Dal 2006 il tuo sito imparziale su Lavoro, Fisco, Investimenti, Pensioni, Aziende ed Auto

Cosa controllare sui sedili posteriori, bagagliaio, tappetini prima di comprare un'auto usata

WhatsApp X Telegram
di Alberto Pelletti pubblicato il

Sedili posteriori, cinture, tappetini, ISOFIX e bagagliaio possono raccontare molto sulla vita di un’auto usata. Umidità, usura e piccoli danni sono indizi da valutare con attenzione, senza saltare a conclusioni.

Una macchia sotto un tappetino, una cintura che non rientra o una lamiera deformata nel vano della ruota di scorta possono cambiare il giudizio su un’auto usata prima ancora di avviare il motore. Basta poco, a volte. L’abitacolo posteriore e il bagagliaio raccontano come la vettura è stata usata e curata; guardarli con metodo permette di notare usura, umidità e riparazioni che una rapida occhiata alla carrozzeria non mostra.

Un singolo segno, però, non dimostra da solo un uso scorretto né un incidente. Va letto insieme ai chilometri, ai documenti disponibili, allo stato generale dell’auto e a ciò che dichiara il venditore. Quando questi elementi non tornano, meglio chiedere chiarimenti e valutare un controllo professionale.

Partire dai sedili posteriori

Aprire le porte posteriori e osservare i sedili con una buona illuminazione. La parte centrale della seduta non basta: vanno guardati anche i bordi, le zone vicino alle portiere, gli schienali e il retro dei sedili anteriori. Sono punti che possono mostrare i segni lasciati da passeggeri, seggiolini o oggetti trasportati nell’abitacolo.

Una seduta molto compressa, il tessuto diventato sottile o la pelle lucida e screpolata in aree precise possono essere compatibili con un uso frequente. Se il chilometraggio dichiarato è basso e la parte posteriore risulta invece molto consumata, è ragionevole chiedere come si spiega la differenza. Non basta, tuttavia, per parlare di manomissione: sulla durata dei materiali incidono anche la corporatura degli occupanti, il sole e la qualità della manutenzione.

Da vicino, lungo cuciture e bordi, cercare fili tirati, aperture, rattoppi e cambi di colore. Potrebbero dipendere dall’usura, da una riparazione o dalla sostituzione di una porzione del rivestimento. Controllare anche macchie e aloni, oltre alle zone che al tatto risultano rigide o appiccicose. Una pulizia recente può rendere meno chiaro lo stato del tessuto; profumi intensi o tracce di detergente, però, non provano da soli che sia stato nascosto un problema. Conviene verificare la presenza di residui e di odori che persistono.

Esaminare i poggiatesta: devono essere stabili, inseriti correttamente nelle guide e privi di rivestimenti strappati o parti allentate. Se gli schienali si abbattono, riportarli in posizione e controllare che si blocchino; il meccanismo non dovrebbe sembrare forzato. Un difetto può essere dovuto all’usura o a un intervento precedente. Se il sedile non resta fermo, prima di considerare l’auto pronta all’uso è necessario farlo controllare da un tecnico.

Cinture, fibbie e sicurezza

Estrarre lentamente ogni cintura posteriore per tutta la lunghezza accessibile e osservare entrambi i lati del nastro. Cercare tagli, sfilacciamenti, pieghe che non scompaiono, scolorimenti o sporco concentrato. Poi lasciarla rientrare: il movimento dovrebbe essere regolare e il nastro non dovrebbe restare lasco. Una cintura danneggiata, che scorre male o si blocca non è un difetto soltanto estetico.

Inserire la linguetta nella fibbia. L’aggancio deve essere netto e lo sgancio non deve impuntarsi; la fibbia, inoltre, deve rimanere accessibile e non essere bloccata sotto il rivestimento. Guardare gli ancoraggi visibili e le plastiche intorno: deformazioni, coperture fuori sede o segni di smontaggio sono motivi per chiedere che lavoro sia stato eseguito. Per cinture e fissaggi serve una valutazione professionale; la sola osservazione non è sufficiente.

Quando sono consumati più sedili e più cinture, le condizioni possono essere coerenti con il trasporto abituale di passeggeri, per esempio in una famiglia numerosa o nell’uso professionale. Un danno limitato a un punto può invece risalire a un episodio circoscritto. Il confronto più utile mette insieme le zone di contatto, i chilometri, la manutenzione documentata e il racconto del proprietario: è la coerenza complessiva a contare, più del singolo particolare.

Sollevare i tappetini e cercare umidità

Rimuovere i tappetini posteriori e, quando possibile, controllare anche quelli anteriori. Guardare il lato superiore e quello inferiore del tappeto, poi il pavimento sottostante. Insistere sui bordi, sulle aree sotto i sedili e vicino alle portiere. Un tappetino consumato o assente può essere stato semplicemente sostituito; ciò che si trova sotto aiuta a capire se il danno ha raggiunto il rivestimento originale.

Con una mano, senza forzare e senza smontare componenti, verificare se il pavimento è umido o insolitamente freddo. Cercare aloni, macchie scure, depositi, tessuto deformato e odore di chiuso o di muffa. Una superficie bagnata può avere una causa innocua se l’auto è stata lavata da poco, se ha piovuto o se l’abitacolo è stato pulito. Per distinguere un episodio recente da una condizione che si ripete, controllare più punti e chiedere quando sia stata fatta la pulizia.

Odore di muffa e rivestimenti bagnati o macchiati possono essere compatibili con un’infiltrazione o con acqua rimasta a lungo nell’abitacolo. La causa non si individua con certezza guardando il solo pavimento: possono essere coinvolti una guarnizione, uno scarico ostruito oppure un intervento precedente, e ciascuna ipotesi richiede verifiche mirate. Anche una moquette asciutta al momento del sopralluogo non esclude una perdita intermittente. Annotare la posizione delle tracce: la loro distribuzione può aiutare il tecnico a circoscrivere i controlli.

Confrontare il lato destro con quello sinistro. Una macchia concentrata può dipendere da un versamento o da un problema localizzato; tracce diffuse richiedono un esame più esteso. Attenzione anche a non confondere i normali segni delle scarpe con un deterioramento del materiale. I graffi in superficie non sono come imbottiture impregnate, scolorimenti profondi o rivestimenti che si staccano. Se l’umidità si ripresenta, occorre accertarne l’origine prima di attribuirla a una pulizia recente.

Verificare gli attacchi ISOFIX

Se la vettura dispone di ISOFIX, individuare le marcature e i punti di ancoraggio nelle posizioni posteriori previste dal costruttore. Le etichette si trovano, a seconda del modello, sui sedili oppure vicino alle fessure tra seduta e schienale. Quando è disponibile, consultare il manuale: aiuta a non scambiare una fessura del rivestimento o un elemento con un’altra funzione per un attacco ISOFIX.

Controllare i punti metallici visibili. Non devono apparire piegati, corrosi o allentati; le eventuali coperture non dovrebbero essere rotte. Verificare che tessuto strappato, imbottitura spostata o oggetti incastrati non impediscano di raggiungere gli attacchi. La vista, da sola, non certifica la conformità o il corretto funzionamento del sistema. Se un punto sembra danneggiato o il sedile è stato riparato, occorre una verifica qualificata. Non forzare un aggancio per provarne la tenuta.

Le impronte lasciate da un seggiolino, le abrasioni localizzate o alcuni residui sono compatibili con un uso regolare e non indicano automaticamente trascuratezza. Conta lo stato reale degli attacchi e del rivestimento, insieme alla possibilità di raggiungere correttamente i punti di fissaggio. Se quanto riferito dal venditore non coincide con il manuale o con le marcature presenti, chiedere una spiegazione precisa.

Esaminare il bagagliaio dall’alto

Aprire il vano dell'auto usata e cominciare dai rivestimenti laterali, dalla soglia e dalla parte interna del portellone. Cercare strappi, graffi profondi, clip assenti, pannelli fuori allineamento e variazioni di colore. I segni nel bagagliaio possono dipendere dal trasporto frequente di valigie, attrezzature o materiali. Un rivestimento nuovo proprio dove il resto è molto usurato, invece, può essere stato riparato o sostituito. Senza altri riscontri non è possibile stabilire quale sia la spiegazione.

Esaminare la soglia di carico e il pianale. Qualche abrasione leggera rientra nell’uso normale; pieghe, avvallamenti, tagli o deformazioni richiedono più attenzione. Verificare che i pannelli siano in posizione e non si muovano in modo anomalo. Se il pianale è regolabile o può essere abbassato, azionarlo come previsto, senza fare forza. I segni concentrati possono essere legati a carichi pesanti o a oggetti trascinati, ma anche a un singolo episodio.

Dove è possibile, guardare sotto il ripiano copribagagli e dietro gli schienali posteriori. Macchie, polvere insolita, rivestimenti tagliati o fissaggi non uniformi possono fornire indicazioni sull’uso del vano. Provare anche il ripiegamento delle sedute e il loro bloccaggio: non dovrebbero esserci impuntamenti o rumori evidenti. Un meccanismo difettoso è un inconveniente pratico; può anche segnalare componenti usurati o un intervento che merita chiarimenti.




Alberto Pelletti

Alberto Pelletti è un esperto del settore motori con oltre 18 anni di esperienza nel campo dell’analisi automotive. Opera a Torino come consulente per aziende e privati, collaborando con realtà attive nel settore automobilistico. Le sue competenze spaziano dalla valutazione delle flotte aziendali all’ottimizzazione dei costi di gestione dei veicoli. Grazie alla sua lunga esperienza, ha sviluppa...