Tra modelli economici diversi e nuove proposte per servizi, negozi e benessere, il Salone del Franchising di Milano racconta un settore in evoluzione. Dai format di THUN, Midas e Anytime Fitness ai controlli da fare prima di aderire a una rete.
All’Allianz MiCo, dall’1 al 3 ottobre 2026, il Salone Franchising Milano ha riunito marchi affermati, insegne tornate in fiera e realtà ancora giovani. Tra gli stand, più che un settore compatto, ho trovato un insieme di modelli molto diversi: servizi avviabili con capitali contenuti, negozi specializzati, palestre e format della grande distribuzione, ciascuno con esigenze economiche proprie. È il dato che mi porto via dalla visita. Non c’è un investimento standard, e la notorietà di una rete non basta, da sola, a rendere sostenibile ogni punto vendita.
Organizzata da Fiera Milano, la manifestazione ha messo in contatto operatori e aspiranti affiliati in una fase in cui il franchising propone formule adatte a profili imprenditoriali differenti. Le cifre presentate per l’edizione 2026 danno un’idea della distanza tra i modelli: per alcuni servizi si parte da circa 10.000 euro; per negozi dedicati alla casa o alla persona si incontrano fasce di 50.000 o 100.000 euro; una nuova palestra può richiedere circa 200.000 euro. Per un punto vendita della grande distribuzione organizzata, invece, l’investimento può arrivare a un milione.
Si tratta di soglie indicative, riferite a formule diverse. Non sono preventivi validi per qualunque affiliato o località, né permettono di stabilire da sole quanto costerà una specifica apertura. Le condizioni del singolo progetto vanno esaminate a parte.
Per inquadrare il comparto, il Rapporto Assofranchising Italia 2026 attribuisce al franchising italiano un giro d’affari di 39 miliardi di euro nel 2025. La ristorazione pesa per il 12,7%. Sono cifre che mostrano il rilievo economico del settore, ma non consentono di prevedere il risultato di una singola attività: il fatturato complessivo e la redditività di un affiliato misurano cose diverse.
La varietà vista tra gli stand rispecchiava quella annunciata dagli organizzatori. Nel food c’era, tra gli altri, Perilli Ice. Gentiluomo e Mito Salon erano presenti nell’area del benessere e della cura personale; Nucleo Pilates rappresentava il fitness. Montevago Luxury Brands si collocava nel fashion, mentre Pathena, Sara Clean Management e Tecnoliving erano legati al commercio specializzato o ai servizi.
Questi marchi figuravano nell’area riservata ai brand emergenti. La loro presenza indicava che esistono reti nelle prime fasi di sviluppo e alla ricerca di affiliati; non dimostrava, di per sé, che avessero già una rete estesa.
Da visitatore, ho letto la compresenza di queste proposte come il segnale di un mercato con esigenze e logiche operative differenti. Alcuni format si basano su bisogni ricorrenti, come la manutenzione, l’attività fisica o i servizi; altri cercano di affermarsi con un’identità precisa in una nicchia di prodotto. Nel primo caso possono contare la continuità del servizio e la gestione quotidiana. Nel secondo, diventano rilevanti la capacità di raggiungere il pubblico adatto e la coerenza dell’assortimento e del posizionamento. Le competenze richieste, i clienti e il peso dell’investimento cambiano da un modello all’altro.
Tra i servizi presentati in fiera c’era anche una possibilità legata ai costi di avvio. YouBusiness e Grenke offrivano ai titolari dei brand una prevalutazione per l’eventuale accreditamento a una soluzione di noleggio operativo. In questo modo arredi, attrezzature e tecnologie possono essere pagati attraverso canoni, invece di essere acquistati per intero all’inizio, se il franchisor viene accreditato e le condizioni risultano adatte al progetto.
Il noleggio, però, non elimina la spesa. I canoni restano un impegno economico e vanno conteggiati nel piano finanziario.
Tra i nuovi ingressi annunciati al Salone ho incontrato THUN, marchio italiano conosciuto per gli articoli da regalo e le decorazioni per la casa. La proposta ruota attorno a un’immagine riconoscibile e a valori legati alla cura e all’affetto; alcune fasi di lavorazione mantengono una componente artigianale. Per chi valuta l’affiliazione, l’aspetto da considerare è l’unione tra un prodotto caratterizzato e l’organizzazione commerciale di una rete.
Il progetto presentato dal brand prevedeva strategie omnicanale integrate, marketing centralizzato e assortimenti definiti anche sulla base dell’analisi dei dati. Il punto vendita, in questa impostazione, non è un canale separato: deve rientrare in un’esperienza coordinata con gli altri contatti commerciali del marchio.
È una formula che può interessare chi vuole lavorare nel retail e nel rapporto con i clienti. Prima di procedere, però, occorre chiarire se la zona è disponibile, quale dimensione debba avere il locale e quali costi comporti. Va anche capito in che modo l’affiliato partecipa alle scelte operative.
Tra i dati raccolti per il Salone non comparivano l’investimento minimo richiesto da THUN, la fee d’ingresso, le royalties o specifici requisiti patrimoniali. Non avrebbe senso colmare queste lacune con cifre presunte: le informazioni vanno chieste nei documenti precontrattuali. Un’identità di marca forte e il supporto della sede centrale sono elementi da valutare assieme ai costi di allestimento, alle scorte iniziali, agli eventuali obblighi di acquisto e alle condizioni di rinnovo. La notorietà del marchio non mette al riparo dai rischi legati alla location o da un canone d’affitto insostenibile.
Dopo diverse edizioni di assenza, Midas è tornata al Salone con una proposta diversa da quelle del retail: la manutenzione e la riparazione multimarca. L’officina viene presentata come un servizio organizzato, nel quale hanno peso anche l’accoglienza, la comunicazione e la relazione continuativa con il cliente, oltre all’intervento tecnico.
Il modello può interessare chi ha esperienza nell’autoriparazione, ma anche imprenditori in grado di occuparsi della gestione delle persone, dei processi e dell’attività commerciale. Il lavoro richiesto non si esaurisce nella riparazione: conta il modo in cui il centro funziona nel suo complesso.
Tra gli strumenti illustrati da Midas c’erano assistenza tecnica e ricambi, affiancamento commerciale, marketing, strumenti digitali e formazione continuativa. La rete cercava affiliati interessati a fare dell’officina anche un luogo di relazione con il cliente, oltre che un centro specializzato. Durante la visita ho trovato significativo questo passaggio, perché porta la valutazione oltre la sola competenza tecnica. L’organizzazione degli appuntamenti, la qualità della comunicazione e l’uso degli strumenti messi a disposizione dalla rete possono avere un peso comparabile a quello delle capacità di riparazione.
Nei materiali usati per questo resoconto non erano riportati l’importo iniziale richiesto da Midas, le fee, le royalties o requisiti economici precisi. La spesa dipenderà anche dall’immobile, dalle attrezzature già disponibili e dai lavori necessari per adeguarsi agli standard del marchio. Prima di confrontare la proposta con quella di un’altra officina, chiederei un prospetto scritto che separi le opere, i macchinari, il capitale circolante e i contributi periodici. Il valore del sostegno della rete si giudica dai servizi effettivamente forniti, non da formule generiche.
Tra le insegne confermate figurava Anytime Fitness, con un format di palestra orientato al benessere complessivo. La rete si rivolge a professionisti del fitness, ma anche a imprenditori, manager e investitori interessati a entrare nel settore con il supporto di un’organizzazione strutturata. Tra le forme di accompagnamento annunciate c’erano assistenza operativa, marketing, formazione e supporto nella gestione.
La presentazione indicava per la rete globale un tasso di successo del 96%. È un dato dichiarato a livello internazionale, non la probabilità che un singolo club italiano abbia successo. Per interpretarlo servono almeno la definizione di “successo”, il periodo considerato, i mercati inclusi e le informazioni su chiusure o trasferimenti.
Anche la cifra di circa 200.000 euro per avviare una palestra, riportata tra le fasce generali presentate al Salone, non costituisce un preventivo specifico di Anytime Fitness. Nei materiali a disposizione non erano indicati fee, royalties o requisiti patrimoniali della singola affiliazione.
Per un centro fitness la spesa dipende anche dalla superficie, dagli impianti e dai lavori da eseguire. Vanno considerati la disponibilità di una zona adatta al bacino potenziale e i costi del personale. Il supporto dichiarato dalla rete può essere utile, ma non sostituisce un controllo dei ricavi previsti e dei costi fissi durante i primi mesi. Un investimento di questa entità comporta un profilo di rischio diverso da quello di un servizio avviabile con capitali più contenuti.
L’area Brand Emergenti dava spazio alle attività in cerca di affiliati e di una struttura per crescere. I nomi annunciati coprivano food, cura della persona, fitness, moda e commercio specializzato. L’etichetta “emergente” descrive una fase di sviluppo: non significa necessariamente che l’idea sia appena nata, né che il format sia già stato collaudato su larga scala.
Per un potenziale affiliato, una rete giovane può lasciare più spazio al confronto con la casa madre. Allo stesso tempo, offre meno dati storici da consultare. È un elemento da mettere sul tavolo quando si valutano la tenuta del modello e le possibilità di crescita annunciate.
La serata dei Franchising Awards, organizzata in collaborazione con il Salone, ha assegnato un riconoscimento Next Generation ai brand operativi da meno di cinque anni e con ambizioni di espansione. Il premio si inseriva nel quadro delle nuove insegne presenti in fiera: il settore cerca ricambio e modelli nuovi. Visibilità e riconoscimenti, però, non equivalgono a una verifica economica indipendente. Per capire la solidità di una rete servono anche i dati su aperture, uscite, durata degli affiliati e qualità dell’assistenza.
Il confronto tra le proposte ha mostrato che la parola “supporto” copre servizi diversi. Per THUN si è parlato soprattutto di identità del marchio, marketing e assortimento; per Midas, di strumenti tecnici e commerciali, insieme alla formazione; per Anytime Fitness, di accompagnamento operativo e gestionale. Per questo il confronto non può fermarsi alla fee iniziale.
Il Dott. Marco Castagna è un esperto consulente senior nel settore delle imprese con oltre 15 anni di esperienza. Laureato in Economia Aziendale, la sua competenza si estende alla consulenza strategica, gestione delle risorse e ottimizzazione dei processi aziendali, rendendolo una figura di riferimento per molte aziende in crescita. Residente a Venezia, Marco ha collaborato con diverse start-up...