Detersivi per piatti e lavastoviglie: Altroconsumo e altri tre test indipendenti dicono chi vince, chi perde e quali rischi per pelle, macchina e ambiente conviene conoscere davvero prima di comprare.
Il dato che torna in tutti i test è uno solo: la qualità non dipende dal prezzo e i migliori sono quasi sempre i prodotti dei supermercati.
Nel test di Altroconsumo del 17 settembre 2026 su 18 detersivi per piatti a mano il primo posto va a Conad Verso Natura Piatti concentrato lime e menta, con 81 punti su 100: bastano 2 grammi per lavare circa 40 piatti e l’etichetta è completa.
Il più sgrassante è l’Esselunga Piatti limone verde ultra concentrato, che con la stessa quantità arriva a 44 piatti, anche se il punteggio ambientale è solo sufficiente per conservanti e profumi. Sul podio ci sono poi Bennet e Amo Essere Eco Dexal di Eurospin, entrambi a 76 su 100, e la migliore marca nota, Winni’s, si ferma a 72.
Per la lavastoviglie il quadro si ripete. Nel test Altroconsumo su 42 prodotti (la pagina è del 2023, ripresa da Businessonline.it il 7 settembre 2026) è Esselunga Pastiglie limone a vincere, con un costo inferiore del 30% rispetto ad alcuni detersivi peggiori. Fuori dall’Italia la storia non cambia.
Nel test tedesco di Stiftung Warentest (29 luglio 2026, 16 prodotti, quasi 19.000 pezzi di stoviglie esaminati) vincono Aldi Power Force e Rossmann Domol Ultra Power, due pastiglie dei discount a circa 9 centesimi l’una.
Il belga Test-Achats (13 luglio 2026, 10 prodotti) premia Dreft per la rimozione delle macchie, ma mette in evidenza la Lidl W5 All-in-1 Power, eccellente contro tutti i tipi di sporco a soli 6 centesimi a dose, come Albert Heijn e Jumbo.
Chi cerca un prodotto ecologico può guardare l’Albert Heijn Eco All-in-One, il più economico con etichetta ecologica del test, a 12 centesimi a dose.
Come sono stati fatti i test? Altroconsumo lava con una lavastoviglie di ottima qualità su un programma normale a 45 gradi di 80 minuti, con sporchi come tè sulla porcellana, latte bruciato sui bicchieri, amido sui piatti e tuorlo d’uovo sull’acciaio, e valuta anche brillantezza, asciugatura e impatto ambientale; nei detersivi per piatti la capacità di lavare pesa il 70% del punteggio.
Which?, nel Regno Unito, controlla anche opacità dei bicchieri e aloni dopo 5 e 30 lavaggi, ma la classifica è riservata agli abbonati.
Nei test perdere non significa quasi mai avere un nome sconosciuto. Per Altroconsumo circa un quarto dei detersivi per lavastoviglie testati è insoddisfacente e nessuno ha ottenuto un giudizio eccellente.
Il prezzo non aiuta a distinguere: i prodotti buoni, medi e scadenti si trovano a tutti i livelli di costo. Sui piatti a mano la spesa annua stimata va da circa 3 euro (Eurospin) a 13,54 euro (Winni’s), e Altroconsumo precisa che il prezzo non basta a prevedere la qualità.
In Germania, tre prodotti su 16 hanno preso “mangelhaft”, cioè insufficiente. L’unico nominato è Frosch All-in-1 Spül-Tabs Limone: nel test a lungo termine i suoi residui hanno intasato il filtro, bloccato il flusso dell’acqua e fatto guastare la lavastoviglie, tanto che la prova è stata interrotta.
Il produttore dice di non conoscere il problema e di aver riformulato la ricetta alla fine del 2025. In Belgio perde punti Dreft Platinum Plus Brise: prestazioni ottime, ma il punteggio ambientale peggiore della top 10 e 68 centesimi a dose, contro i 6 delle migliori.
Anche le capsule deludono. Per Stiftung Warentest non lavano meglio di pastiglie e polvere, e la migliore, Somat Excellence Premium 5in1, costa circa 20 centesimi, più del doppio delle pastiglie vincitrici. I gel, secondo Altroconsumo, spesso dichiarano troppi lavaggi, perché la dose indicata (25 ml) è calcolata per uno sporco leggero invece che medio (35 ml).
Nel test di Que Choisir sui detersivi per piatti (maggio 2021, 19 prodotti), tutti hanno superato la prova di efficacia, ma in fondo alla classifica sono finiti Auchan, Visior (Leclerc) e Mir. Nel test Altroconsumo del 2021 sui piatti a mano l’ultimo posto era andato a Svelto.
I test non parlano di tossicità grave, ma segnalano rischi concreti e più sfumati. Il più chiaro riguarda la pelle.
I controlli di laboratorio di Que Choisir hanno trovato in alcuni detersivi per piatti conservanti molto allergenici (come MIT, MCIT e BIT) e profumi allergenici, anche in prodotti tra i migliori, come il detersivo per piatti W5 di Lidl, con tracce di profumi allergenici.
Per la rivista francese diciture come “pelle sensibile” o “dermatologicamente testato” non sono affidabili: conta soltanto l’etichetta degli ingredienti. Consiglia anche di evitare i prodotti antibatterici, perché eliminare tutti i germi è impossibile e rischia di favorire i ceppi più resistenti.
Il secondo rischio è per la macchina e per ciò che si lava. Stiftung Warentest segnala che alcuni prodotti proteggono poco la plastica e le posate d’argento, e che due contengono benzotriazoli e tensioattivi che possono inquinare le acque. Il consiglio pratico è far girare almeno una volta al mese un programma intensivo e pulire con regolarità il filtro sul fondo.
Il terzo è ambientale. Il progetto Clean di Altroconsumo (2021, 115 prodotti in quattro Paesi) ha trovato che circa il 70% contiene almeno una sostanza giudicata preoccupante per l’ambiente e che solo il 35% delle capsule per lavastoviglie ha un impatto basso. Le scritte “naturale”, “vegetale” ed “eco” sono spesso esagerate. Va ricordato che questi ultimi dati sono di cinque anni fa e riguardano l’ambiente più che la salute.
Dai test emergono pochi consigli concreti:
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, è sempre curiosa su tutte le novità delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen...