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Furio Sollazzi ha collezionato 28.500 vinili in 60 anni, ecco quali cd, dischi, cassette di casa possono valere una fortuna

di Dott. Luca Rossoni pubblicato il

La storia di Furio Sollazzi dimostra come il collezionismo di vinili, cassette e cd non sia soltanto un fenomeno di nicchia, ma un vero e proprio atto di conservazione culturale. I suoi 28.500 dischi non rappresentano solo un archivio privato, ma un pezzo di memoria collettiva che racconta l'evoluzione della musica e della tecnologia degli ultimi o

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C'è chi colleziona per passione e chi, come Furio Sollazzi, ha trasformato una passione in una vera e propria enciclopedia della musica. Collezionista pavese dall'animo rock, Sollazzi è oggi una delle figure più autorevoli d'Italia nel mondo del collezionismo musicale, con un archivio che conta 28.500 pezzi tra vinili, 78 giri, cd e cassette Stereo8. Una raccolta che il Corriere della Sera ha raccontato in una recente intervista, ripercorrendo una storia cominciata più di sessant'anni fa e proiettata verso un sogno ambizioso: la creazione di un museo immersivo della musica.

Chi è Furio Sollazzi, il collezionista pavese dall'animo rock

Furio Sollazzi è un nome noto a chiunque, in Italia, si occupi di dischi rari e memorabilia musicali. Nato a Pavia, batterista e musicista lui stesso (ha militato per anni nella tribute band Back To The Beatles), Sollazzi ha costruito nel tempo una reputazione che va ben oltre i confini della sua città: quella di uno dei massimi collezionisti italiani di musica su supporto fisico.

Tutto comincia nel 1961, quando un adolescente Sollazzi acquista il suo primo disco. Da quel momento, come racconta lui stesso, la collezione smette di essere un semplice insieme di oggetti e diventa biografia: ogni acquisto segna una tappa, ogni copertina custodisce un ricordo, ogni solco racconta un pezzo della sua vita insieme alla storia della musica popolare. In oltre sei decenni Sollazzi ha attraversato generi, epoche e supporti, passando dal boom del rock and roll agli anni d'oro dei Beatles, fino all'esplosione del punk, della new wave e delle produzioni contemporanee.

Un archivio da record: 28.500 pezzi tra vinili, 78 giri, cd e cassette

Il numero, da solo, dà l'idea della portata del lavoro svolto: 28.500 dischi, un patrimonio che comprende vinili di ogni formato, 78 giri d'epoca, compact disc e persino le rare cassette Stereo8, il formato a otto piste che ha preceduto la musicassetta tradizionale e che oggi è diventato un oggetto di culto per gli appassionati di audio vintage.

La collezione di Sollazzi copre un arco temporale impressionante, dagli anni Quaranta a oggi, offrendo una panoramica pressoché completa della storia discografica del Novecento e del nuovo millennio. Non si tratta solo di grandi nomi e capolavori conclamati: nell'archivio trovano spazio anche edizioni rare, stampe promozionali, pubblicazioni fuori catalogo e curiosità che raccontano l'evoluzione dell'industria musicale, dalle prime incisioni in gommalacca fino al digitale.

Una mole di materiale che, come racconta il collezionista al Corriere della Sera, ha finito per trasformare la sua abitazione in un vero e proprio archivio sonoro: casa sua è diventata l'enciclopedia del rock. Una definizione che rende perfettamente l'idea di cosa significhi vivere circondati da decine di migliaia di dischi, scaffali su scaffali, ordinati con la cura e la competenza di chi conosce ogni singolo pezzo della propria raccolta. 

L'intervista al Corriere della Sera: una vita fatta di musica e ricerca

Nell'intervista concessa al quotidiano, Sollazzi ripercorre le tappe principali della propria vicenda di collezionista, sottolineando come la ricerca dei dischi non sia mai stata soltanto un hobby, ma una vera missione culturale. Trovare un pezzo raro, verificarne l'autenticità, ricostruirne la storia editoriale: sono tutte fasi di un lavoro certosino che il collezionista pavese porta avanti da decenni, muovendosi tra mercatini, fiere specializzate, collezioni private e contatti internazionali.

Il racconto tocca anche gli anni d'oro del rock britannico, quando la musica dal vivo si trasformava in vera e propria arte scenica, e il modo in cui quella stagione irripetibile abbia lasciato un segno indelebile nella sua collezione, fatta non solo di dischi ma anche di memorabilia legate ai concerti e ai grandi gruppi dell'epoca.

Un aspetto che emerge con forza dall'intervista è la dimensione quasi enciclopedica dell'archivio: non un semplice accumulo di oggetti, ma uno strumento di studio e di memoria collettiva, capace di documentare l'evoluzione del gusto musicale, delle tecnologie di riproduzione del suono e persino del design delle copertine, diventate col tempo vere opere d'arte grafica.

Il sogno nel cassetto: un museo immersivo della musica

Ma qual è il vero sogno di Furio Sollazzi? Dopo aver costruito nel tempo uno degli archivi musicali privati più grandi d'Italia, il collezionista pavese punta ora a un obiettivo ancora più ambizioso: dare vita a un museo immersivo, uno spazio fisico dove il pubblico possa non soltanto osservare i pezzi della collezione, ma vivere un'esperienza sensoriale completa fatta di suoni, immagini e testimonianze storiche.

L'idea è quella di superare la classica esposizione statica per costruire un percorso interattivo capace di raccontare la storia della musica registrata attraverso i suoi supporti: dal fascino del vinile che gira sul piatto, con il caratteristico fruscio della puntina, fino al suono compresso e portatile delle cassette, passando per l'avvento del cd e la rivoluzione digitale. Un museo pensato non solo per gli appassionati di lunga data, ma anche per le nuove generazioni, che spesso conoscono la musica solo in formato streaming e non hanno mai avuto tra le mani un 78 giri o una cassetta Stereo8.

Al momento il progetto resta, appunto, un sogno nel cassetto: mancano ancora uno spazio adeguato e le risorse necessarie per realizzarlo. Ma la determinazione di Sollazzi, unita al valore storico e culturale della sua collezione, lascia intendere che il progetto potrebbe presto trovare gli interlocutori giusti, siano essi istituzioni pubbliche, sponsor privati o realtà del territorio pavese interessate a valorizzare un patrimonio unico nel suo genere.

Vinili, cd e cassette che sono diventati veri tesori: gli esempi che fanno impennare il valore

Il collezionismo musicale, come quello di fumetti, o francobolli, orologi, ecc, non è soltanto una questione di nostalgia: negli ultimi anni alcuni pezzi da collezione hanno raggiunto quotazioni sorprendenti, trasformando dischi un tempo comuni in veri investimenti. Ecco alcuni esempi che spiegano perché certi vinili, cd o cassette possono valere molto più del loro prezzo originale.

Il White Album dei Beatles, l'album omonimo pubblicato nel 1968 in copertina bianca e numerata, è tra i pezzi più ambiti in assoluto: le copie con numero di serie basso, soprattutto la mitica copia numero 1, hanno raggiunto valutazioni da centinaia di migliaia di euro nelle aste internazionali.

Never Mind the Bollocks dei Sex Pistols, nella prima stampa originale del 1977 con l'etichetta A&M (ritirata quasi subito dal mercato per il clamore mediatico che accompagnò l'uscita del gruppo dall'etichetta), è considerato uno dei vinili punk più rari e ricercati al mondo.

Anche il compact disc, spesso sottovalutato dai collezionisti rispetto al vinile, può nascondere sorprese: le prime stampe giapponesi di album storici, penso a titoli dei primi anni Ottanta con codici di catalogo particolari, sono richieste dagli audiofili per la qualità del mastering e vengono scambiate a cifre ben superiori al prezzo di copertina originale.

Non mancano curiosità legate proprio alle cassette Stereo8, il formato caro a Sollazzi: alcune uscite promozionali americane degli anni Sessanta e Settanta, prodotte in tiratura limitatissima, sono oggi introvabili e vengono cercate dai collezionisti di tutto il mondo, complice anche il revival nostalgico che negli ultimi anni ha riportato l'attenzione sui supporti analogici.

Sono esempi che mostrano come il valore di un pezzo da collezione dipenda da una combinazione di fattori: la rarità della stampa, le condizioni di conservazione, la presenza della copertina originale, eventuali errori di stampa o edizioni ritirate dal commercio, e naturalmente l'importanza storica dell'artista o dell'album in questione.

 




Dott. Luca Rossoni

Il dott. Luca Rossi è un esperto analista finanziario con oltre 30 anni di esperienza nel settore delle finanze. Ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l'Università Bocconi e ha lavorato per prestigiose istituzioni bancarie e società di consulenza. Specializzato in strategie di investimento e gestione del rischio, Luca ha aiutato numerosi clienti a ottimizzare i loro portafogli ...