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Dal Circolo della Caccia a The Core: i club per imprenditori e benestanti in Italia da 2mila a 50mila euro l'anno

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di Dott.ssa Marianna Bassetti pubblicato il

Dai circoli storici come il Circolo della Caccia ai club contemporanei come The Core, l'articolo esplora il mondo dei club esclusivi per imprenditori e benestanti in Italia, tra evoluzione, regole, networking e identità sociale.

Negli ultimi anni in Italia, l'interesse verso i club riservati a imprenditori e persone di alto profilo economico ha vissuto una stagione di rinnovata centralità. Questi luoghi, spesso situati all'interno di palazzi storici o in location dal design contemporaneo, sono piattaforme relazionali dove si fondono tradizione, innovazione e selezione sociale. Frequentati da manager, creativi, alte cariche aziendali e personalità dell’imprenditoria, tali club rappresentano un habitat ideale per chi dispone di risorse economiche elevate e punta a coltivare relazioni strategiche in ambienti di grande discrezione.
I club per imprenditori e persone abbienti in Italia non rispondono a semplici esigenze di status, ma soddisfano una domanda crescente di esclusività e autenticità: la possibilità di accedere a reti relazionali di valore, in un mercato in cui networking e fiducia sono fattori determinanti per l’attività e la crescita personale. Da Milano a Roma, passando per Firenze e Torino, queste realtà si sono trasformate in ecosistemi relazionali dove la qualità della selezione e la cura di ogni dettaglio fanno la differenza.

L’evoluzione dei club esclusivi: da circoli storici a nuovi club moderni

La storia dei club esclusivi in Italia affonda le sue radici nei secoli scorsi. Nati inizialmente come luoghi di incontro per l’aristocrazia e la borghesia, e spesso caratterizzati da forti regole di ammissione e ritualità, questi ambienti funzionavano da vero e proprio filtro sociale e culturale. Esempio emblematico resta la Società dei Giardini di Milano, attiva dal 1783 e collocata nel prestigioso Palazzo Spinola, oppure il Lyceum Club Internazionale di Firenze, fondato agli inizi del Novecento da donne dell’aristocrazia locale, che aprì la strada a una dimensione culturale e femminile tutt’oggi valorizzata.
La rivoluzione nell’approccio ai club privati si manifesta negli ultimi decenni, quando la domanda di esclusività si fonde con la necessità di spazi aperti a imprenditori e talentosità emergenti, più sensibili a valori quali la diversità, l’innovazione e il contaminarsi tra differenti background professionali. Casa Cipriani a Milano, per esempio, interpreta l’heritage dei club anglosassoni rivisitandolo attraverso spazi polifunzionali e un’offerta sia di business networking che di intrattenimento.
Il passaggio d’epoca è evidente anche in circuiti come Aethos Club sui Navigli, il più eclettico tra i private members club meneghini: qui il design, gli spazi dedicati al lavoro e al benessere ne fanno un punto di riferimento trasversale, frequentato tanto da startupper quanto da top manager.
È cambiato anche il ruolo stesso del club: da semplice presidio di un’élite consolidata ad incubatore di nuove relazioni, acceleratore di idee e perfino spazio di wellness e creatività – basti pensare al Print Club di Torino, che coniuga artigianato, innovazione e socialità.
A livello internazionale, l’Italia dimostra così di saper reinterpretare il concetto di eleganza e discrezione alla luce delle esigenze di un network di professionisti sempre più globali, puntando su una miscela di tradizione, valore esperienziale e networking selettivo.

Accesso, regole e membership: costi e requisiti per entrare nei club d’élite

L’adesione ai club riservati agli imprenditori e alle classi economicamente privilegiate richiede attenzione sia ai requisiti economici che a quelli reputazionali. L’accesso avviene spesso tramite processi di selezione rigorosi, dove la candidatura è sostenuta da referenze di soci già iscritti e dalla coerenza del profilo con i valori del club.
I costi di iscrizione possono variare sensibilmente: si va da quote annuali pari a 2.000 euro per club meno blasonati o di nuova generazione, fino a membership prestiogiose da 50.000 euro all’anno per i circoli storici e i club più esclusivi. Vi sono anche membership flessibili, accessibili temporaneamente o per categorie speciali (ad esempio giovani imprenditori under 35, artisti, donne manager), con formule che incentivano l’accesso di nuovi talenti.
Oltre all’aspetto economico, la selezione si basa su parametri specifici:

  • Reputazione personale e professionale;
  • Livello di patrimonio o volume d’affari gestiti;
  • Contributi apportati alla comunità del club (eventi, mentorship, network);
  • Rispetto del codice etico interno e delle regole di riservatezza;
  • Capacità di favorire connessioni di valore nella community.
La riservatezza viene tutelata in ogni dettaglio: divieti sull’uso dei cellulari in alcune aree, dress code spesso molto rigorosi e regolamenti che tutelano la privacy dei soci e dei loro ospiti. Molti club si dotano anche di piattaforme tecnologiche riservate per connettere i soci in sicurezza, organizzazione di eventi esclusivi e servizi personalizzati.
Nella tabella seguente, una panoramica indicativa dei principali costi:
Club Quota annuale (€) Note
Casa Cipriani (MI) da 3.000 a 10.000 Selezione molto curata
The Wilde (MI) oltre 10.000 Accesso per referral
Soho House (MI/RM) da 2.000 a 3.500 Anche club internazionali
House of Nine (FI) intorno a 4.000 Membership flessibile
Robin Club (global) oltre 15.000 Esperienze di lusso

Infine, nelle grandi città, criteri sempre più moderni favoriscono la presenza di professionisti stranieri, startupper e digital nomad, garantendo un’identità internazionale al network dei soci più selezionati in Italia.

I principali club italiani: Milano, Roma, Firenze, Torino e oltre

Il panorama dei club elitari italiani è ricco, articolato e in piena evoluzione. Fra le città che spiccano per offerta e storia ci sono:

  • Milano: epicentro dell’imprenditoria contemporanea, ospita club storici come la Società dei Giardini con il suo celebre Salone d’Oro, un salotto della élite meneghina, ma anche realtà innovative come Casa Cipriani, The Wilde e Aethos Club. Questi club propongono una combinazione di servizi business, eventi mondani, arte, wellness e networking.
  • Roma: la capitale si distingue per l’offerta trasversale. Soho House Roma accoglie sia creativi che professionisti, con spiccata attenzione alla privacy e all’accesso senza limiti di genere. La dimensione culturale è incarnata dal Circolo della Caccia, simbolo di storia e influenza nei rapporti istituzionali e nel mondo delle relazioni d’affari.
  • Firenze: città storica che unisce cultura e imprenditoria. House of Nine esemplifica la nouvelle vague dei members club italiani: ambienti raffinati, offerta esperienziale e particolare attenzione al benessere, integrando arte, relax e networking su misura. Accanto a questa realtà, il Lyceum Club rappresenta una roccaforte della cultura e del pensiero femminile, con un archivio unico e attività multidisciplinari.
  • Torino: qui il Print Club rappresenta un modello innovativo in cui tradizione e creatività si fondono. Collocato in una ex fonderia, ospita designer, illustratori e professionisti della comunicazione visiva, creando un ambiente adatto a giovani talenti e imprenditori visionari.
  • Venezia e altre città: tra biennali e grandi eventi, Palazzina The Club diventa crocevia del jet set internazionale. In Puglia, invece, Suppersegreta propone un format di club nomade, esclusivo e riservato a pochi.
L’offerta nazionale si distingue dunque per una diversità che unisce storia, modernità e contaminazione culturale, rendendo i club per imprenditori e persone benestanti in Italia un unicum nel panorama europeo.

Il ruolo dei club nella creazione di networking, business e status sociale

La forza attrattiva dei club selezionati si fonda sulla costruzione di relazioni solide e strategiche: ambienti esclusivi favoriscono relazioni significative oltre il semplice contatto professionale.
Frequentatori di questi spazi sono spesso manager, imprenditori, artisti, investitori e opinion leader; tra una colazione riservata e un evento tematico si instaurano opportunità uniche per:

  • Accesso facilitato a figure chiave nel mondo finanziario, legale e consulenziale;
  • Sviluppo di progetti imprenditoriali inediti, partnership e joint-venture;
  • Possibilità di mentorship e knowledge sharing tra generazioni di professionisti;
  • Dinamiche di crescita personale e reputazionale.
Nei club riservati ai segmenti più elevati della società, lo status si sostiene con un equilibrio tra visibilità e discrezione. L’affiliazione conferisce accesso a eventi, ma soprattutto introduce i soci nel passaparola delle business community più riservate.
Oltre agli incontri in presenza, molti club investono in tecnologie di community management – app dedicate, piattaforme digitali sicure, eventi a numero chiuso – per trattenere valore all’interno della rete. In questo modo, membership diventa sinonimo di riconoscimento, continuità e appartenenza a una società parallela che influenza decisioni e dinamiche aziendali ben oltre le mura del club stesso.
Per attività che spaziano dal business development alle iniziative filantropiche, la fiducia reciproca e l’accreditamento sociale che derivano dall’appartenenza sono strumenti potenti, capaci di dare forza anche ai progetti più ambiziosi.


Dott.ssa Marianna Bassetti

La Dott.ssa Marianna Bassetti è una consulente esperta in ambito lavoro con oltre 10 anni di esperienza nel settore delle risorse umane. Laureata presso l’Università degli Studi di Milano in Giurisprudenza, attualmente opera a Milano e si è specializzata nell’analisi delle dinamiche lavorative dal punto di vista dei dipendenti, con particolare attenzione ai contratti collettivi e alle indennità...

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