistro e chi è nella corsia di destra al margine destro, lasciando uno spazio libero al centro. Gli automobilisti devono quindi “lasciare spazio sufficiente per consentire il passaggio di moto e ciclomotori”. Non c’è segnaletica né una nuova striscia: il meccanismo si basa sul comportamento di chi guida.
Chi non si sposta rischia una multa da 80 a 320 euro e la decurtazione di due punti dalla patente. I mezzi di soccorso mantengono la precedenza assoluta. Sulle autostrade e sulle strade extraurbane a carreggiate separate prive di corsia di emergenza, l’obbligo è invece di lasciare spazio ai mezzi di emergenza in servizio urgente.
Un esempio aiuta a capire (è una nostra illustrazione, non un caso previsto dal testo). Su una tangenziale con tre corsie per senso di marcia, ferma per un incidente più avanti, chi è a sinistra tenderebbe verso il margine sinistro, chi è a destra verso il destro, e chi è in mezzo si sistemerebbe di conseguenza. Il risultato dovrebbe essere uno spazio centrale, abbastanza largo da far passare uno scooter o una moto e, se serve, un mezzo di soccorso. L’idea è che il varco si formi prima, invece di costringere tutti a spostarsi all’ultimo momento quando arriva un’ambulanza.
Le modalità operative saranno definite nei decreti successivi. Secondo una delle ricostruzioni, la norma non autorizza il sorpasso delle auto in qualsiasi condizione di traffico: il varco vale solo con colonne ferme o quasi.
Per i motociclisti le novità sono due. La prima riguarda la corsia di emergenza su autostrade e strade extraurbane principali. Il testo prevede che moto e ciclomotori possano usarla quando la carreggiata principale è bloccata o molto rallentata, per esempio dopo un incidente grave. Non diventa una corsia riservata: i motociclisti devono procedere a bassa velocità, essere in grado di farsi da parte in ogni momento e dare la precedenza a forze dell’ordine e soccorsi. Il limite numerico di velocità non è indicato e dovrà essere stabilito dal testo finale.
Oggi l’uso della corsia di emergenza per superare le auto in coda è vietato. L’unica eccezione riguarda chi deve uscire dall’autostrada, a partire dal cartello posto 500 metri prima dello svincolo. Secondo una ricostruzione, la violazione comporta una multa da 430 a 1.731 euro, la perdita di 10 punti e la sospensione della patente da due a sei mesi.
La seconda novità è la protezione obbligatoria. L’articolo 68 dello schema impone di indossare guanti e paraschiena in autostrada, sia per il pilota sia per il passeggero. Standard tecnici, omologazioni e certificazioni saranno definiti da un successivo provvedimento del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, quindi per ora non si sa quali prodotti saranno considerati validi.
Per orientarsi, conviene tenere distinte le tre misure principali, tutte ancora allo stato di proposta:
Per gli automobilisti, il messaggio è semplice: se il testo verrà approvato, in coda si dovrà essere pronti a spostarsi e a lasciare un varco, sapendo che l’obbligo vale soprattutto per l’incolonnamento fermo e che chi non lo rispetta rischia sanzioni. Per i motociclisti, la corsia di emergenza non sarà una scorciatoia ma un’eccezione in caso di blocco, con l’obbligo di dare la precedenza ai soccorsi e di indossare protezioni specifiche.
Nel frattempo non cambia nulla. Le regole attuali restano in vigore fino alla pubblicazione e all’applicazione del nuovo testo, e conviene seguire gli aggiornamenti del Parlamento e del Ministero.
Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...