JAC conferma i colloqui con Stellantis e Huawei: due nuove Maserati elettriche, un SUV e una GT, con tecnologia cinese e possibile assemblaggio a Cassino. Cosa è certo e cosa resta solo ipotesi
Per settimane se n'è parlato come di un'indiscrezione, ora c'è un documento ufficiale. JAC Motors, costruttore cinese quotato, ha confermato in una comunicazione alla Borsa di Shanghai di aver avviato discussioni con Stellantis e con Huawei per valutare una collaborazione a tre. È la prima conferma formale di una vicenda emersa all'inizio di settembre, quando erano circolate le voci su un possibile coinvolgimento del colosso tecnologico Huawei e di JAC nel rilancio del Tridente. La notizia è arrivata dopo giorni di indiscrezioni e dopo una corsa in Borsa del titolo JAC, salito di circa il 20 per cento in tre sedute.
Il tono del comunicato, però, è molto prudente. JAC precisa che i contenuti e la forma dell'eventuale collaborazione non sono ancora stati definiti e che non è stato firmato alcun accordo vincolante. Il testo, inoltre, non cita direttamente Maserati, un dettaglio che alcune testate sottolineano per distinguere ciò che è ufficiale da ciò che è ricostruzione. Anche Stellantis mantiene un profilo basso: il gruppo ha fatto sapere di confrontarsi regolarmente con diversi operatori industriali nel mondo per valutare nuove soluzioni tecnologiche e produttive, e che eventuali annunci arriveranno soltanto a trattative concluse.
Per orientarsi tra titoli e ricostruzioni conviene separare ciò che è confermato da ciò che è riferito da fonti. È confermato che JAC ha avuto discussioni con Stellantis e Huawei, che non c'è un accordo firmato e che i dettagli non sono definiti. Sono invece ricostruzioni, riportate da più testate ma non confermate dalle aziende, la divisione dei compiti, il ruolo dello stabilimento di Cassino, l'ipotesi di assemblaggio SKD e il nodo dei costi della tecnologia Huawei. Anche il numero e il tipo dei modelli, un SUV e una GT, viene dalle indiscrezioni: la conferma ufficiale parla di collaborazione, non di vetture precise. Tenere distinti questi livelli aiuta a non scambiare un'ipotesi industriale per una decisione già presa.
Le informazioni circolate parlano di due modelli completamente elettrici. Il primo sarebbe un SUV di segmento medio grande, il secondo una Gran Turismo di dimensioni importanti. Due vetture pensate per rilanciare la presenza di Maserati nel mercato premium elettrico, dove il marchio deve ancora trovare una posizione solida. Va ricordato che Stellantis ha già confermato nel suo piano strategico due nuovi modelli Maserati di segmento E, quello delle grandi berline e dei grandi SUV, destinati a rafforzare l'offerta nella fascia alta. Resta da capire se i progetti confermati dal gruppo coincidano con quelli oggetto delle trattative con JAC e Huawei, perché nessun comunicato lo dice in modo esplicito.
Non risulta, per il momento, né una vendita di Maserati né un ingresso di Huawei o di JAC nel capitale del marchio. Alcune testate hanno parlato di "acquisto" o di una trattativa per "rilevare" il Tridente, ma altre fonti, tra cui Affaritaliani, ricordano che Stellantis mantiene il controllo del marchio e ha già inserito Maserati nel proprio piano FaSTLAne 2030. La collaborazione, per quanto si sa, riguarderebbe lo sviluppo e la produzione di alcuni modelli, non il passaggio di proprietà. È una distinzione importante, perché cambia il significato della notizia: non si tratta di un'azienda cinese che compra un marchio italiano, ma di un possibile accordo industriale per costruire nuove auto.
La possibile collaborazione avrebbe una struttura abbastanza definita. JAC, insieme a Maextro, il marchio di lusso sviluppato con Huawei, metterebbe a disposizione l'ingegneria di base e le architetture dei veicoli. Huawei fornirebbe la parte tecnologica: software, sistemi elettronici e dispositivi avanzati di assistenza alla guida, quelli che nell'industria si chiamano ADAS. A Maserati resterebbe il compito più importante per l'identità del marchio: disegnare le vetture, definire il livello di lusso e intervenire sulla messa a punto finale. In altre parole, una parte importante del lavoro tecnico verrebbe svolta fuori dall'Italia, mentre ciò che il cliente percepisce come lusso, cioè linee, interni e carattere di guida, resterebbe nelle mani di Maserati. In questo modo la tecnologia cinese diventerebbe la base del progetto, e il Tridente dovrebbe trasformarla in una Maserati riconoscibile per stile e comportamento stradale.
Il capitolo produttivo è il più delicato. Per i mercati internazionali si starebbe valutando una soluzione SKD, cioè Semi Knocked Down: le scocche verrebbero costruite in Cina, nello stabilimento JAC di Hefei, e spedite in Italia ancora incomplete. Il completamento delle vetture potrebbe avvenire nello stabilimento Stellantis di Cassino, dove verrebbero assemblati gli interni, eseguite le finiture e svolta la messa a punto definitiva. È un'ipotesi che permetterebbe di contenere i costi industriali mantenendo un legame con l'Italia, ma Stellantis non l'ha confermata. Sul fronte sindacale, la Uilm di Frosinone ha dichiarato di non poter confermare le indiscrezioni e ha chiesto a Stellantis di chiarire contenuti, tempi e ricadute del progetto, mentre è stato annunciato un vertice a Roma tra il gruppo e i sindacati.
Non mancano i problemi da risolvere. Stellantis considererebbe troppo elevato il costo richiesto da Huawei per alcune tecnologie, soprattutto per i sistemi di assistenza alla guida di livello 3, quelli che consentono al guidatore di non tenere le mani sul volante in determinate condizioni. È ancora da definire anche la ripartizione degli investimenti, perché i vertici del gruppo non sarebbero disposti ad accollarsi una quota sproporzionata dei costi di sviluppo. Tra le ipotesi sul tavolo ci sarebbe quella di dotazioni ADAS più avanzate per la Cina e di sistemi meno costosi per l'Europa, una soluzione che potrebbe rendere più sostenibile il progetto ma che riduce l'uniformità tra i mercati.
Per la parte cinese l'interesse è altrettanto leggibile: JAC e Huawei avrebbero l'occasione di legare le proprie tecnologie a un marchio storico del lusso europeo, un passaggio che il mercato ha mostrato di apprezzare con il rialzo del titolo JAC, anche se un rialzo di Borsa non dice nulla sull'esito della trattativa. Per Maserati l'intesa avrebbe un vantaggio chiaro: accedere più rapidamente a tecnologie cinesi avanzate e ridurre tempi e costi di sviluppo dei prossimi modelli elettrificati. È un tema cruciale per un marchio che negli ultimi anni ha faticato a trovare una posizione stabile nel segmento premium elettrico. Il dossier con Huawei e JAC è comunque un tassello di un piano più ampio, il cui aggiornamento è atteso a dicembre durante l'Investor Day di Modena. Prima, però, servirà trasformare i contatti in un accordo vero e proprio, con regole su costi, investimenti, proprietà della tecnologia e luoghi di produzione.
Nel frattempo il quadro industriale italiano resta complesso. Le fonti ricordano che a Mirafiori la produzione si è fermata più volte a settembre per carenza di componenti, con cassa integrazione prevista dal 19 al 30 ottobre per oltre mille addetti sulla 500 elettrica e ibrida. Per questo il possibile coinvolgimento di Cassino viene seguito con attenzione dai territori e dai sindacati. In sintesi, ciò che è confermato è poco ma significativo: le trattative esistono, i modelli allo studio sarebbero due, la divisione dei compiti è abbozzata e il nodo dei costi è reale. Tutto il resto, dalla produzione in Italia ai tempi di arrivo delle vetture, resta da definire.
Stefano Gallo (nato nel 1978 a Torino) è un esperto di automotive con oltre 20 anni di esperienza nel settore, riconosciuto per la sua competenza tecnica e la capacità di analizzare in modo chiaro e approfondito le evoluzioni del mondo dell’auto.
Laureato in Ingegneria Meccanica con specializzazione in veicoli a motore presso il Politecnico di Torino, Stefano ha iniziato la sua carrie...